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30 Agosto 2009
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Racconti -
Racconti Fantasy
Lungo la costa del Cayren, Grigorius il piromante voltava le spalle alla sua ultima creazione, disegnando figure astratte in riva al mare. Era lì dal tramonto del giorno precedente, la veste rossa ricoperta oramai di salsedine.
Dietro di lui, la Piramide Purpurea - il suo progetto più ambizioso - scintillava gigantesca sotto i primi raggi del sole. Appena eretta, sembrava davvero l'ottava meraviglia del Mar Meridiano.
“Vorrei sapere chi ha inventato il detto idiota: Cogli l’Attimo” disse l'uomo imbronciato.
Riprese a disegnare strane simbologie sulla sabbia, che le carezze del mare, a mano a mano, cancellavano. Ricordi dello stato d'animo euforico con cui aveva vissuto l’Opera gli fiorirono in petto, a morsi.
Lui e Myrcella avevano lavorato per mesi all’idea. Si amavano, per quanto strano fosse fra un adepto del Fuoco e una dell’Acqua, o forse proprio per questa loro diversità.
Era stato lui a “vedere” il Disegno per primo, ma lo aveva sviluppato nei dettagli insieme all'amata. Era costato una fortuna, solo il farsi predire dal veggente kalth la data esatta dell’allineamento di astri necessario alla creazione; e quel costo l'aveva pagato lei, con alcuni rari coralli dell’Abisso Usto.
Il giorno della Realizzazione, però, Myrcella era in ritardo, e il momento propizio stava per sfaldarsi. Il timore di veder sfumare l'occasione gli aveva acceso un fuoco livido in cuore.
Si era voltato verso il mare, aveva proteso il suo Potere chiamandola, ma non aveva ottenuto risposta.
E ora, l'uomo sulla spiaggia mormorava sarcastico: “Cogli l'Attimo. Già.”
Le ondate intanto erano arrivate a lambirgli la punta delle scarpe damascate, infradiciandole.
Rammentava di esserselo ripetuto, quel motto, mentre cedeva alla fretta e operava l'incantamento necessario a scavare la montagna ferrosa. Scatenata l'energia Pyr i suoi polmoni s'erano inebriati della fragranza di lava e cenere respirata mentre liquefaceva la roccia grezza, scavava dentro gallerie e aule, modellava a mani nude i muri esterni.
Nell'estasi della creazione vedeva la folla dei manti pari loro, che sarebbero venuti ad abitarla. Posta alla confluenza del Lept con altre quattro vie minori, sorgeva in un luogo ove le Correnti Elementali confluivano, rendendo possibile esaminare i sigyn Saekull, il mondo elementale, in modi prima impensati.
Solo una volta finito aveva percepito una presenza al suo fianco. Myrcella era finalmente giunta, senza che lui se ne fosse accorto. Si era avvicinata fissando l'Opera ancora rovente e, spostato lo sguardo fattosi gelido sull’adepto, aveva detto:
“Ben Fatto!”
Poi gli aveva voltato le spalle ed era tornata indietro tra le onde, riempiendosi i polmoni d'acqua e discendendo sempre più sino in fondo al mare.
“Ti prego, torna!” sussurrò l'uomo dalle vesti oramai scolorite.
Le onde gli arrivavano alla cintola, quando udì i primi scricchiolii. La Piramide creata con l’irruenza di Pyr ma senza la temperanza di Idro, crollò miseramente.
Grigorius, senza nemmeno voltarsi, bofonchiò: “Ecco. L'Attimo... bell'affare!”
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