Scritto da Stefano Nicoletti | 10 Gennaio 2010
sezione Racconti | categoria Racconti Fantascienza

Il Cacciatore braccava le sue prede di notte, quando la maggior parte degli Altri si lasciava sopraffare dal sonno e da altri vizi.

La maggioranza degli Altri si illudeva che niente fosse cambiato: istupiditi dai loro stessi limiti, non riuscivano a vedere, a capire, a reagire. Avevano persino la pretesa di vivere, dormire, lavorare, riposare con gli stessi orari di Prima. Inevitabile che riuscissero a campare a stento, rimediando solo stupidi lavori di controllo macchine a distanza che non li avrebbero mai fatti premiati rispetto ai Concorrenti. Ciò che il Cacciatore riteneva il massimo dell'incredibile era che molti crescevano ancora i loro figli con la speranza che qualcuno si prendesse cura di loro, pagandoli per un qualunque lavoro stabile.

Il Cacciatore era giovane, ma non stupido. Aveva ben in mente le regole del gioco e sapeva che successo e sopravvivenza stavano diventando sinonimi. O lo erano già diventati?

Le occasioni migliori capitavano di notte, di sicuro perché poteva sfruttare i fusi orari di oltreoceano, ma soprattutto perché di notte si sentiva più deciso, più cattivo, più animale, perché di notte la Rete mostrava la sua faccia più vera, priva di scrupoli e di chiacchiere ipocrite sulla democraticità, la condivisione, il libero contributo di ognuno.

Per questo, col crepuscolo già cancellato da due ore di buio assoluto, il Cacciatore sedeva sul suo divano indossando i guanti wireless. Scorreva veloce le immagini liquide, proiettate nell'aria a mezzo metro di distanza dai suoi occhi. Le sue dita danzavano nel vuoto allo stesso ritmo in cui i suoi occhi saettavano nelle orbite per seguire lettere e immagini sfuggenti.

Come al solito, il sito ufficiale del Ministero del Lavoro distribuiva compiti malpagati e ripetitivi: controllo macchine a distanza, su tutti.

Cambiò network. Impostò la matrice di ricerca sulle consulenze di marketing, sempre ben pagate. Scartò al volo alcuni risultati truffa (gente che ti faceva lavorare e poi non ti pagava oppure non ti garantiva i punti per la graduatoria generale), poi seguì un link promettente finché, proprio prima di aderire, il sistema gli segnalò che il compito era già stato portato a termine da un altro Concorrente.

Il Cacciatore imprecò, ma non perse tempo.

Battere la Concorrenza, nient'altro da fare, da dire, da sapere. Tutto si riduceva alla ricerca di quell'unico risultato, di quel valore assoluto.

Le sue dita viaggiarono ancora più veloci, talmente consapevoli di loro stesse che anche al Cacciatore, a volte, sembravano avere vita propria.

Il link successivo si rivelò promettente. Dietro un falso annuncio civetta, cercavano un controller che monitorasse per quella notte le attività di alcuni Concorrenti junior. Il Cacciatore aveva i punti necessari in graduatoria e aderì subito.

Da quando ogni tipo di informazione passava dalla Rete, quello era diventato un gioco da ragazzi, per chi aveva fiuto e competenze.

Come lui.

Si accomodò meglio e iniziò una nuova caccia.



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