Cierresse
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Cierresse

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Il 48 Hour Film Project è una singolare iniziativa rivolta ai cineasti emergenti, un concorso con regole inusuali. I partecipanti devono realizzare un cortometraggio nel breve spazio di un week-end. La sera del venerdì ricevono una busta contenente i dati che saranno alla base del video, dovendovi obbligatoriamente apparire: vengono scelti un personaggio principale, un oggetto di scena, una battuta che dovrà essere pronunciata, e il genere a cui il corto dovrà attenersi. I registi hanno solo quarantotto ore per terminare il film, che verrà poi proiettato in apposite rassegne.

Cierresse è il corto diretto da Luca Murri, realizzato grazie all’impegno dell’Oldstyle Group e distribuito da Zi&Pa Pictures per il 48 Hours Film Project Edizione 2011 di Roma. Si tratta di un video garbato, che con ironia affronta il tema della malattia mentale, e di quella voglia di sentirsi ‘super’ che tutti più o meno condividono.

Le prime inquadrature ci presentano il protagonista, un giovane che si dirige con passo sicuro verso un anonimo appartamento. Sale le scale, giunge a un pianerottolo su cui un cartoncino segnala il ‘Centro Recupero Supereroi’, bussa a una porta ed entra. Qui il supercuoco Nicola illustra i vari casi clinici: Rainbow Woman, in crisi dopo essere stata abbandonata dal compagno Capitan Europa, Mister Elastic che non riesce più ad allungarsi, Calamita Man che si è smagnetizzato, Babbo Natale che gironzola nel cortile dando da mangiare alle galline…

Il protagonista viene scambiato a sua volta per un supereroe in difficoltà… E ci fermiamo per non svelare la sorpresa (forse ugualmente prevedibile) che conclude i nove minuti di proiezione.

Il corto parte da una buona idea, realizzata con doverosa essenzialità. Del resto i tempi limitati mettono a dura prova l’abilità del regista e del suo team, e, viste le regole di partenza, nessuno si aspetta che i video in concorso siano sempre impeccabili nella forma e magari animati da contenuti profondi. Nel caso di Cierresse, la postproduzione è necessariamente minimalista, il suono è in presa diretta e la recitazione può apparire quasi amatoriale. Tante raffinatezze formali a cui ci ha assuefatto la televisione sono lasciate da parte. Tuttavia le buone trovate narrative e il garbato impegno sociale compensano ampiamente i limiti tecnici.

Cierresse è stato premiato dalla giuria popolare, e si merita ogni applauso; non si tratta naturalmente di un fan-movie sui supereroi, ma di un’opera delicata che, nel suo piccolo, ha le caratteristiche del buon cinema italiano più tradizionale, cioè impegno sociale e uno sguardo surreale che riesce ad accostarci al mondo delle diversità senza retorica.