Asengard Edizioni
  • L’uomo Stocastico

    L’uomo Stocastico (The Stochastic Man | 1975) di Robert Silverberg Anteprima testo 1 Siamo venuti al mondo accidentalmente in…

    L’uomo Stocastico
  • La Città Labirinto

    La Città Labirinto (The Man in the Maze | 1969) di Robert Silverberg Anteprima testo Da nove anni Muller…

    La Città Labirinto
  • Gilgamesh

    Gilgamesh (Gilgamesh the King | 1984 | aka Gilgamesh) di Robert Silverberg ROBERT SILVERBERG E LA HYSTORICAL FANTASY Silverberg…

    Gilgamesh

Asengard Edizioni – Intervista a Edoardo Valsesia

ASENGARD EDIZIONI è una giovane casa editrice di Vicenza, fondata da Edoardo Valsesia nel maggio del 2006; è orientata prevalentemente alla pubblicazione di opere inedite italiane di narrativa fantasy e, più in generale, fantastica e horror. Il prossimo giugno usciranno in libreria i suoi primi pargoli, Legame Doppio e Il Sigillo del Vento, scritti rispettivamente da Christian Antonini e Uberto Ceretoli, autori ambedue esordienti.

A circa un anno dalla sua nascita, vogliamo provare a tracciare, insieme all’editore, l’itinerario fin qui percorso da questa nuova e volitiva realtà editoriale.

Caro Edoardo, il tuo fresco (e quindi aggiornato) ingresso nel campo dell’editoria offre al lettore un’ottima occasione per comprendere, attraverso la tua esperienza, quali siano le difficoltà e i sacrifici che un novello editore dev’essere pronto ad affrontare, in un mercato popolato spesso da gatti e da volpi; e quali, fortunatamente, le soddisfazioni che alimentano e premiano gli sforzi. Parlaci innanzi tutto degli esordi: com’è sorto in te il desiderio di costruire da zero, mattone dopo mattone, una nuova casa editrice, mission che molti definirebbero a priori “impossible”?

Tutto nasce dalla passione per la lettura e, soprattutto, dalla passione per i generi che con Asengard stiamo pubblicando.

Leggo e mi interesso di fantasy da quando avevo più o meno 14 anni. Come credo molti dei lettori che si avvicinano a questo filone della narrativa, ho iniziato con i classici meno impegnativi divorando i primi capitoli della saga di Brooks, che mi erano stati prestati da un compagno di classe. Poi, come si dice, l’appetito vien mangiando ma, aggiungerei io, è spesso grazie ad un buono chef che il pranzo si fa ricco! È stato merito di una persona che lavora in una nota libreria di Vicenza, profondamente appassionata di fantasy, se mi sono del tutto innamorato di questo genere: andare in libreria e trovare qualcuno preparato che ti consiglia cosa leggere è un gran vantaggio.

È inutile dire che la passione permane ancora adesso, anche se devo farti presente uno dei lati “negativi” del fare l’editore o, almeno, l’editore che intende prendere in esame materiale inviato da esordienti: purtroppo resta molto meno tempo per le letture “di piacere”, visto che sul mio comodino ora non c’è spazio per libri editi ma solo per manoscritti (che un giorno potrebbero diventare veri libri)!

Tra analisi finanziarie e difficoltà burocratiche, immaginiamo che i primi passi siano stati piuttosto faticosi; quali scogli si sono rivelati i più ostici da superare nella fase iniziale?

L’ostacolo più grande sono stati certamente i dubbi e i timori personali. Parlando con gli addetti ai lavori sembra che il mondo editoriale sia un completo disastro, con enormi barriere d’ingresso e possibilità quasi nulle di sopravvivere per più di qualche mese. In un’ottica del genere è chiaro che chi si butta in un’attività si trovi spesso a chiedersi se gli sforzi che sta facendo portino a qualcosa e se il gioco valga veramente la candela. L’importante è continuare a crederci e non lasciarsi spaventare da qualche tronco caduto che blocca la strada: se è impossibile spostarlo, è invece quasi sempre possibile fare un passo indietro e girarci intorno!

È innegabile che l’inizio si sia rivelato difficoltoso; la vera sfida è stata voler fare qualcosa di più, ossia prendere i manoscritti e farli crescere fino a diventare veri e propri libri. E questa passione, pian piano, è diventata un lavoro a tutti gli effetti, che sta iniziando a dare le prime soddisfazioni, su tutte quella di poter stringere finalmente in mano le prime opere stampate.

Riguardo alla filosofia di ASENGARD, sappiamo che non viene preteso alcun contributo di pubblicazione da parte degli autori. Qual è il rapporto che lega la tua casa editrice agli inediti?

Se guardi i primi libri, noterai che entrambi gli autori sono esordienti: il problema è che spesso “esordiente” sembra essere un sinonimo di scarso o, peggio, incapace! Noi abbiamo voluto puntare sugli autori e sulle loro opere, non su nomi altisonanti. Per fare questo, purtroppo, dobbiamo essere molto severi in fase di valutazione dei materiali che ci vengono inviati ma, come è successo con Christian e Uberto, se un manoscritto è valido non abbiamo il minimo timore di proporlo al pubblico. Quindi, per noi, esordiente è solo chi non ha mai pubblicato (o ha avuto piccole pubblicazioni), non “chi non sa scrivere”.

Siamo particolarmente lieti del fatto che uno dei tuo autori (Uberto Ceretoli) provenga da Fantasy Story/Crepuscolo, la nostra dimora; è stato importante l’apporto del web nello sviluppo della casa editrice?

Più che importante, lo definirei quasi essenziale! Internet è un mare magnum dove al giorno d’oggi si può trovare davvero di tutto; ovviamente non esiste online una “guida alla creazione di una casa editrice”, ma sono presenti notizie, informazioni ed esperienze personali che, se messe insieme, possono chiarire molto le idee.

Per quanto riguarda invece la nostra materia prima, ossia gli scritti, sono proprio siti come Fantasy Story ad aver messo in luce la presenza di una “linfa vitale” per una casa editrice che non si tira indietro quando si tratta di pubblicare autori emergenti: grazie alla visibilità che, come voi, altri webmaster ci hanno voluto offrire, abbiamo iniziato a farci conoscere sia dagli autori sia dai potenziali lettori.

Siete stati molto attivi nel pianificare e seguire la promozione dei due primi libri (onere che spesso le piccole case caricano invece sulle spalle degli autori), con quale tiratura uscirà la prima edizione? Sarà disponibile in tutta Italia?

Per la prima edizione la tiratura è di circa un migliaio di copie a titolo. Per quanto riguarda la reperibilità, al momento abbiamo la copertura di tredici regioni, un risultato che considero apprezzabile; non siamo presenti in tutte le librerie d’Italia ma il lavoro a livello di contatti con le realtà distributive è un qualcosa sempre in fieri, almeno finché non riusciremo a ottenere una copertura a livello nazionale.

Comunque sia, sul sito sarà predisposto anche un sistema di acquisto online, così che i libri siano disponibili anche per le regioni d’Italia attualmente non servite dai nostri distributori.

In effetti, la distribuzione è forse il problema più impegnativo che un editore è chiamato a risolvere… La tua esperienza?

Senza dubbio si tratta di un’esperienza alquanto variegata, che negli ultimi tempi ha raggiunto fortunatamente una buona stabilità. All’inizio è difficile proporsi ai distributori, senza un catalogo e senza il minimo dato di vendita: per quanto si possa pensare che la propria idea e il proprio programma editoriale siano validi, c’è da scontrarsi con l’ovvia diffidenza di chi lavora nel settore e, sicuramente, ha visto naufragare ben più di un progetto. Collaborare con una casa editrice emergente è per i distributori un’incognita, e pochi sono disposti ad un azzardo del genere.

Noi, dopo un periodo di stallo abbastanza lungo, abbiamo trovato delle persone che hanno voluto accordarci fiducia. Spero che un tale rapporto possa essere da una parte ampliato, così da garantire una maggiore copertura del territorio nazionale, e da una parte consolidato, riscuotendo consensi presso il grande popolo dei lettori.

So di esprimere una mia personalissima opinione, ma trovo che l’aspetto grafico delle sovracopertine, sia per quanto concerne le illustrazioni che per la scelta e l’impaginazione dei font, risulti davvero ben curato; vuoi dirci qualcosa a riguardo?

Credo che tutto derivi da due cose: la prima è il mio amore (o feticismo?) per “l’oggetto libro”; con questa espressione intendo il libro nella sua fisicità, quello che fa bella mostra di sé nello scaffale di casa o sopra il comodino, una cosa distinta – sebbene non scollegata – dall’opera letteraria in sé. Non mi sono mai piaciuti i libri anonimi, quelli che non iniziano a raccontarti qualcosa già dalla copertina. Dovendo realizzare libri “miei”, è giocoforza che l’aspetto grafico di ogni volume sia curato come vedi! La seconda è sicuramente la bravura e la professionalità del disegnatore. Devo dire che con Jason (il nostro attuale illustratore, che fra i tanti nomi per cui lavora annovera ad esempio Wizards of the Coast) si è creata subito un’ottima intesa: una volta inviate le specifiche e le richieste, con un paio di bozze e qualche ovvia correzione siamo giunti ai risultati che vedi. Quello che maggiormente mi soddisfa del suo lavoro, oltre ovviamente al risultato, è lo spirito con cui lo affronta: per farti un esempio, per la copertina di Legame Doppio è andato a spulciarsi archivi di immagini, a vedersi l’architettura dei palazzi italiani al tempo della Seconda guerra mondiale, e per Il Sigillo del Vento, invece, è stato lui stesso a proporre uno sfondo che richiamasse il vento, il cielo, l’aria, ossia l’elemento predominante del libro.

Il Sigillo del Vento è un romanzo fantasy di stampo tradizionale, Legame Doppio è un’opera meno inquadrabile in un genere specifico, rientra nel fantastico, forse con connotati horror; vuoi presentarci le due storie – che a giorni usciranno nelle librerie – e descriverci quali, secondo te, saranno i pregi che i lettori apprezzeranno di più in esse?

Per quanto riguarda Il Sigillo del Vento, è un fantasy che segue molti degli schemi tradizionali ma che presenta anche qualche piccolo tratto del fantasy “ruolistico”. È difficile ipotizzare cosa piacerà di più ai lettori, anche se non dubito che apprezzeranno lo sforzo di Uberto di dar vita a un mondo del tutto credibile, con dei personaggi che non sono degli automi “cammina/combatti” ma persone che quasi “vivono” nel romanzo e crescono pagina dopo pagina.

Legame Doppio è invece una ghost story con dei tratti prettamente horror. In realtà non esiste una singola trama bensì due, distanti ma parallele, che s’intrecciano dalla prima all’ultima pagina, per portare il lettore ad una conclusione che le accomuna. La bravura di Christian è stata quella di dosare gli eventi fra le due narrazioni e di creare riferimenti più o meno marcati per legarle. È, a mio parere, un romanzo di una certa maturità, che mette in luce il lungo e preciso lavoro fatto dall’autore, ma anche qui attendiamo il parere di chi vorrà leggerlo!

Vorremmo sentire le opinioni degli autori, come definirebbero i loro lavori… Anzi, qualcosa di più… insidioso: possiamo chiedere a Uberto un’impressione su Legame Doppio, e a Christian una su Il Sigillo del Vento?

Se devo essere sincero, sono curioso anch’io dei risultati di questo esperimento, e credo che prima o poi avrei posto la stessa domanda ai due autori. A questo punto, visto che me ne stai dando l’opportunità, ufficializziamo la cosa e diamo loro appuntamento prossimamente su queste pagine?

Con molto piacere. Congeliamo allora la domanda reinviandola alla prossima intervista, e, restando in curiosa attesa per l’ormai imminente uscita in libreria dei due volumi, intanto ringraziamo Edoardo per la sua disponibilità.