Racconti Fantastico

Tanto tempo fa, gli uomini non sapevano che cosa fossero le conchiglie, perché non ne avevano mai vista una. Questa storia racconta come hanno fatto le conchiglie ad arrivare dal fondo del mare fin sulla spiaggia.

C’era una volta, su una spiaggia lontana, una piccola capanna nella quale vivevano un vecchio pescatore sordo e la moglie. Tutte le mattine, il vecchio pescatore si svegliava prima dell’alba, prendeva le sue vecchie reti, saliva sulla sua vecchia barca, che chissà come ancora galleggiava, e andava al largo per cercare di pescare qualche cosa.

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Mildred parcheggiò il suo fardello di carne umana sulla scomoda sedia di legno. Si strofinò i palmi delle mani sul cotone della vestaglia a fiori e inghiottì il mouse nella sua presa.

La sua mole sembrava inglobare e minimizzare ogni cosa, quasi che lei avesse fame con tutto il corpo. Un boccone per la sedia scomparsa tra le natiche avvolgenti, uno per il "topolino" intrappo.

lato tra le sue grasse e fameliche dita.

Si terse il sudore dalla fronte con l'avambraccio mentre il sistema veniva avviato. Faceva caldo, un maledettissimo caldo che la costringeva a cacciare acqua come una spugna.

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John


Inutile, non ci sarebbe mai riuscito.

Erano giorni ormai che tentava disperatamente di scavare un passaggio. I guanti di lana erano zuppi della gelida neve disciolta e i suoi vestiti lo erano del sudore versato nella lotta contro l'irremovibile muro di neve e ghiaccio che lo separava dalla libertà.

L'aria si condensava in nuvolette di fumo a ogni suo respiro e un brivido gli percorreva la schiena ad ogni movimento. Odiava quella dannata prigione.

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Sono seduto in salotto. La casa è quella dei miei defunti genitori. Una vecchia e fredda abitazione sulla stradina principale di un paesino fuori città. Il divano di tela consunta e color vomito è orientato di quarantacinque gradi alla finestra e alla tele. Stravaccato come sono sui cuscini, mi basta muovere gli occhi per seguire il film o il volo degli uccelli nel cielo. Molto interessanti, quei volatili. Li studio con attenzione. Il fatto è che sono strafatto e fisserei con apprezzamento anche…

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C'era una volta un pesce. Niente di speciale. Come lui ce ne erano tanti nel lago in cui viveva, tutto il suo mondo. Un giorno, mentre nuotava tranquillamente vicino al fondo, decise di risalire verso la superficie, per osservare la luce che filtrava dal pelo dell'acqua. Lo spettacolo era straordinario come sempre. Dopo un po’ che nuotava, vide qualcosa luccicare, in alto. Si avvicinò per guardare meglio e lo riconobbe.

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L'Incontro

Spero che qualcuno possa leggere queste parole. Lui mi porterà via e nulla resterà di me. É ovunque, da giorni è dove sono io. Non sono pazzo, credetemi, non abbandonatemi gettando il foglio che avete tra le mani. Lui mi segue, mi spia, è ossessivo. Lo vedo confondersi tra la folla, sedersi a tavola nel bar dove mangio, girovagare nella penombra della sera.

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Ci sono luoghi che travalicano il tempo, dove anche gli incontri impossibili diventano reali. Oasi di pace deputate a offrire meritata tranquillità a coloro che hanno, invece, raccolto fama e onore grazie alla loro indomabile irrequietezza. Tre uomini, tre grandi condottieri erano seduti attorno a un tavolo. La stanza che li ospitava era linda, dalle pareti addirittura candide e una finestra aperta dava la possibilità ai presenti di godere della luce e della frescura del mattino.

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–  BASTA!

L’urlo rimbalza nel buio della stanza. Lame di luce penetrano le tapparelle, disegnando lunghe linee oblique sulle coperte.

Carlo è seduto sul letto. Il sudore si raffredda sulle sue spalle mentre artiglia le lenzuola. Il respiro è pesante, gli occhi sbarrati fissano il fondo del letto. Rimane così per un po’, ansimando, poi ricade pesantemente sui cuscini. La pioggia tamburella gentile sui vetri. La sveglia scandisce la notte in piccoli intervalli di quiete.

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Orco cane, fuori ci deve essere in atto un mezzo uragano!

Emergo dal piumone e guardo l’orologio: mancano 10 minuti a mezzanotte.

Dalle ante della persiana che non chiudo mai arriva un chiarore strano, una luce rossastra, come se fuori ci fosse un incendio. Sarà meglio che mi alzi e vada a vedere che succede. Già un’altra volta un fienile aveva preso fuoco, poco lontano da casa mia.

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Manolo corre.

Se gli chiedete perché, lui vi guarderà come se foste appena atterrati da un altro pianeta. Alzerà una mano, punterà un dito lontano e sorriderà. Poi vi dirà che corre perché vuole raggiungere l’orizzonte e scoprire che cosa c’è dietro. Semplice, no?

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Milano, Sede di Mediaset anno...

"Capo, è una pazzia, avremo il Moige e tutti i genitori contro." affermò l'onorevole Cicchitto visibilmente preoccupato.

Dall'altra parte del tavolo Bondi assentì

"Lei che ne pensa professore?" disse il Cavaliere che non era abituato a essere contraddetto, figuriamoci dai suoi due più fedeli sottoposti.

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