33 Giri
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33 giri

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33 giri è un cortometraggio scritto e diretto dal giovane regista Riccardo Di Gerlando, che affronta con grande coraggio il tema dell’handicap. La disabilità è ritratta senza scadere in buonismi rassicuranti, o in melensaggini come spesso accade nelle peggiori fiction nazional-popolari.

L’autore sceglie di rappresentare lo sguardo del ‘diverso’, la sua capacità di trovare soluzioni alternative ai dolori che la vita gli riserva. Il disabile è prima di tutto una persona diversamente abile, viene quindi mostrata per quanto riesce a fare. Il protagonista è un giovane down che vive con l’anziano padre in un paesino ligure. È abbastanza autonomo nelle piccole incombenze della vita quotidiana, forse perché è rimasto orfano di madre. Un giorno, ascoltando un vecchio disco, ricorda proprio la madre, e, nel momento in cui nota una giovane donna fare footing nei pressi del cimitero, mette in atto un piano per soddisfare il suo rimpianto…

Pochi autori hanno avuto il coraggio di mostrare i ‘diversi’ come persone adulte, capaci di sentimenti profondi, dotate di una particolare sensibilità. Ci riuscì a suo tempo Tod Browning, con i suoi Freaks, ma la pellicola subì la censura più spietata. Il pubblico era impreparato a vedere autentici ‘diversi’ sulla scena, a identificarsi con loro. Ancora oggi è più facile accettare handicappati pronti a cedere il ruolo di protagonista a personaggi prestanti: un’occhiata ai poster realizzati per Willow dice molto, con il protagonista nano messo in secondo piano dagli aitanti comprimari. Nel caso di un down, i meccanismi di identificazione sono ancora più difficili, perché lo spettatore sa che la sua condizione implica un ritardo mentale più o meno marcato.

Senza voler disquisire sulle reali capacità di un down, spesso sottovalutate, il regista lo mostra autosufficiente e capace di astrazioni notevoli, e ricorre al linguaggio poetico per narrare gli eventi. Il dialogo è assente, sostituito da gesti e sguardi intensi. A una visione distratta, l’assenza di battute può avvicinare 33 giri a tanti cortometraggi realizzati da volenterosi appassionati. Ma le differenze qualitative ci sono, il video è stato girato in alta definizione, è stato prodotto da Sanremo Cinema e dalla giovane società ligure MDG, e ha alle spalle la preziosa collaborazione del Comune di Costarainera. La sceneggiatura sfrutta un’idea forse un po’ macabra, ma originale e poetica. Gli interpreti sono professionisti, attori con alle spalle produzioni televisive: Marco Pingiotti, ragazzo down dell’ANFFAS ONLUS Sanremo, l’attore romano Massimo Botti comparso in numerose fiction RAI, l’attrice brasiliana Lindy Lima, Nicoletta Napolitano del Teatro dell’Albero di San Lorenzo e Alessandro Rossi.
La suggestiva musica, un uso esperto dei movimenti della macchina da presa e una bella fotografia che valorizza la Liguria completano l’opera, in concorso per il prestigioso David di Donatello. Sospeso tra i toni macabri e il lirismo, 33 giri gode di una buona realizzazione, tuttavia non è un horror in senso stretto, né un fantasy.