Eragon (Book)

Eragon (Book)
Eragon (Eragon, 2002)
di Christopher Paolini
Traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo M. C.
Fabbri Editore, 2007
Collana Narrativa
Pagine 721
ISBN 8845143007
ISBN-13 9788845143007

Eragon (Book)

Scritto da Leonardo Colombi, 07 Novembre 2007 | Commenti (46) sezione: Letteratura · categoria: Recensioni libri

Mi sono avvicinato a questo libro un po' per caso, un po' sull'onda delle voci in merito alla sua recente trasposizione cinematografica e un po' perché consigliato da alcuni amici. Mi ci sono avvicinato di soppiatto, muovendomi contro vento per non rivelare troppo presto la mia presenza. E l'ho preso.

Non ha nemmeno opposto resistenza. Questo è stato un bene: non mi piace ricorrere alla violenza per domare libri imbizzarriti. A dire il vero mi sarei aspettato una copertina un tantino differente, più varia e dettagliata: di certo qualcosa di più ricco rispetto alla sola effige di un drago dalle scaglie blu.

D'altro canto, un libro non va giudicato solo dalla copertina: certe finiscono con l'ingannare i lettori mentre certe altre proprio non c'azzeccano con il romanzo su cui stanno attirando l'attenzione. Nel caso di Eragon tuttavia - ma è una considerazione che ho maturato solo dopo averlo letto - trovo che la scelta si sia rivelata indovinata e che in realtà la copertina suggerisca molto del libro e di ciò che narra.

Mi riferisco principalmente al fatto che si tratta di un romanzo, a mio avviso, semplice e in cui si parla di draghi. Come non intuirlo dal titolo dopotutto? Basta mettere una F al posto della E... no, aspetta... una Z forse... com'era? Mannaggia! Ieri lo sapevo...

In breve, la trama dell'opera di PAOLINI è la seguente. Eragon è un ragazzo di circa quindici anni che vive con lo zio e il cugino Roran nel piccolo villaggio di Carvahall sperduto tra i monti nella zona nord-occidentale del continente di Alagaësia. Il nostro protagonista è coraggioso e abile nel cacciare; proprio durante una battuta di caccia notturna sulle montagne della Grande Dorsale un evento imprevisto cambia la sua vita: un oggetto misterioso, una grossa pietra blu cobalto, piove dal cielo. Una pietra che in realtà si rivela essere un uovo di drago che un gruppo di elfi, braccati dallo spettro Durza e dai suoi demoniaci Urgali, ha cercato di sottrarre a un triste destino. In Alagaësia infatti i draghi sono creature praticamente estinte, sterminati dal malvagio tiranno Galbatorix, un tempo potente cavaliere del drago.

Si scoprirà in seguito che l'uovo che Eragon ha raccolto è stato sottratto dai ribelli a Galbatorix in persona, il quale sperava, custodendo le ultime uova di drago rimaste, di evitare che nuovi cavalieri sorgessero a contrastarlo.

Ma il destino sembra avere progetti assai diversi per il futuro del regno e, quando l'uovo blu si schiude e la "draghessa" che ne nasce sceglie proprio Eragon come suo cavaliere, la vita del giovane viene profondamente stravolta. In seguito alla morte dello zio ad opera dei Ra'zac, temibili quanto inquietanti sicari di Galbatorix, il ragazzo è costretto a lasciare il proprio villaggio. Da quel momento in avanti la sua vita diverrà una costante sfida per la sopravvivenza, un susseguirsi di scontri contro Durza e i Ra'zac e un succedersi di incontri che lo porteranno infine a comprendere e ad accettare la propria missione, ovvero addestrarsi per divenire un cavaliere del drago alla guida dei ribelli Varden contro il malvagio tiranno. Ad aiutarlo in questo suo difficile cammino ci sarà Brom, saggio cantastorie di Carvahall, un tempo egli stesso cavaliere del drago, nonché altri alleati che il ragazzo conoscerà nel corso della storia, personaggi quali Murtagh, la strega Angela e la bella Arya. Molti saranno anche i pericoli che dovrà affrontare.

Nelle circa 600 pagine del libro Eragon acquisirà maggior padronanza di sé, del potere che gli deriva dal legame con il proprio drago, Saphira, e di ciò che essere un cavaliere comporta: divenire sovrumano paladino della giustizia.

Come suggerito dal drago azzurro della copertina del libro, grande importanza nella storia la riveste il personaggio di Saphira. Essa sarà dapprima un cucciolo da accudire e poi inseparabile compagna, confidente ed amica del ragazzo. Una creatura magica e leggendaria il cui potere è misterioso tanto per gli umani quanto per le altre creature che popolano il continente fantasy ideato da Paolini.

Il drago proposto dall'autore, similmente ad altri nel panorama letterario e cinematografico, è qualcosa di più che una semplice bestia - nonostante sia spesso usato come cavalcatura. Saphira è un personaggio alla pari di altri, con un suo carattere e una personalità definita. Un essere che vive solamente in virtù del patto che la lega al proprio cavaliere senza il quale non potrebbe sopravvivere. E questo legame, che nel romanzo è presentato per lo più come un dato di fatto, in me ha suscitato alcune perplessità, soprattutto considerando il potere che la stirpe dei draghi sembra possedere - che a rigor di logica dovrebbe metterla al riparo da certe conseguenze - e la non equa reciprocità del vincolo. I cavalieri infatti possono sopravvivere alla morte del proprio drago, magari riportando qualche problema a livello emotivo o psichico, ma non fisico, come se nel loro caso la forza e la profondità del legame fossero meno consistenti, più innocue nonostante le numerose volte in cui nel libro - e ancor di più nel seguito, Eldest - questo rapporto venga descritto come indissolubile e sacro. Ma in fondo queste sono scelte dell'autore, che in un certo senso giustificano alcuni comportamenti del tiranno, e sulle quali più di tanto credo non mi sia concesso sindacare.

Sebbene la storia sia godibile, si notano qua e là delle ingenuità probabilmente dovute alla giovane età di Paolini al momento della stesura del romanzo, abilmente e copiosamente promosso grazie a un paio d'anni di presentazioni e incontri presso scuole, librerie e centri di cultura statunitensi. Ad esempio, ho trovato eccessivo, durante il viaggio per giungere al covo dei ribelli capeggiati da Ajihad, il far decidere ai protagonisti di attraversare il deserto: una scelta da parte loro poco credibile. La situazione in cui si trovano a quel punto della storia non è certamente delle più rosee (braccati da Durza e dalle sue orde di Urgali) ma, come soluzione, in luogo di altre a mio avviso più coerenti - soprattutto considerando che le spie dei ribelli Varden, e quindi possibili aiuti, sono un po' ovunque nel regno - Eragon e il compagno Murtagh optano per la traversata di un luogo inospitale e ostico. Oltretutto dovendosi preoccupare di un'elfa, Arya, gravemente ferita, incosciente e per di più vittima di un veleno letale. E se a questo si aggiunge il fatto che loro tre più Saphira necessitano di acqua e viveri, e che le uniche speranze di reperirli sono riposte nell'ottimismo e nelle acerbe conoscenze magiche acquisite dal giovane cavaliere - che ha iniziato ad apprendere i primi incantesimi solo qualche settimana prima, ricordiamolo - beh, credo non serva aggiungere altro...

Allo stesso tempo, sempre in tema di ingenuità, mi hanno fatto un po' sorridere - particolare notato da numerosi lettori in realtà - i molti parallelismi con il primo film di Guerre Stellari. Il primo della trilogia iniziale intendo. Nei pressi del luogo in cui vive il protagonista, per esempio, dimora casualmente un ex cavaliere del drago così come Obi Wan Kenobi, cavaliere jedi praticamente in pensione, abita vicino a Luke Skywalker. E analogie del genere si ripetono spesso: la spedizione per salvare una principessa della cui cattura si ha notizia tramite una visione (o grazie ad ologrammi nel caso del film di George Lucas), o il breve addestramento alla magia prima della morte (violenta) del proprio mentore. Per non parlare poi di altri particolari rivelati in Eldest ma che non posso citare in questa occasione.

Ad ogni modo, il libro rappresenta un discreto prodotto, una lettura piacevole, che tuttavia non introduce particolari novità nel panorama fantasy. L'idea di avere un drago tra i protagonisti, di per sé tutt'altro che originale, sarebbe risultata migliore se meno scontata nel suo sviluppo. Il modo di pensare, di agire, di parlare di Saphira è troppo "umano" rispetto a ciò che ci si potrebbe aspettare da una creatura che rappresenta il magico, la mitologia, l'antichità di un regno fantasy come dovrebbe essere il continente di Alagaësia.

Per citare un paragone, Agradeleous della seconda "Trilogia del Demone" di R.A. SALVATORE è già meno prevedibile ed esterna atteggiamenti più da drago che da umano (la ferocia che possiede, il potere che manifesta, i tesori che nasconde...).

Eragon rimane quindi un libro che mi sento di consigliarvi - raccomandandolo a tutti coloro che hanno avuto la... possibilità (stavo per usare un'altra parola) di vedere il film - ma senza illudervi in merito a contenuti insoliti o innovazioni letterarie. Va ricordato comunque che si tratta del primo di una trilogia che si potrà giudicare con completezza probabilmente solo una volta terminata. Di certo, leggendo il seguito Eldest (volume con un drago rosso in copertina... mi spiace per i daltonici), si notano miglioramenti e una maggior maturità nella caratterizzazione dei personaggi e nell'intreccio proposto. Quindi, mi sento di ipotizzare che l'ultimo capitolo della trilogia - "Il ritorno dello Jedi"? - potrà presentare un ulteriore salto di qualità come regalo ai numerosi fan di questa saga.

Ultimi commenti (di 46)
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Anonymous
22.08.2008
ore 23:08
No...nn credo che io e te ci troveremo mai concordi.
Io continuerò sempre a pensare che il fantasy è un genere di mero intrattenimento;mentre tu continuerai a vederci di +.
Io continuerò a pensare che nessuno di noi è nel diritto di offendere un qualunque autore dicendo che è incapace,e tu continuerai a credere che sia nel tuo diritto farlo se ti va.
Io contiuerò a nn sopportare certi toni,e tu ad usarli.
Xcui chiuderei qua 'sto scambio di opinioni a mio parere andato già troppo oltre.
Dopotutto siamo stati entrambi chiari sulle nostre posizioni,tutto ciò che potremmo continuare a dire sarebbe sicuramente una ripetizione che annoierebbe a morte chiunque dovesse trovarsi a leggerla.
<*001*>
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Temujin
22.08.2008
ore 17:08
Citazione "Caroline"


Inoltre:Nn siamo noi che possiamo stabilire se PAOLINI scrive bene o male...


Non sono d'accordo. Io utente X sono liberissimo di stabilire, per me, se un autore scrive bene o male, secondo i miei criteri di valutazione, e quelle che ritengo essere le mie conoscenze. Sono liberissimo di sentirmi bello come Raul Bova, affascinante come Sean Connery, e intelligente come Eco, saranno pure fatti miei, o no? <*a02*>
Tornando seri, sono liberissimo di scrivere su un forum, su una rivista, o su un blog, 200 righi di testo per motivare il mio giudizio in modo secondo me articolato, così come posso limitarmi a dire solo "Bello/Brutto", se invece non mi sento autorizzato a esprimere un'opinione più approfondita ("stabilire se Paolini scrive bene o male"). Sarà comunque però una mia scelta cosa e come voglio commentare, non certo di Caroline <*102*>. Caroline, se vuole, potrà contestare (si spera con calma <*044*> ) quello che sostengo, difendere le sue tesi, confrontarsi, ignorarmi (se ritiene che io sappia solo offendere, sia un provocatore, o cerchi unicamente la rissa), ma non può dirmi cosa posso o non posso scrivere riguardo un autore (per quello c'è la netiquette) ;)
E lì non mi sembra del resto ci sia scritto "vietato esprimere giudizi che vadano contro il pubblico sentire" <*102*>
Ti ricordo che qui tra noi abbiamo uno che sostiene di essere la reincarnazione di Gesù, e un altro che viaggia nel tempo... mica bruscolini, eh <*116*>
Poi certo, come per ogni cosa, ci sarà chi ne capisce di più e farà buone critiche, chi di meno e allora ci prenderà un po' sì un po' no, e chi proprio non ha il "pollice fantasy". Così come per gli autori, anche per i critici il Tempo distribuirà poi ragione e torto <*020*>
E poi comunque, anche in questo thread, ci sono state persone che hanno difeso Paolini (anche se con sfumature diverse), perciò non vedo un totale accanimento contro l'autore...

Citazione


una persona nn può trarre nessun insegnamento da un fantasy,nessun arricchimento,che nn abbia già ottenuto a 5 anni leggendo i primi libri di favole dei FRATELLI GRIMM.


Vallo a spiegare a chi scrive una tesi universitaria usando come traccia e spunto "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry <*102*> non direi perciò che non sia possibile trarre insegnamenti dal genere fantasy! <*026*>
Certo è un fantasy del '43, pre-tolkien (nel senso che non ne è stato influenzato)... e anche per questo sostengo che "paradossalmente" Tolkien alla fine ha fatto più male che bene al fantasy, ripeto, paradossalmente.
Tolkien è un classico esempio di come trarre un cattivo insegnamento da un buon maestro...

A ogni modo, ognuno sceglie di cercare la Cultura dove meglio crede, tu la cerchi in Goethe perché evidentemente ti stimola Goethe, qualcun altro la cerca in Miéville (è forse vietato? <*007*> ) o autori fantasy dello stesso tipo; poi magari chi legge Miéville la domenica si rilassa urlando come un pazzo contro un 42", sintonizzato sulla squadra del cuore, mentre te leggi Paolini <*102*>
Da qui però a dire che "tutto il fantasy è intrattenimento" ce ne corre, a parer mio, ma è chiaro ormai che su questo punto non converremo mai, perciò direi di accantonarlo <*a04*> anche perché siamo ormai abbondantemente Off Topic.
Piuttosto una cosa mi sembra di capirla, e che mette d'accordo tutti: qui nessuno pensa che Paolini faccia Cultura! <*a03*> <*116*>

p.s. sulla storia dell'infantile non replico perché non è una cosa che ho scritto io. Per quello che mi riguarda ho detto qui tutto ciò che c'era da dire... ognuno poi resti sulle posizioni che crede più opportune <*102*>
Anonymous
22.08.2008
ore 13:08
Allora...come dici te:Se PAOLINI a 15 anni ha scritto qualcosa da 15enne(Che poi ce ne fossero 15enni così!!!).Posso sapere xchè deve essere massacrato invece che ammirato,e xchè bisogna dire che è una vergogna definirlo fantasy?Nn vorrei farci restare male nessuno;ma su WIKIPEDIA,x esempio,alla voce"HEROIC FANTASY"insieme a GEMMELL trovi anche lui...nella lista degli autori + importanti.
Io capisco che possa nn piacere(A me nn piace TOLKIEN...xcui...TUTTO E'RELATIVO come dicevo);ma xchè bisogna offenderlo e definire spazzatura il suo lavoro IO NN LO CAPIRO' MAI.
Inoltre:Nn siamo noi che possiamo stabilire se PAOLINI scrive bene o male...MA STIAMO SCHERZANDO?Al massimo possiamo esprimere un giudizio sul fatto che ci piaccia o meno.Che competenze abbiamo x dare giudizi sul talento di un ragazzo che è stato osannato dalla critica di tutto il mondo?QUESTA E'FANTASCENZA ALTRO CHE "GUERRE STELLARI"!!!
Il grande pubblico decreta il successo e quindi il valore di un romanzo.Nn è possibile che milioni di persone siano idiote...se nn altro x la teoria dei grandi numeri!Indi:"ERAGON E' UN BUON ROMANZO D'INTRATTENIMENTO".Il fatto che nn ci siano allegorie sparse in stile "DIVINA COMMEDIA",nn sta a significare che sia"INFERIORE"a MIEVILLE;ma solo che scrive in modo diverso.Il che nn implica che scriva necessariamente x un pubblico diverso o x una fascia d'età diversa;ma solo che scrive in modo diverso.Nel suo modo.Anche in KING ogni cosa è quella che è,e difficilmente nelle sue storie ci sono dei simbolismi(Anche se come ha detto lui:la gente si diverte a trovarli ed io dico:"Ah!davvero?");vogliamo domandarci se è o meno un bravo scrittore?Forse 30 anni di carriera e 63 romanzi,l'hanno già deciso al nostro posto.
Quanto allo spacciare il fantasy x cultura:CERTO CHE ME NE FREGA!!!Il discorso sarebbe lungo e probabilmente nn è questa la sede:ma nn credo sia necessario approfondire il fatto che la cultura è altra cosa.Nn certo le storielle d'intrattenimento.cerchiamo di mantenere una certa obiettività.
Leggere fa bene,ed è cultura a priori;ma una persona nn può trarre nessun insegnamento da un fantasy,nessun arricchimento,che nn abbia già ottenuto a 5 anni leggendo i primi libri di favole dei FRATELLI GRIMM.Il fantasy E'intrattenimento.Del miglior genere;ma intrattenimento.
Nn è che considero MIEVILLE inferiore a GOETHE...come nn considero la pizza + buona del tiramisù!!!Son 2 cose completamente diverse!!!Sono entrambi scrittori e qui si esauriscono le cose in comune.Il paragone nn era tra loro 2,il paragone era tra cosa si può definire cultura,e x cui vale la pena discutere animatamente(Visto che ho portato come esempio scrittori che hanno descritto il loro secolo,l'umanità,il contesto socio-culturale e storico,il retaggio che ci rende ciò che siamo come cultura occidentale),e cosa essendo semplice intrattenimento(IL FANTASY)può piacere o nn piacere,piacere di + o piacere di meno;ma certo nn discrimina l'intelligenza di una persona.Questo esempio era riferito a come sia possibile dire che x leggere PAOLINI si debba essere infantili.Magari uno legge GOETHE e si rilassa con PAOLINI;magari i fantasy lunghi e noiosi pieni di menate nn rientrano nel gusto di tutti;magari basterebbe essere un tantino meno fanatici,no?Xchè alla fine si torna al mio discorso che IL FANTASY E' SOLO FANTASY.
PS:Stabilire se MIEVILLE valga KAFKA è una battuta,vero? <*002*>
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Temujin
21.08.2008
ore 19:08
Citazione "Caroline"


Io continuo a pensare che il problema sia solo che qualcuno pensa che alcuni autori siano aulici rispetto ad altri...


Non si tratta di essere aulici o non aulici, ma di costatare che autori diversi scrivono con intenti diversi, il che è normalissimo, e non c'è niente di scandaloso, senza offendersi da un lato o fare gli snob dall'altro.
Se Paolini è un ragazzo di 15 anni che scrive avventure per i propri coetanei, autori come Miéville scrivono invece con un intento diverso. Se in Paolini ogni cosa è quel che è, in altri autori ogni cosa spesso simboleggia qualcos'altro, ciò prima ancora di arrivare a stabilire se Paolini sappia scrivere o meno, o se Eragon sia un buon romanzo d'intrattenimento, o no.
Questo non è voler trasformare in cultura il fantasy (e se qualcuno volesse anche farlo, scusa ma a te che te frega...), ma è un fatto. Diversità costatabili.
Poi certo puoi leggere Miéville come leggeresti Paolini e goderti/non goderti una storia, ma ripeto, l'autore ci ha messo dell'altro dentro, oltre il semplice "fatterello", e gli va riconosciuto.
Poi lo si può accettare o meno, lo si può comunque considerare "inferiore" a Goethe, ma è così: Paolini e Miéville non sono la stessa cosa. Usano lo stesso vocabolario forse (il fantastico), ma per dire cose diverse.
Dopodiché io alzo bandiera bianca <*002*> non è che possiamo stare qui a ripeterci all'infinito le stesse cose.

Infondo anche La Metamorfosi di Kafka tanto realistico non è, eppure Kafka è uno dei Maestri della letteratura.
Poi, che Miéville valga Kafka è da stabilire, e forse non lo si può neanche stabilire ora, su due piedi, ma occorre tempo.

Citazione


TUTTO E' RELATIVO.


Eccerto!
Ciò non toglie che non puoi negare a Miéville, Gaiman, Tolkien, il diritto di voler competere con Joyce, Camus, Sartre, Pirandello, Kafka, e compagnia cantando. Lasciagliela giocare almeno, questo glielo potrai concedere, no?
Poi non fai altro che citare nomi di grandi autori del passato... fatti però dire una cosa, la cultura non basta solo leggerla, memorizzarla, ma occorre anche imparare a riconoscerla, da soli, in modo indipendente, senza aspettare che il Padrone (figura allegorica che simboleggia un'autorità morale/culturale/sociale riconosciuta, sia essa l'utente di un forum, il professore, o il Sottosegretario all'istruzione) ci dica cosa è cultura, e cosa no.
Senza offesa, ma puoi leggere tutti i Dostoevskij che vuoi, ma non ti è servito a nulla se poi non sei in grado di giudicare, al di là del genere e di quello che qualcuno ti ha insegnato, ogni libro per quello che è, da sola, e capire se l'autore voleva limitarsi a raccontare una storia oppure invece scrivere un racconto allegorico sulla società moderna.

Citazione


Nn m'è mai piaciuta la gente che crede di sapere tutto e di essere l'unico detentore dell'iiluminazione.


Questa frase l'han detta tutti, almeno una volta nella vita... poi di tutti quelli che l'han detta, almeno il 99% si comporta da illuminato <*044*>
Tu forse, sostenendo che il fantasy è tutto intrattenimento (hai letto tutti i libri fantasy del mondo?), e che è inutile cercare dell'altro, non ti sei messa su un piedistallo a elargire sentenze? Una delle peggiori poi... basata su un pregiudizio.
Invece a me non è mai piaciuta la gente che "se ne frega di tutto", che generalizza (tutto il fantasy è intrattenimento, tutti sono ladri, ecc. ecc.), o che ragiona per schemi precostituiti, magari perché così gli hanno insegnato, e che aspetta sempre l'input dall'alto per stabilire cosa è buono e cosa no. Ma che che ci vuoi fare... il mondo non è perfetto come lo vorremmo ;) bisogna accontentarsi e convivere...
Anonymous
21.08.2008
ore 00:08
Io continuo a pensare che il problema sia solo che qualcuno pensa che alcuni autori siano aulici rispetto ad altri...nn vedo cosa ci sia di strano se ho apprezzato PAOLINI,se amo GAIMAN,se idolatro la ROWLING,e se mi fa schifo TOLKIEN...
nn capisco xchè alcune persone debbano far le saccenti su un argomento come questo...ben sapendo che agli occhi del mondo dei letterati e degli intellettuali,la gente che legge quello che piace a noi,viene derisa e basta.Nn contenti ci deridiamo anche tra di noi!!!
Uno dice a me che PAOLINI è infantile e legge TOLKIEN...uscito da questo forum entrerà in un altro(Nn fantasy)dove qualcuno sentendo i suoi gusti letterari gli dirà che è infantile xchè mentre lui si flippa sui fantasy(Sottocategorie o nn sottocategorie tanto sempre fantasy restano...)questa persona sta leggendo JOYCE.
TUTTO E' RELATIVO.
Nn m'è mai piaciuta la gente che crede di sapere tutto e di essere l'unico detentore dell'iiluminazione.
Leggo PAOLINI e mi danno della bimbetta...vorrà dire che la prossima volta che leggerò GOETHE penserò lo stesso di chi legge solo fantasy!!!
PS:Sperando che nn esista VERAMENTE qualcuno che legge SOLO fantasy... <*a05*>

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