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Buffy, the Vampire Slayer

Quando nel 1992 uscì nelle sale il film Buffy l’Ammazza-vampiri diretto da FRAN RUBEL KUZUI con KRISTY SWANSON, il contrasto con il Dracula di FRANCIS FORD COPPOLA – nelle sale quello stesso anno – fu enorme. Mentre nella pellicola con GARY OLDMAN si assisteva ad un grande e raffinato affresco sulla mitologia vampiresca, in Buffy avevamo uno zoppicante ibrido tra l’horror e la commedia adolescenziale, stile Rivincita dei Nerds.

Nonostante ciò, proprio lo stesso sceneggiatore di quella sfortunata produzione, JOSS WHEDON, sarebbe riuscito a trasformare il personaggio della cacciatrice teen-ager di non-morti in una delle più amate icone dell’orrore televisivo, capace di non sfigurare al fianco di opere per il grande schermo, quali i vari “Dracula”. Non a caso si tratta di uno dei pochi prodotti della cultura di massa ad essere stato tema di un convegno tenuto in una università norvegese, con la presenza di docenti delle più svariate materie che ne hanno esaminato i più svariati aspetti: dal rapporto con la letteratura a quello con la sociologia, sino a quello con il cibo.

Tutto cominciò nel 1997, quando negli Stati Uniti venne lanciato il telefilm Buffy, The Vampire Slayer, sceneggiato da Whedon e con la protagonista interpretata ora dalla brava SARAH MICHELLE GELLAR. Al suo fianco c’erano molti validi attori, tipo ALYSON HANNIGAN (la bruttina e timida Willow), NICHOLAS BRENDON (l’amico imbranato Xander), CHARISMA CARPENTER (la snob Cordelia) e ANTHONY STEWART HEAD (il bibliotecario e mentore della Cacciatrice). Sebbene la prima stagione non fosse stata propriamente memorabile ebbe un grande seguito di pubblico, tanto da risultare tra i programmi più seguiti di quell’anno.

La serie ruota attorno ad una mitologia secondo la quale i vampiri sono in realtà esseri umani morti, la cui anima viene sostituita da un demone che eredita non solo l’aspetto, ma anche i ricordi e la personalità del defunto. La loro origine risalirebbe ai cosiddetti demoni “puri” (ossia non ibridati coi mortali) i quali, come i “Grandi Antichi” di Lovecraft, governarono la Terra primordiale, ma vennero poi esiliati. L’ultimo di essi mescolò il proprio sangue a quello di un umano creando una razza che avrebbe dovuto cancellare l’umanità, i vampiri appunto. Per fortuna apparve la Cacciatrice, una giovane guerriera dotata di forza e agilità supernormali, in grado di combattere i non-morti e i demoni, e di trasmettere al suo decesso i poteri ad un’altra ragazza, di generazione in generazione fino ai nostri giorni. Purtroppo il destino delle Cacciatrici sembra essere quello di rimanere prima o poi sole: gli altri mortali le temono, intravedendo in loro qualcosa di simile ai mostri che eliminano.

Con la seconda stagione il serial cominciò a farsi più complesso: questo grazie anche all’approfondimento del personaggio di Angel (interpretato da DAVID BOREANAZ), un vampiro buono innamorato di Buffy. Questi era in passato Angelus, il più spietato tra i nosferatu, finché una maledizione zingara gli restituì la sua anima umana – e quindi una coscienza – allo scopo di negargli l’autentica felicità. I fan speravano che la love-story tra la Cacciatrice ed il non-morto andasse a buon fine, ma quando i due fanno l’amore, Angel vive un istante di felicità che spezza la maledizione e lo fa tornare il perfido Angelus. Quello che prima appariva un eroe romantico, diviene ora un mostro che non si ferma nemmeno di fronte all’infanticidio. Qui per la prima volta Joss Whedon e gli altri autori sfoderarono la capacità di mettere in atto proprio ciò che lo spettatore non vuole e non si aspetta. In Buffy i personaggi più amati possono morire oppure diventare malvagi, contrariamente a quanto accade in molti film e telefilm nei quali si cerca di assecondare i gusti del pubblico.

In aggiunta Buffy si presenta come un serial “in progress”, dove il tempo scorre come nella vita reale: i banchi del liceo cedono il posto alle aule universitarie e poi al mondo del lavoro. Anche i personaggi si evolvono: così la dolce Willow diventa sempre più bella, apprende la stregoneria e si scopre pure lesbica, mentre un villain come il vampiro Spike (l’attore JAMES MASTERS) può, se non esattamente “ravvedersi”, mostrare un lato umano in precedenza nascosto, innamorarsi anche lui della Cacciatrice e conquistare un’anima; per non parlare di Faith (ELIZA DUSHKU), un’altra ammazza-vampiri con gli stessi poteri di Buffy, la quale da alleata della Cacciatrice ne diviene nemica e infine di nuovo alleata.

Dopo la quinta stagione il telefilm ideato da Joss Whedon ha cominciato a perdere un po’ di smalto, mantenendo però l’abilità a stupire e spiazzare lo spettatore, vedi l’introduzione di una sorella di Buffy, Dawn (MICHELLE TRACHTENBERG) nata da un’alterazione della realtà, oppure la morte e resurrezione della stessa Cacciatrice. È rimasta inalterata anche la consuetudine d’infarcire ogni episodio non solo di riferimenti al genere horror-fantastico, ma anche di vari elemento che caratterizzano la cultura pop e la società americana, dalla TV alla musica, dalla politica alla religione. In un certo senso questa serie si può considerare uno specchio dell’America, alla pari con Star Trek.

Oltre a generare uno spin-off, Angel (incentrato sul già citato omonimo vampiro), ed alcune serie di fumetti, Buffy, inevitabilmente, ha a sua volta influenzato molto il panorama televisivo e non. Probabilmente insieme alla contemporanea Xena Principessa Guerriera, la bionda Cacciatrice di vampiri ha riacceso i riflettori sui personaggi delle “donne combattenti”: pensiamo alla Trinity di Matrix o alla “Sposa” del tarantiniano Kill Bill, oppure a produzioni più dark come Underworld. In aggiunta è nato un filone di telefilm incentrate su studentesse o comunque su giovani donne che vivono una specie di “seconda vita” parallela, più avventurosa, tipo Alias con la protagonista Sydney che, ufficialmente frequenta l’università, ma è anche una spia, Veronica Mars liceale e detective, le sorelle Hallywell di Streghe che combattono i demoni con la magia, Dark Angel, dove l’allora esordiente JESSICA ALBA incarna una mutante in un futuro non troppo lontano. Senza contare Mutant X ispirato ad un fumetto Marvel e il mai realizzato Amazon High, prequel di Xena del quale esiste solo il pilot, dove l’ennesima studentessa, interpretata stavolta da SELMA BLAIR, finisce catapultata nella Preistoria alle prese con un gruppo di cavernicole destinate a dare origine alle guerriere amazzoni. Da ultimo segnaliamo che persino il cult fantascientifico Farscape, ideato ROCKNE S. O’BANNON e prodotto dalla JIM HENSON COMPANY, potrebbe venire letto come un parente di Buffy: sebbene qui il protagonista sia un uomo, l’astronauta John Crichton, catapultato in una lontanissima galassia a bordo di un’astronave vivente carica di bizzarri alieni, anziché incarnare l’eroe spaziale stile Buck Rogers o Flash Gordon sembra ricalcare tutti i vizi, le virtù e le manie dell’americano medio.

Non si conoscono ancora i progetti futuri di Whedon, che negli ultimi anni ha diretto un film per il cinema, Serenity, e sceneggiato alcuni fumetti per la MARVEL e la DARK HORSE. In ogni caso si può riconoscere che la sue serie più famosa hanno generato una vasta progenie e si lasciano comunque dietro un forte numero di fan attivissimi che non mancano di proporre sempre nuove iniziative (convention, fan-fiction, giochi a tema, mailing list, forum in rete ecc.). Sembra abbastanza per poter affermare che, non diversamente dai vampiri, anche chi li combatte gode di una sua immortalità.