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A.Car Edizioni – Intervista ad Amos Cartabia

A.Car è una casa editrice del Nord Italia che nasce nel 2007 e distribuisce le sue opere su tutto il territorio nazionale nonché nella Svizzera Italiana. Si muove nel mondo dell’editoria NON a pagamento, ed è una realtà che pertanto trae forza dal rapporto di fiducia che instaura coi propri lettori e dall’impegno che profonde in ogni suo progetto. Attualmente partecipa a numerose fiere e rassegne del settore librario, si affaccia nell’industria cinematografica (avendo ceduto l’opzione dei diritti di due sue opere) e stringe accordi commerciali anche con piccole realtà che promuovono il valore del libro in biblioteche e associazioni culturali. Ha accettato gentilmente di rispondere a questa nostra intervista il titolare, Amos Cartabia.

Stefano Moscatelli | La vostra casa editrice si chiama ‘A.car’, abbreviazione di Amos Cartabia. Potete raccontarci la genesi della vostra avventura editoriale?

Amos Cartabia | Ho iniziato a scrivere una ventina di anni fa. Pubblicai con un paio di case editrici due romanzi, dopo di che decisi d’intraprendere l’avventura editoriale, in un periodo in cui le case editrici erano ancora vincolate a depositi legali differenti da quelli attuali ed erano poche sul territorio nazionale. Come spesso ho avuto modo di ricordare: “la mia prima avventura è iniziata a Milano, io e una valigia contenente libri. Giravo per le librerie sperando che qualcuno accettasse le mie pubblicazioni. Era una piccola casa editrice, poi nel 2007 nasce la società che si ritrova oggi nel mercato editoriale italiano”. Un’avventura straordinaria e, appunto nel 2007, la A.Car Edizioni assorbe due piccole realtà editoriali presenti sul mercato italiano.

SM | Siete una casa editrice con sede a Lainate: avete avuto modo di scoprire talenti e valorizzare gli ingegni del luogo?

AC | Beh, onestamente abbiamo pubblicato solo un paio di opere di autori locali e due sono in uscita quest’anno; questo anche per una scelta editoriale che prevede una realizzazione di opere a 360 gradi e una ricerca su tutto il territorio nazionale. Ciò che è nato dalla nostra professione editoriale è una certezza: in Italia ci sono tantissimi ottimi autori, tantissime ottime storie che, purtroppo, non vengono valorizzate se non da piccole e medie case editrici.

SM | C’è un autore in particolare che vi ha impressionato di più ultimamente per la qualità del suo lavoro?

AC | No, tutte le opere sono eccezionali, ognuna per delle peculiarità personali; non si può fare un distinguo tra opera ed opera, magari a chi piace il thriller non piace il fantasy e a chi piace il fantasy non piace la poesia. Noi abbiamo diverse collane, anche commerciali, che cercano di valorizzare, per il possibile, ogni singola opera.

SM | Cosa fate per promuovere gli scritti degli autori più giovani?

AC | La promozione è uguale per tutti, questo per valorizzare sia i giovani che i più esperti. Un occhio di riguardo, ovvio, per le opere scritte da minorenni che seguono un iter promozionale assieme ai genitori e che noi cerchiamo di promuovere al meglio durante le fiere e le rassegne di settore. La nostra casa editrice è seguita da due distributori: uno nazionale, che segue direttamente le librerie in Italia e nella Svizzera Italiana e che, tramite i propri rappresentanti, è capillare sul territorio; l’altro segue la grande distribuzione (oggi particolarmente forte in Toscana) e predilige titoli di cultura popolare. Per quanto riguarda la casa editrice, noi facciamo promozione del catalogo in quasi tutte le fiere, rassegne e interventi di settore, valutando di volta in volta quali potenzialità ha una fiera o una mostra del libro. Per le fiere internazionali negli ultimi anni, a parte quelle italiane di Roma, Milano e Torino, abbiamo partecipato a quella di Francoforte e quella di Bratislava dove abbiamo acquistato diritti stranieri e proposto titoli italiani vincolati con la nostra casa editrice.

SM | Quali sono i criteri che seguite nel valutare una storia da pubblicare e qual è il rapporto che instaurate con i vostri autori?

AC | L’iter è ‘semplicemente complicato’; infatti il manoscritto, una volta giunto alla redazione, viene letto da un comitato di lettura che lo vota in base a dei principi semplici: la leggibilità dell’opera, l’interesse suscitato e la velocità di lettura. A questo punto viene data una scheda all’editore che ne valuta l’effettiva pubblicazione. L’autore viene contattato e viene proposto un contratto di edizione, un contratto simile a quello delle grandi case editrici che prevede tutto, dalle percentuali, al trasferimento di diritti, alla cessione dei diritti mondiali, alle penali e altro. L’autore, in questa prima fase, è contattato esclusivamente via e-mail, previa una telefonata fatta dall’editore per capire l’interesse che l’autore stesso ripone nella sua opera; infatti tante volte capita che qualcuno voglia solo ‘stampare’ il libro, per cui non si prosegue nella pubblicazione. Una volta firmato il contratto, la parte grafica si occupa dello studio della copertina che è una scelta editoriale, mentre la redazione procede con la correzione delle bozze e con l’editing. Una volta pronto, il libro viene mandato all’autore e, col visto ‘si stampi’, si procede alla stampa e alla successiva divulgazione. L’ufficio stampa della casa editrice e l’ufficio commerciale avvisano l’autore di ogni singola fiera ed iniziativa intrapresa dalla casa editrice una volta pubblicata l’Opera: dove siamo, se abbiamo lo stand, e se per caso c’è la possibilità di effettuare delle presentazioni. Ad oggi, su un centinaio di autori, diciamo che abbiamo un ottimo rapporto con un’ottantina di loro, mentre alcuni si perdono per strada anche a causa di consigli sbagliati che ricevono e che vanno a scontrarsi sia con l’Opera che con i contratti stipulati. A volte, come ci è capitato, è meglio incontrarsi e parlare piuttosto che scontrarsi con lettere che portano solo ed esclusivamente al blocco della commerciabilità del libro. Abbiamo autori che sono passati a case editrici molto importanti, autori che hanno firmato all’estero ed autori che sono rimasti con noi, e sempre nel massimo rispetto professionale e personale.

SM | Come la pensate riguardo l’editoria a pagamento?

AC | Una bella domanda questa… dato che sono anni che ci scontriamo con questa realtà. Partiamo comunque dal presupposto che se un autore acquista dei libri è obbligato a pagarli, ovvio, ma è una scelta dell’autore, una richiesta da parte sua e non un obbligo da parte della casa editrice. Infatti, per questo nel contratto noi abbiamo inserito anche questa voce; quando l’autore ci chiede di poter acquistare dei libri, lo inseriamo direttamente come richiesta in modo tale che nessuno, poi, possa dire di dover prendere delle copie non concordate. La nostra casa editrice NON è a pagamento, non abbiamo mai obbligato nessuno ad acquistare copie ed è per questo che i tempi di pubblicazione non sono brevi. Infatti è un investimento che noi facciamo a nostro completo carico e spesa.

Sono anni, come si diceva, che lottiamo contro cifre assurde che vengono fatte pagare agli autori, rovinando il mercato editoriale, con fumo negli occhi da parte di stamperie, associazioni ed editori che fanno questo lavoro come ‘passatempo’. L’editore reale è una società, ha dei canali distributivi e fa promozione nelle fiere; questo perché deve obbligatoriamente rientrare dei costi sostenuti.

Riteniamo che editoria a pagamento non sia altro che una stamperia a pagamento e, nell’era della stampa digitale, anche su internet si trovano centinaia se non migliaia di proposte “Vuoi pubblicare il tuo libro?” e cose del genere… Non deve essere così; è l’editore che sceglie l’autore, non l’autore che stampa il suo libro. Pensiamo che un autore debba farsi un giro nelle fiere di settore, controllare effettivamente come si comporta la casa editrice e poi inviare il manoscritto; ma a volte l’euforia della ‘pubblicazione’ fa cadere nelle mani di pseudo-editori a pagamento o di personaggi che promettono un grande successo e una vendita straordinaria. Oggi non è più così.

SM | Libri fantasy, libri di argomento storico-biografico, raccolte di poesie… Potete descriverci le vostre variegate collane, e quali tra esse considerate i vostri pezzi forti?

AC | Ogni collana ha il suo pezzo forte, che spunta, sale come un’onda e poi scende. Pensiamo che un autore debba uscire una volta ogni anno e mezzo con una sua opera, in modo tale che si formi quell’onda lunga che permette al pubblico di riconoscerlo. Nella collana ‘Fantasy’ abbiamo opere di autori molto interessanti: La terza via ad oggi è il fantasy più seguito. Nella collana ‘Brividi ed emozioni’ abbiamo diversi titoli: Billy Jhordan, Io Serial Killer (tre ristampe), Otto minuti a mezzanotte (di un grande autore romano, Fabio Monteduro), Le lacrime del branco (thriller a tinte forti di Marina Crescenti, un’autrice che ha pubblicato anche per Mondadori)… e tanti altri, come Miserere, la strage degli innocenti di un giovanissimo Luca Scarpetta che ha venduto parecchie copie, o come l’ultimo Eppure da piccoli eravamo tutti juventini di un autore locale che sta riscuotendo un notevole successo e parla della problematica a scuola di ragazzi diversamente abili e del loro insegnante. La collana ‘Cultural book’ sta avendo la meglio con una raccolta di usanze e costumi popolari, su come le nonne usavano le erbe, o come Alfabeto del gusto toscano, un titolo uscito in prima tiratura in 2000 copie e la cui l’autrice è stata inserita nella selezione di ‘Autore toscano 2012’. ‘Distanze’ è una collana interessante, con libri come Fantasmi e segreti al Castello di Sorci, Azzurrina di Montebello e Rugby Love, che stanno riscuotendo un notevole successo.

SM | Pensate in futuro di dedicare una fetta maggiore ai generi fantastici e fantascientifici? Ritenete che questi generi incontrino particolari difficoltà nel panorama editoriale italiano?

AC | La difficoltà del panorama editoriale italiano è dovuta a diversi fattori; la già citata concorrenza sleale delle case editrici a pagamento, delle associazioni che diventano editori senza conoscere e rispettare i parametri di questo settore, dalla moltitudine di titoli che escono in libreria e dalla poca propensione alla lettura. Il fantasy sta avendo il suo corso e nei prossimi anni ci sarà la caduta, ovvia, in attesa della rinascita di un nuovo genere. Lo abbiamo visto con la saga dei vampiri, che sono in perdita quest’anno dopo aver conosciuto un boom con le varie saghe proposte anche in tv. A tal proposito, la fiera internazionale di Francoforte è la vetrina ideale per vedere ciò che in Italia verrà proposto l’anno seguente.

SM | Attraverso quali canali promuovete e distribuite il vostro catalogo? Dove e come è possibile reperire i testi da voi pubblicati?

AC | Una volta che il libro è depositato, lo si trova praticamente ovunque. Poi sono i librai che decidono se tenerlo materialmente in casa oppure no, ma troviamo assurdo quando una libreria ti risponde: “Non abbiamo questo titolo, è una casa editrice piccola, non è servita, non esiste”… non è vero ed è giusto che si sappia. Una volta che il libro appare su IBS (www.ibs.it, la libreria collegata a Edizioni Editoriali), esso è reperibile ovunque. Ovvio è che non sia possibile trovarlo in tute le librerie, per diverse motivazioni di carattere commerciale. La promozione, come accennato precedentemente, viene fatta tramite distributore, con schede che vanno a tutte le librerie in Italia, e tramite noi, con la presenza attiva in tutte le più importanti fiere di settore. I libri poi si trovano sempre on-line sui maggiori siti di vendita, da Feltrinelli.it a Rizzoli.it, da Hoepli.it a Libreriauniversitaria.it etc. Ogni anno distribuiamo almeno diecimila cataloghi nelle fiere e partecipiamo attivamente alla promozione anche inviando alla nostra banca dati le novità in uscita.

SM | Il blog, la rivista online e gli eventi che organizzate: quali sono le iniziative che vi aiutano maggiormente a ottenere visibilità?

AC | Tutto fa brodo… come si dice, e la casa editrice cerca di essere presente ovunque, anche appunto tramite il blog, il sito, il canale facebook e gli eventi organizzati assieme agli autori. La maggior visibilità oggi si ottiene tramite le fiere e le rassegne di settore.

SM | Ci concedereste qualche anticipazione su opere a cui state lavorando?

AC | Anche quest’anno usciranno una sessantina di titoli, bambini, adulti, fantasy e ragazzi. È un anno che stiamo lavorando a un libro particolare, slovacco, che presenteremo il prossimo gennaio (2014) per il giorno della memoria. Per le altre collane usciranno a breve altri cinque libri sulle usanze popolari, nuovi gialli di autori che hanno già scritto con noi e un bellissimo libro fotografico al quale l’autore sta lavorandoci da parecchio tempo. La collana bambini, col marchio ‘Acar Kids’ è nata nel 2012 con un formato e un prezzo particolare, e vedrà uscire due nuovi libri proprio nel 2013.

SM | Prevedete anche di allargare il vostro mercato all’estero?

AC | Abbiamo già investito parecchio nel mercato estero, acquistando solo nel 2012 ben 5 titoli stranieri che sono in fase di traduzione. Pensiamo di proseguire in questa esperienza anche nei prossimi anni, sviluppando l’acquisto e la vendita nei paesi dell’est Europa, che sono particolarmente attenti al mercato italiano.

SM | Pubblicate – o pubblicherete – anche in formato digitale?

AC | Per il momento non offriamo distribuzione in formati digitali.

SM | Per concludere, cosa ne pensate degli e-book? Sostituiranno il libro o si limiteranno ad affiancarsi al supporto cartaceo?

AC | Non crediamo in questo mercato, o meglio, crediamo che sia un supporto al cartaceo, un qualcosa che sta seguendo la moda e che non avrà in Italia lo stesso successo che invece sta avendo in altri Paesi, e ciò per diversi motivi. È per questo che stiamo investendo, invece, in un progetto alternativo che vedrà la sua nascita proprio nel 2013 e che per il momento è Top Secret.