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Scritto da Stefano Baccolini | 10 Settembre 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Quando finalmente la polvere si dissolse, lo spettacolo che ci si presentò fu tale da lasciarci sorpresi e interdetti. Io stesso, per l'incredulità, mi sfregai energicamente gli occhi temendo di essere preda di un miraggio: delle schiere sterminate che ingombravano la piana non rimaneva nulla, se non quei pochi armati sotto le mura della città. Questo stato d'animo durò pochi minuti e ben presto fu sostituito da una gioia diffusa che contagiò l'intera cittadinanza. Forse era davvero tutto finito, pensai, ma lo sguardo severo e concentrato del mago mi fece capire che sbagliavo.

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Scritto da Uberto Ceretoli | 10 Settembre 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Martedì dovevo andare a giocare a calcetto ma, per la prima volta da anni, ho saltato l'appuntamento. Avevo da tradurre la mail di un amico. Vi parlerò di lui cercando di essere il più breve possibile perché ciò che mi preme pubblicare sono tre sue mail.

Donald è un uomo prossimo alla settantina, è alto, con una barba corta e sbiancata, il viso tondo, gli occhi chiari e il sorriso duro di uno scozzese. Abita a Fort William in una villetta in stile vittoriano adibita a B&B, affacciata su Lock Linnhe e separata dalla strada da un giardino d'erba soffice che taglia ogni fine settimana; il tetto della villetta è spiovente, in tegole brune, e gli abbaini bianchi sono ingentiliti da tende lilla.

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Scritto da Miriam Mastrovito | 05 Settembre 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Alice si guarda allo specchio. Gli anni sono passati come un treno. Hanno percorso le rotaie del cuore fino a lasciarle solchi indelebili sul viso.

Barcolla, così si tiene al lavandino mentre un getto di acqua gelida lava via il sangue che le cola dal naso.

"Apri, maledetta cagna! Ho da dirti ancora un paio di cose".

Alice sa che suo marito dice a suon di calci e pugni quel che pensa. Ode impaurita i colpi feroci che si abbattono sulla porta del bagno.

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Scritto da Miriam Mastrovito | 05 Settembre 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Sergej avanzò verso la guardiola, la spada salda nella mano destra, gli occhi saettanti in ogni direzione. Ciocche scomposte gli ricadevano sulla fronte increspata dai cattivi pensieri.

Osservò il soldato accasciato sulla sedia, il capo reclinato sul petto, un filo di bava a un angolo della bocca e il respiro pesante. Come previsto, non sarebbe stato di ostacolo.

Nei paraggi non c'era nessuno e nei corridoi regnava un silenzio di tomba. Sergej allungò la mano libera a recuperare le chiavi sulla scrivania.

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Scritto da Cristiano | 03 Settembre 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

La signora Piera era un' insegnante di storia e archeologia.

Aveva passato la sua vita a raccontare a studenti annoiati vecchie storie di prodi guerrieri greci e  re inglesi con troppe mogli e regine decapitate e poi, siccome pensava che non si può insegnare se non si è sempre intenti ad apprendere, aveva iniziato a studiare vecchi racconti popolari.

Perché? Poteva specializzarsi in Alfabeto Eschimese, oppure in Astronomia, o anche in Religione Comparata. Perché aveva iniziato a occuparsi di Folklore?

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Scritto da Cristina | 31 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Ed era strano, quello sguardo.

Stupito, pensieroso, arrabbiato, e al contempo nessuna di queste cose.

Ed era freddo: qualcosa che alla vista sapeva di ghiaccio, di vento, di inverno specchiato nel volto della luna.

Era il loro colore -che al buio scintillava come una gelata notte di stelle-  ad essere strano?

Mila non capiva, e il non capire le metteva in bocca un untuoso sapore d'angoscia.

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Scritto da Daniele Ramella | 31 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Da quanto tempo sto ballando?

Ore? Giorni?

Ormai ho perso la cognizione del tempo. Non porto orologi e da questo magazzino abbandonato non si vede la luce del sole, perché tutte le finestre e le vetrate sono state oscurate.

Ballare sui ritmi dance, techno, trance, trip-hop, hard-core è il mio unico hobby, perciò non potevo perdermi questo Rave Party, che era stato annunciato come il più lungo della storia.

Non si può andare ai Rave senza qualcosa per tenerti su. Chiamatele "pillole", "pastiglie", "acidi", chiamatele come cazzo volete, ma dovete per forza trovarle e portarvene dietro una buona quantità se volete ballare per giorni ininterrottamente.

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Scritto da Cristina | 22 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

"Fortuna!"

La voce della prima donna vibrò decisa contro il cielo, insieme alle punte di fiamme nere e azzurre schiacciate sotto il peso di un piccolo soffio di vento. Tutto tacque, per un momento appena pronunciato, mentre dall'alto le lune rosse esibivano i loro ghigni di sangue e la sabbia in basso splendeva in granelli di luce come fosse un immenso tappeto di stelle. A Dhovir sembrava quasi di poterla ascoltare, quando scorgeva qualcuno attorno a lui spostarsi per vedere meglio tra la folla o per sussurrare qualcosa all'orecchio del vicino: scricchiolava piano, timidamente, quasi timorosa di disturbare, stendendosi sfregandosi e spezzandosi sotto piedi nudi o sandali di vetro e di stoffa, e il lamento di ogni granello spezzato pareva avere lo stesso suono di una lacrima caduta sul pavimento.

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Scritto da Cristina | 13 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

'Lo sai chi era Giuseppe Tartini, Massimiliana?'

Addentando, più per noia che per fame, un altro pezzetto di pollo, a Mila venne da pensare che lo zio Amos aveva un modo strano di sorridere: era strano quando tirava gli angoli delle labbra verso l'alto, solo di un poco, facendole sembrare ancor più sottili e ancor più pallide di quanto già non fossero, e quando le palpebre si abbassavano in maniera quasi impercettibile, e i lineamenti levigati del volto si rilassavano in un'espressione che, se osservata con poca attenzione, avrebbe quasi potuto sembrare serena.

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Scritto da Cristina | 07 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Quel quadro era stato, non appena aveva messo piede in quella stanza per la prima volta, la cosa che più di tutte aveva catturato la sua attenzione. L'abito della donna era di un celeste scuro e morbido, con ricami dorati sul colletto e sulle maniche, e ricadeva lungo il pavimento in piccole pieghe disordinate che le facevano venir voglia di afferrarle e strizzarle tra le mani come fossero spicchi di spugna; appariva, agli occhi di Mila, così spumoso e soffice che più di una volta aveva immaginato di allungare le mani per sfiorarne la gonna, e scoprire se era fatta di seta, o cotone, e quale effetto potesse farle stringersela addosso fino ad affondarci il naso o lasciar scorrere il tessuto sopra le dita e studiarne la consistenza in ogni più insignificante sfumatura.

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Scritto da Cristina | 04 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Era, quella dei Nove Draghi, una favola delle più lunghe e tra le ultime del suo libro, e a Mila piaceva così tanto che una volta aveva sfilato un segnalibro dalle pagine di un romanzo che stava leggendo sua madre (era tutto giallo, con la scritta Poirot sul Nilo e in basso il profilo scuro di un uomo con a pipa in bocca) proprio per segnarsi quel racconto. Nella storia si parlava di un mondo appena nato, spoglio, come un campo sterile e nudo, e di nove draghi le cui preoccupazioni non andavano mai oltre i loro giochi nel cielo. I draghi vivevano rincorrendosi l'un l'altro, contando le stelle e addormentandosi sopra le nuvole più soffici, e quando, nel loro giocare, si avvicinavano alla terra, allora i mari, i prati, le colline, gli animali e tutto il creato si disegnavano al loro passaggio.

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Scritto da Sabrina Minetti | 01 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Ero in città da pochi giorni. Avevo rivisto con gioia quelle strade piene di ferri battuti, di stucchi danzanti, di graziosi balconi seminascosti dai rampicanti, di cancellate schierate su giardini fantasiosi, di gente e di vetture.

Che felicità entrare nell'atrio del vecchio albergo, fresco e buio per la poca luce e per gli arredi di legno scuro.

Dietro al bancone brillavano una campanella d'ottone e i cerchi d'oro degli occhiali del vecchio portiere.

L'uomo alzò lo sguardo. "Desidera, signorina?".

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Scritto da Cristina | 01 Agosto 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Ci sono mostri che non stanno sotto, ma sopra i letti, e i giochi pericolosi delle farfalle, e re piccolissimi, e stelle marine carnivore, e alberi che piangono, e maschere di carne, e bambole che si vedono solo ad occhi chiusi, e mongolfiere nell'acqua con pesci di carta, e donne che piangono con forza negli angoli più bui degli incubi peggiori. E c'è una bambina. E favole da raccontare. E legami pericolosi.

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Scritto da Leonardo Colombi | 27 Luglio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Quando il colore della fiamma sulla lanterna cambiò, passando dal rosso carminio al verde acceso, effetto di un prodigio alchemico e magico, il primo della fila non mosse un muscolo.

Nessuna reazione, nessun movimento.

Attesa.

Solamente la bocca spalancata nella medesima posizione che aveva assunto dopo la morte avvenuta parecchio tempo prima.

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Scritto da Simone Piazzesi | 20 Luglio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Volume concesso dalle Edizioni Scudo

Link diretto alla pagina del libro: http://www.innovari.it/scls.htm

 

Noto in certi ambienti per le avventure di un famoso topo, Simone è anche appassionato di fantascienza; un amore che declina però a modo suo, scegliendo spesso anche se non sempre, le vie dell'umorismo e dell'ironia. Un genere della letteratura di fantascienza, quello umoristico, di cui si trovano poche e rare perle, perché la fantascienza per lo più si prende molto, alle volte troppo, sul serio. Invece, come ci dimostra nuovamente Simone, ridendo o sorridendo non mancano gli spunti di approfondimento e di riflessione, né mancano quelle visioni allargate che la letteratura fantastica da sempre sa offrirci. Da non perdere.

 

Incipit

«Pronti... Partenza... Via!»

Tutti i ragazzi scattano sui blocchi della pista e volano sul circuito del campetto di periferia. Sugli
spalti, genitori esaltati incitano ognuno il proprio pargolo, come se fossero alle olimpiadi.

Terzilio Capecchi, seduto accanto al suo amico Ottiero, segue un po' annoiato la gara, fingendo interesse. A lui non importa dei destini atletici del figlio, avrebbe preferito vederlo in qualche circolo culturale, magari gli astrofili o i paleontologi, ché i ragazzi vanno matti per le stelle e le ossa di antichi animali.

Ma la madre voleva ad ogni costo fargli fare attività sportiva, per il fisico, la salute... come se la salute intellettuale fosse meno importante. Ma tant'è. Per evitare insopportabili scenate, Terzilio ha acconsentito a questa cosa e ora deve portare quasi tutti i giorni il figlio agli allenamenti o alle gare.

«Ottiero, ma tu ricordi qual è stato il primo libro che hai letto?»
Ottiero si gira, guarda stupito l'amico e forse pensa che razza di domanda sia quella. Ma non si scompone
e accenna un: «Boh, non ricordo, forse L'isola del tesoro...» e torna a seguire la gara.

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Scritto da Pia Barletta | 24 Giugno 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

-Niente... maledetta bottiglia non si apre!

La scagliò lontano, una sagoma traballante prese consistenza tra centinaia di schegge

-Mi hai liberato, puoi esprimere tre desideri!

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Scritto da Alexandra Fischer | 11 Aprile 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Mancavano dieci minuti alla fine della pausa pranzo, eppure, volle andare nel quartiere dietro all'ufficio.Un ultimo sguardo, dal momento che lo avrebbero abbattuto presto, per sostituirlo con qualcosa di più funzionale. Non la immalinconiva il fatto che presto tutte quelle case e quei negozietti sarebbero finiti in un cumulo di calcinacci. Le dispiaceva molto di più per un altro terremoto, avvenuto lì dieci anni prima. Lo aveva ancora davanti agli occhi: il volto contrito di lui, mentre l'ascoltava. Dovrò andare all'estero per qualche mese. Servirà per il lavoro.

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Scritto da Simona | 03 Febbraio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Tanto tempo fa, gli uomini non sapevano che cosa fossero le conchiglie, perché non ne avevano mai vista una. Questa storia racconta come hanno fatto le conchiglie ad arrivare dal fondo del mare fin sulla spiaggia.

C'era una volta, su una spiaggia lontana, una piccola capanna nella quale vivevano un vecchio pescatore sordo e la moglie. Tutte le mattine, il vecchio pescatore si svegliava prima dell'alba, prendeva le sue vecchie reti, saliva sulla sua vecchia barca, che chissà come ancora galleggiava, e andava al largo per cercare di pescare qualche cosa.

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Scritto da Miriam Mastrovito | 07 Gennaio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Mildred parcheggiò il suo fardello di carne umana sulla scomoda sedia di legno. Si strofinò i palmi delle mani sul cotone della vestaglia a fiori e inghiottì il mouse nella sua presa.

La sua mole sembrava inglobare e minimizzare ogni cosa, quasi che lei avesse fame con tutto il corpo. Un boccone per la sedia scomparsa tra le natiche avvolgenti, uno per il "topolino" intrappo.

lato tra le sue grasse e fameliche dita.

Si terse il sudore dalla fronte con l'avambraccio mentre il sistema veniva avviato. Faceva caldo, un maledettissimo caldo che la costringeva a cacciare acqua come una spugna.

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Scritto da Daniele Alberani | 06 Gennaio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

John


Inutile, non ci sarebbe mai riuscito.

Erano giorni ormai che tentava disperatamente di scavare un passaggio. I guanti di lana erano zuppi della gelida neve disciolta e i suoi vestiti lo erano del sudore versato nella lotta contro l'irremovibile muro di neve e ghiaccio che lo separava dalla libertà.

L'aria si condensava in nuvolette di fumo a ogni suo respiro e un brivido gli percorreva la schiena ad ogni movimento. Odiava quella dannata prigione.

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Scritto da Malachia Bastia | 28 Dicembre 2009
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Sono seduto in salotto. La casa è quella dei miei defunti genitori. Una vecchia e fredda abitazione sulla stradina principale di un paesino fuori città. Il divano di tela consunta e color vomito è orientato di quarantacinque gradi alla finestra e alla tele. Stravaccato come sono sui cuscini, mi basta muovere gli occhi per seguire il film o il volo degli uccelli nel cielo. Molto interessanti, quei volatili. Li studio con attenzione. Il fatto è che sono strafatto e fisserei con apprezzamento anche...

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Scritto da Gianluca Gendusa | 27 Agosto 2009
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

C'era una volta un pesce. Niente di speciale. Come lui ce ne erano tanti nel lago in cui viveva, tutto il suo mondo. Un giorno, mentre nuotava tranquillamente vicino al fondo, decise di risalire verso la superficie, per osservare la luce che filtrava dal pelo dell'acqua. Lo spettacolo era straordinario come sempre. Dopo un po' che nuotava, vide qualcosa luccicare, in alto. Si avvicinò per guardare meglio e lo riconobbe.

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Scritto da Alessandro Napolitano | 27 Agosto 2009
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Spero che qualcuno possa leggere queste parole. Lui mi porterà via e nulla resterà di me. É ovunque, da giorni è dove sono io. Non sono pazzo, credetemi, non abbandonatemi gettando il foglio che avete tra le mani. Lui mi segue, mi spia, è ossessivo. Lo vedo confondersi tra la folla, sedersi a tavola nel bar dove mangio, girovagare nella penombra della sera.

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Scritto da Stefano Baccolini | 08 Agosto 2009
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

Ci sono luoghi che travalicano il tempo, dove anche gli incontri impossibili diventano reali. Oasi di pace deputate a offrire meritata tranquillità a coloro che hanno, invece, raccolto fama e onore grazie alla loro indomabile irrequietezza. Tre uomini, tre grandi condottieri erano seduti attorno a un tavolo. La stanza che li ospitava era linda, dalle pareti addirittura candide e una finestra aperta dava la possibilità ai presenti di godere della luce e della frescura del mattino.

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Scritto da Giorgio Burello | 06 Agosto 2009
sezione Racconti | categoria Racconti Fantastico

- BASTA!

L'urlo rimbalza nel buio della stanza. Lame di luce penetrano le tapparelle, disegnando lunghe linee oblique sulle coperte.

Carlo è seduto sul letto. Il sudore si raffredda sulle sue spalle mentre artiglia le lenzuola. Il respiro è pesante, gli occhi sbarrati fissano il fondo del letto. Rimane così per un po', ansimando, poi ricade pesantemente sui cuscini. La pioggia tamburella gentile sui vetri. La sveglia scandisce la notte in piccoli intervalli di quiete.

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