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L'Inverno della Paura

L'Inverno della Paura


L'Inverno della Paura
(A Winter's Haunting, 2002)
di Dan Simmons
traduzione di A. Guarnieri
Gargoyle Books, 2006
Pagine 361
ISBN 8889541156


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L'Inverno della Paura

Scritto da Cristina Donati, 30 Novembre 2008 | Commenti (1) sezione: Letteratura · categoria: Recensioni libri

"Quarantuno anni dopo che ero morto, nel corso di un inverno molto rigido, il mio amico Dale tornò alla fattoria dove ero stato assassinato".

Comincia così, senza alcun preambolo, L'inverno della paura: una voce narrante che i lettori del precedente L'Estate della Paura non pensavano certo di risentire. La sorte tragica del ragazzino Duane deve aver tuttavia lasciato l'amaro in bocca anche all'autore DAN SIMMONS che, a distanza di dieci anni, ha ripreso in mano il suo personaggio offrendogli una sorta di seconda vita e, in qualche modo, la possibilità di una rivincita.

Dale Stewart, poco più di cinquant'anni, è un uomo finito: niente più lavoro e niente più famiglia, entrambi persi a causa di una relazione extraconiugale miseramente fallita. Con un tentativo di suicidio alle spalle, spinto dal desiderio di fuga dal passato verso un posto dove rimettere insieme la propria vita e soprattutto sé stesso, decide di tornare nei luoghi della sua infanzia, e di affittare proprio la casa di Duane Mc Bride, da tempo abbandonata.

Sebbene Dale abbia dimenticato i tragici avvenimenti di quell'estate del 1960, nella quale lui e i suoi giovanissimi compagni si erano scontrati con un Male antico, i legami con il suo eccezionale amico prematuramente scomparso sono tutt'altro che recisi. Dale è attirato dalla vecchia fattoria in mezzo ai campi, chiamata ironicamente "l'Angolo Allegro", per motivi che lui stesso non comprende del tutto: desidera realizzare ciò che Duane aveva iniziato, e cioè scrivere un romanzo sulla loro adolescenza.

Ma il passato è tutt'altro che spento. Nella vecchia cittadina di Elm Haven, ormai una sorta di sbiadita ghost town, gli spiriti non riposano in pace e oscure malvagità ristagnano ancora tra le case vuote, le piazze deserte, i campi coperti di neve.

Ciò che Dale cerca nel suo volontario isolamento è solo un po' di pace, ma egli è tutt'altro che solo. I suoi demoni personali non lo hanno abbandonato, e attorno alla vecchia fattoria dei Mc Bride ruotano molte presenze: alcuni violenti skinhead locali - delle cui angherie diventa subito oggetto; vecchie conoscenze più o meno piacevoli che riaffiorano dal passato; strani cuccioli neri che scompaiono e riappaiono ogni volta più grossi. E, su tutti, la "voce" di Duane che si manifesta non attraverso un tavolino a tre gambe, ma con e-mail scritte su un computer scollegato e musica diffusa da radio senza transistor.

Duane non è un fantasma o un revenant della tradizione horror classica. Si definisce "qualcosa più di un ricordo e meno di una cosa viva", rimasto nell'animo dell'amico Dale dopo la cauterizzazione di un trauma profondo. Una sorta di spirito protettore risvegliato da ricordi nascosti e incubi ricorrenti, che cerca di comunicare attraverso una strana miscela di idiomi, come se non ricordasse più - nella nuova dimensione in cui si trova - quale sia il linguaggio dei vivi.

In questo contesto, le numerose citazioni colte che Simmons tanto ama, trovano una collocazione funzionale ai fini del pathos narrativo: Shakespeare, Proust, James, Milton, Scott. Ma anche Il Papiro di Ani e il Beowulf, naturalmente, nel cui inglese antico vengono rivelate le chiavi per la salvezza mentale e materiale di Dale.

Cenni dal sapore oscuro ci rivelano ombre di mitologia remota, come già era accaduto nel romanzo precedente.

Osiride è la divinità maligna contro la quale vengono invocati Anubi e i mastini infernali: il Dio e i Guardiani dei Morti, non solo psicopompi, ma entità la cui mansione è riportare indietro quelle anime che attraversano il confine dell'aldilà nel senso sbagliato. Dale e Duane riescono a incontrarsi su quel confine, stabilendo un'alleanza duratura.

Se L'Estate della Paura è un romanzo corale, giocato sull'azione e svolto seguendo una narrazione lineare in crescendo di suspense, L'Inverno della Paura è un'avventura solitaria, concertata su un singolo profilo psicologico e sul suo specifico horror interiore. In un'atmosfera da Il Sesto Senso, il filo narrativo è spezzato da continui flashback, che rendono quanto mai precario il limite tra reale e irreale, tra presente e passato, tra vita e morte.

In sostanza, Summer e Winter offrono un valido substrato l'uno all'altro, rendendo difficile stabilire quale sia il sequel e quale il prequel: entrambi confluiscono a plasmare un'unica affascinante storia circolare, in cui il passato e il presente sono inesorabilmente collegati.


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Admin
03.12.2008
ore 18:12
[table] Gargoyle Books | Libreria | 1 marzo 2008

[giustifica]Fino a quando e fino a quanto il passato può condizionare la nostra vita, alterandola, rendendola soggetta a visioni, allucinazioni, dilatazioni e restringimenti della realtà? Dale Stewart torna dopo più di quarantanni ad Elm Haven, il piccolo borgo rurale dellIllinois dove tutto è cominciato, tutto è accaduto e tutto continuerà ad accadere. Dale faceva parte della Pattuglia Ciclista, il gruppo di bambini che era al centro del romanzo LEstate della Paura (1991), considerato il capolavoro di Dan Simmons. Diventato scrittore e professore di Letteratura in un College del Montana, Dale è sopravvissuto a un tentativo di suicidio: innamoratosi di una sua studentessa, infatti, ha lasciato moglie e figlie, compromesso la sua carriera e, infine, è stato abbandonato dalla giovane amante. Sentendosi alla deriva, frastornato dal proprio fallimento che lo ha reso fragile e alienato nei confronti di se stesso e del mondo, luomo approda nel luogo natio, stabilendosi intenzionalmente in una fatiscente fattoria, quella dove Duane McBride è nato e poi è morto, in circostanze inquietanti, a soli undici anni, proprio nellestate del 1960. Duane era lamico fraterno di Dale, nonché il più originale componente della Pattuglia, dotato di unintelligenza intuitiva talmente esatta da rivelarsi fatale. È come se Dale volesse trarre, da quella dimora familiare e decadente, la linfa necessaria per riprendere la scrittura di un romanzo, che racconta della memorabile estate di quarantanni prima. Luomo è convinto che concentrarsi sul passato gli permetterà di non soccombere alla devastazione del presente, non immaginando quanto risulterà sbagliata tale aspettativa: tornare ad Elm Haven, infatti, lo catapulterà in un vortice di eventi inquietanti, dove i confini tra dolore e follia finiranno per annullarsi

.: Lautore
Nato nel 1948 a Peoria, nellIllinois, Dan Simmons è cresciuto in varie città e paesi del Midwest, inclusa Brimfield che sarà poi ripresa a modello per la città immaginaria di Elm Haven, dove sono ambientati i romanzi LEstate della Paura e LInverno della Paura. Laureatosi in Pedagogia nel 1971, si dedica allinsegnamento per 18 anni, lavorando anche in scuole specializzate in programmi formativi per bambini dotati di quoziente intellettivo superiore alla media.
Nel 1985, Simmons pubblica Il Canto di Kali, suo primo romanzo che vince il World Fantasy Award. Da allora lautore ha dato alle stampe oltre 20 romanzi e diverse antologie di racconti. La sua lunga e prolifica carriera è costellata di uninfinità di premi letterari, tra cui due World Fantasy Award, vari British Fantasy e Sci-Fi Award, oltre che quattro Bram Stoker Award, il massimo riconoscimento per un autore di horror, assegnato dalla Horror Writers Association (www.horror.org). Inoltre, per i suoi contributi allattività dellinsegnamento, nel 1995, Simmons ha ricevuto una laurea ad honorem dal Wabash College. Per la sua duplice attività di scrittore e giornalista è stato recentemente premiato con il National Ph. Beta Kappa Award.
Simmons è uno scrittore sorprendente e di difficile collocazione allinterno delle etichette letterarie: non solo riesce a produrre opere di valore nei generi più svariati (horror, fantascienza, fantasy, suspense, storia, noir), ma tutto il suo lavoro è attraversato da felici tributi ai classici della letteratura. I suoi romanzi horror più famosi sono Il Canto di Kali (1985), LEstate della Paura (Gargoyle Books 2006, nuova traduzione e versione integrale), Danza Macabra (1989), I Figli della Paura (1992) e LInverno della Paura (2001). Simmons è anche autore delle saghe di fantascienza I Canti di Hyperion (1989-1997) e Ilium (2003-2005).

Da LInverno della Paura
Quarantuno anni dopo che ero morto, nel corso di un inverno molto rigido, il mio amico Dale tornò alla fattoria dove ero stato assassinato [] Non sono uno spettro, e non so niente dellaldilà. Quando ero vivo, non credevo nei fantasmi, nel Paradiso, in Dio o nel fatto che lo spirito possa sopravvivere alla morte per andare incontro alla resurrezione o alla reincarnazione e continuo tuttora a non crederci. Se dovessi descrivere il mio stato danimo esistenziale attuale, direi che sono una ciste di memoria.

A proposito de LInverno della Paura
La padronanza delle tecniche delluomo dellIllinois fa sì che lo possiate tranquillamente consumare, anche se non avete, per vostra sfortuna, mai letto LEstate della Paura, o per caso vi siate dimenticati di ciò che accadeva in quelle pagine. Non si tratta infatti di un pedissequo sequel, partorito per esigenze di mercato: la diversità fra i due libri è tale e tanta che rende a malapena giustizia del fittizio lasso di tempo intercorso fra quella calda estate dei primi anni Sessanta e l'oggi dello scrittore. Ed è una diversità che diventa, essa stessa, metafora: romanzo tanto corale LEstate della Paura, quanto questo è invece individualistico, solitario e in soggettiva [] Se c'è un romanzo che dimostra che il cosiddetto horror altro non è che il prolungamento più razionale e coerente della contemporanea letteratura tout court, questo s'intitola Linverno della paura.
(Danilo Arona, HORROR.IT)

Ma lorrore è affidato da Simmons soprattutto alla descrizione della casa e della profonda provincia americana che lo circonda. È sbalorditivo il suo senso dei luoghi, la sua capacità di descrivere un microcosmo escheriano di gallerie, soffitte, seminterrati, granai, angoli, immersi in una perturbante miscela di silenzio, solitudine, gelo, oscurità. Luniverso claustrofobico della dimora trova risalto nella contrapposizione insistita con i vasti spazi esterni, le montagne, le praterie, le foreste e i laghi di una natura incontaminata e matrigna [], per paradosso, a colpire in questa dimora da brivido, sono più i vuoti che i pieni, più le assenze che le presenze, più linvisibile che il visibile. La nostalgia è il fluido che si insinua fra gli interstizi delle cose, la memoria è il collante che le lega []
Il vero orrore sembra dirci Simmons è quello delle nostre vite svuotate, dei nostri sogni infranti, dei nostri ideali calpestati; si annida in una società che premia i vincenti oltremisura e condanna i perdenti alloblio di se stessi; si esprime attraverso gli incubi ad occhi aperti di un giorno di ordinaria follia, più che nelle manifestazioni sovrannaturali di fantasmi, zombi o demoni.[/giustifica]
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L'Inverno della Paura
(A Winter's Haunting, 2002)

di Dan Simmons
traduzione di Annarita Guarnieri
nota finale di Angelica Tintori
Gargoyles Books, 2008
pagine 361
ISBN 978-88-89541-15-6[/news][/td][/table]

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