Astonishing X-Men - Xenogenesis
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Astonishing X-Men – Xenogenesis

Il progetto ‘Astonishing’

Realizzata dal duo Warren Ellis e Kaare Andrews e proposta in Italia in tre volumetti a cadenza mensile a partire da aprile 2011, la minisere Astonishing X-Men – Xenogenesis rappresenta il banco di prova per una nuova linea editoriale targata Marvel che verrà commercializzata in Italia e che interesserà anche altri personaggi, come ad esempio Spiderman e Thor.

In realtà, il progetto Astonishing X-Men risale al 1995, quando le testate fumettistiche dedicate ai mutanti alle prese con il travolgente crossover Le Ere di Apocalisse subirono notevoli cambiamenti, non ultimo un restyling a livello editoriale. Inizialmente il progetto contemplava l’approfondimento dell’ambientazione proposta nella maxi saga, descrivendo le gesta della squadra capitanata da Magneto e dalla combattiva Rogue, la versione ‘alternativa’ del gruppo degli X-Men che lotta per la sopravvivenza in un mondo in cui Charles Xavier è scomparso prematuramente e il malvagio En Sabah Nur, il mutante noto come Apocalisse, tiranneggia.

Successivamente il progetto venne accantonato per poi essere ripreso, qualche anno più tardi, allo scopo di proporre e sviluppare storie legate al team della serie principale degli X-Men, funzionali agli sviluppi di quanto narrato nel corso del 1999, in un periodo di continui cambiamenti dei team creativi alla guida della testata fumettistica tradizionale.

Ma è con il terzo ciclo di storie targato Astonishing, avviato nel 2004 a opera di Joss Whedon e John Cassaday che il progetto raggiunge la consacrazione in termini di consenso e vendite. Un apprezzamento di critica e pubblico che perdura grazie al coinvolgimento di abili disegnatori e autori di fama internazionale che hanno saputo fornire al pubblico storie accattivanti e dall’elegante veste grafica.

A partire dal 2007, Warren Ellis, talentuoso e brillante autore britannico attivo per diverse realtà editoriali (quali Marvel, DC Comics, Image, Avatar Press), e Simone Bianchi, disegnatore toscano già apprezzato sulle pagine di Wolverine (Marvel) e Green Lantern (DC Comics), si sono avvicendati alla guida del progetto subentrando ai precedenti artisti. Il primo numero realizzato dal nuovo team creativo è però giunto sui mercati solo nel luglio del 2008 conquistando equamente critiche e consensi sia in termini di qualità delle storie proposte – un po’ sottotono rispetto al solito Ellis – che delle tavole grafiche – apprezzate da alcuni, troppo statiche per altri.

Astonishing X-Men – Xenogenesis

La miniserie Xenogenesis del 2010 è la più recente tra le storie della linea Astonishing X-Men e si propone come un rilancio dell’iniziativa editoriale, ancora una volta sceneggiata da Warren Ellis ma illustrata da Kaare Andrews, fumettista e regista canadese noto per le tavole pubblicate su testate come The incredibile Hulk, Ultimate X-Men e The Matrix Comics.

La veste grafica dei tre albi è particolarmente notevole e spettacolare,  propone un design dei personaggi a tratti morbido e a tratti aggressivo, personaggi che risultano possenti e impressionanti, per certi versi quasi dotati di una fisicità esagerata forse per esprimere al meglio l’indole che possiedono: ferma e poderosamente marziale nel caso di Ciclope, brutale e ferina per Wolverine, burrosa e quasi volgare per Emma Frost, lontana dalla veste classica con cui viene rappresentata la sensuale Regina Bianca.

Il taglio cinematografico e dinamico delle tavole e una colorazione assolutamente degna di nota, arricchita da effetti di luce, cupe ombre e fondali perfetti, frutto dell’impegno di Frank D’Armata, contribuiscono a rendere particolarmente significative e vivide le pagine dell’opera. L’attenzione per la qualità, lo si nota fin da subito, è piuttosto elevata, fondata su una sceneggiatura ben sviluppata con dialoghi accattivanti e mordenti. Indubbiamente le pagine dei volumetti, disponibili anche con sovra copertina in PVC, regalano un’esperienza di lettura coinvolgente e memorabile.

Quanto alle vicende descritte, si svolgono in Africa, nella nazione fittizia del M’bangwi, dove si registrano numerose segnalazioni di bambini mutanti. Un fatto singolare considerando che, nel periodo in cui sono ambientate le vicende, che riprende quanto proposto sulla testata ordinaria degli X-Men, la popolazione di homo sapiens sapiens è stata notevolmente decimata e non si registrano nuove nascite. Arroccata nell’isola di Utopia, la razza mutante risulta a un passo dall’estinzione, assediata e vessata dai malvagi intenti del cibernetico Bastion, così come narrato nel corso della recente saga Secondo Avvento.

In un contesto simile, quanto si sta registrando in Africa appare particolarmente insolito, motivo per cui il carismatico Scott ‘Ciclope’ Summers, indiscusso leader a livello mondiale della razza mutante, convoca la consorte e telepate Emma Frost, James ‘Wolverine’ Howlett, Henry ‘Bestia’ McCoy, Ororo ‘Tempesta’ Munroe e la giovane Hisako ‘Corazza’ Ichiki per organizzare una spedizione. Spacciandosi per volontari del movimento benefico ‘Mutantes Sans Frontier’, il gruppetto effettua le prime analisi sui bambini di un villaggio segnalato: qui però viene intercettato dal leader della nazione, il Dr Crocodile – storico personaggio Marvel per metà umano e per metà cyborg – il quale, dopo un iniziale contrasto con gli X-Men, finirà con appoggiarli.

Si scoprirà in seguito che i bambini non sono dotati di gene-X, bensì di ‘warpies’ destinati a consumarsi o, letteralmente, esplodere: il risultato di mutazioni genetiche indotte da radiazioni spazio-temporali provocate da un giovane mutante, James Jaspers. Quest’ultimo proviene da un universo parallelo in cui dominano le Furie, devastanti esseri tecno-organici appositamente plasmati per eliminare la razza mutante, le quali, grazie all’ultimo salto spazio-temporale di Jaspers, giungono sulla Terra, proprio nello stato del M’bangwi.

Questa in sintesi la trama, che si articola nei tre volumi in un crescendo di spettacolarità e combattimenti. La pericolosità delle Furie, un nome non certo scelto a caso, è terrificante e costringerà gli X-Men a combattimenti disperati e senza tregua (anche se non sempre si può vincere la violenza opponendo a essa altrettanta brutalità, come dimostrerà la prosperosa e perspicace Emma Frost).

L’atmosfera che si respira è particolarmente tesa e sofferente; un fatto questo che, assieme al finale cupo, testimonia un salto di qualità, una maturazione delle storie e delle soluzioni narrative. Le vicende fungono inoltre da eco a quanto raccontato sulle pagine della serie regolare, preannunciando, per certi versi, ciò che si troveranno ad affrontare nel corso della saga Secondo Avvento gli abitanti dell’isola di Utopia, alle prese con un’invasione di implacabili sentinelle di classe Nimrod provenienti dal futuro.

Non solo: l’opera di Ellis e Andrews permette ai lettori, soprattutto a coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo degli X-Men, magari sull’onda dell’interesse suscitato dal film X-Men: l’inizio (X-Men: First Class) nelle sale italiane a partire da giugno, di avere un saggio di alcuni dei personaggi più rappresentativi dell’attuale serie fumettistica. Questi ultimi, una squadra ristretta e ben selezionata, si troveranno a cooperare spalla a spalla, forti del sostegno reciproco maturato in anni e anni di strenue battaglie, pronti a sacrificarsi e a fidarsi ciecamente l’uno dell’altro, innanzi a una minaccia che si colloca al di là della loro capacità (basti pensare a come verrà ridotto Logan nella lotta contro le Furie…).

Uno scenario di affiatamento che però non necessariamente corrisponderà all’epilogo di Secondo Avvento e che, di conseguenza, ne amplificherà gli effetti su quei lettori che seguono da molto le gesta degli eroi mutanti di casa Marvel. Al contempo, la miniserie potrebbe suscitare alcune critiche da parte degli affezionati, i quali, a seconda dei gusti, si troveranno ad apprezzare o a rifiutare il design scelto per i personaggi, in particolar modo Emma Frost e Tempesta (di quest’ultima viene fornita una sorta di versione punk).

Rimane comunque il fatto che Astonishing X-men – Xenogenesis risulta migliore rispetto ai precedenti cicli narrativi realizzati da Ellis, molto violento e brutale ma sicuramente appassionante e visivamente convincente.