Code Geass R2
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Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2

‘R2’ costituisce la seconda parte della fortunata serie Code Geass: Lelouch of the Rebellion, prodotta dallo studio Sunrise su character design originale delle CLAMP e regia di Goro Taniguchi. Costituita da 25 episodi come la precedente, in Giappone è stata trasmessa da aprile a settembre del 2008 mentre in Italia è andata in onda su Rai 4 da marzo ad agosto del 2010.

La storia in breve

Le vicende dell’anime si svolgono nel 2018, circa un anno dopo la conclusione della Black Rebellion, l’insurrezione capeggiata da Zero alla guida dell’ordine dei Cavalieri Neri contro il Sacro Impero di Britannia, ossia l’evento che chiudeva la prima serie. L’esito della battaglia finale è stato favorevole ai Britanni che hanno così ristabilito il controllo sull’Area 11 dichiarando ufficialmente la morte di Zero.

Lelouch Lamperouge è in realtà sopravvissuto allo scontro ed è tornato a condurre un’esistenza ordinaria all’interno dell’istituto Ashford, del tutto ignaro del proprio trascorso come capo dell’ordine dei Cavalieri Neri, del potere del Geass sopito in lui e, soprattutto, di avere una sorella, Nunnally, in nome della quale aveva deciso di vestire la maschera di Zero e rovesciare l’Impero.

Ad accompagnarlo nella sua nuova vita c’è invece un sospetto fratello minore, Rolo, affezionato e timido. Quest’ultimo è in realtà un collaboratore dei servizi segreti britanni che, assieme ad altri infiltrati nell’istituto, ha il compito di sorvegliare Lelouch. Non solo, è anche un letale assassino in possesso di uno dei poteri del Geass, grazie al quale può bloccare il tempo all’interno di un’area delimitata. La presenza della spia è dovute al timore dell’Imperatore di Britannia che il principe decaduto riacquisti la memoria e torni a contrastare i suoi piani di egemonia mondiale. Si scoprirà in seguito che lo stesso Imperatore è dotato di una facoltà Geass mediante la quale è in grado di riscrivere i ricordi delle proprie vittime, un potere psichico che ha esercitato proprio su Lelouch dopo che Suzaku l’aveva catturato, al termine della battaglia conclusiva di Kaminejima.

Gli effetti del Geass imposto al principe sono tuttavia contrastati dalla poderosa forza di volontà del giovane stesso: Lelouch gradualmente recupererà la memoria e con essa l’identità di Zero, dando inizio a una nuova ribellione, che questa volta si espanderà al di fuori dei territori dell’Area 11 (ossia il Giappone), fino a coinvolgere il mondo intero.

Nel corso della serie, verranno introdotti numerosi personaggi e misteri, così come altri verranno riproposti dalla prima serie e approfonditi. In particolare, si scoprirà qualcosa di più sul conto di C.C. e di V.V., gli esseri immortali che hanno donato il potere del Geass rispettivamente a Lelouch all’Imperatore Charles. Il tutto mentre gli eventi andranno via via ingigantendosi sino ad assumere proporzioni bibliche, un climax di intrighi, strategie ed epiche battaglie nelle quali faranno la loro comparsa Knightmare di nuova generazione e armi di devastante portata.

I personaggi e la trama

Il numero di personaggi che compaiono nel corso dei 50 episodi che, complessivamente, compongono Code Geass è decisamente elevato. Molti rivestono un ruolo cruciale per lo sviluppo della narrazione e vengono discretamente indagati, altri invece risultano secondari, ma su tutti indistintamente aleggia una certa tragicità, in tipico stile CLAMP.

Lelouch nel gruppo si staglia come un titano. Esile, giovane, non propriamente un atleta quanto a prestanza fisica, ma dotato di un’intelligenza fuori dal comune e di un carisma eccezionale, si rivela un ottimo stratega e un leader capace. Ancor più del suo valore come condottiero, a impressionare è la sua capacità di mentire e di farsi carico dell’odio e del malcontento delle masse. In nome di un obbiettivo che si è prefisso (ovvero distruggere il mondo e ricostruirlo) è disposto a sacrificare ogni cosa: la propria moralità, i vincoli di amicizia, gli affetti, persino la propria esistenza. Solamente l’ambizione e la fedeltà alla propria strategia sembrano muoverlo, poderosi sentimenti e ragionamenti che lo rendono freddo e spietato, persino nei confronti della sorella. In realtà, come si scoprirà solamente nelle ultime puntate, la sua è un’ulteriore maschera che si è cucito addosso, quasi un catalizzatore per veicolare il rancore dell’umanità oppressa da tempi nefasti.

Suzaku è un altro personaggio memorabile, mosso da una forza di volontà eccezionale e vincolato alla vita proprio per colpa di Lelouch che, durante la prima serie, grazie al Geass, gli ha imposto un ordine piuttosto singolare: sopravvivere. Un comando dettato dall’ambigua amicizia che li lega e che rappresenta per Suzaku una sorta di maledizione: parricida, traditore dei Giapponesi tutti, cavaliere che non ha saputo proteggere l’amata principessa Euphemia, dovrà fare ammenda con la propria vita, addirittura scendendo a patti con l’amico-nemico Lelouch. Il suo personale obbiettivo è divenire il più forte difensore della giustizia sulla faccia della Terra, ossia il Round of Zero, superiore a tutti gli altri Knights of the Round (cavalieri d’elite scelti dalla nobiltà britanna).

Accanto a questi due protagonisti assoluti, vi sono numerosi altri personaggi che rivestono un ruolo di notevole spessore. Uno si essi è Nunnally, la sorella di Lelouch, governatrice generale dell’Area 11, cieca e paraplegica, impegnata per costruire un mondo di pacifica convivenza tra le genti e, suo malgrado, contrapposta proprio allo stesso fratello. Di primo piano è anche il ruolo della bella ed enigmatica C.C., immortale e destinata alla solitudine eterna, fortemente attratta da Lelouch e particolarmente legata ai sovrani di Britannia: Charles, che dopo la sconfitta di V.V. (fratello gemello di C.C.) ne editerà l’immortalità, e Marianne, madre di Lelouch e Nunnally, sopravvissuta alla morte all’insaputa di tutti grazie al trasferimento della sua coscienza nella mente di Anya Alstreim, pilota del Mordred e detentrice della carica di Knight of Six.

Anche tra le fila dei Cavalieri Neri e della nobiltà della Britannia emergono profili di tutto rispetto: Karen Kozuki, compagna di classe di Lelouch e straordinario pilota a bordo del suo Guren, mossa da sentimenti contrastanti verso Zero; Ougi Kaname, uno dei comandanti dei Cavalieri Neri e seguace di Zero sin dalla prima serie ma sentimentalmente legato a lady Villetta Nu, di origini britanne; il principe Schneizel El Britannia, fratello di Lelouch, affascinante e nobile, tanto pacato all’apparenza quanto spietato stratega nella sostanza…

E la lista potrebbe proseguire per molto. A ogni personaggio viene assegnato un ruolo definito, qualche momento per farsi valere o per riscattarsi, magari sfruttando toccanti sequenze nelle quali è solo la musica a sottolineare le emozioni, e le immagini concedono allo spettatore di cogliere sfumature e legami. Relazioni d’amore che nascono e si sviluppano durante la ribellione, ripensamenti, delusioni, inganni… questa seconda serie presenta insomma una trama piuttosto articolata e originale, e, dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi, il lavoro è stato senz’altro buono nell’offrire un quadro corale in cui tutti hanno una parte e un compito. Nobili o number, guerrieri o studenti, Giapponesi, Britanni o Cinesi, cavalieri o civili, possessori di Geass, persone libere e soggiogate, tutti sono partecipi e condizionati dallo stesso presente, travolti o artefici di avvenimenti che si sviluppano a un ritmo vertiginoso e di cui spesso vengono fornite diverse percezioni, giocando col punto di vista dei vari personaggi.

Per quanto sia sempre l’adolescente Lelouch a muovere i fili della tram, rispetto alla prima serie la rivolta contro il Sacro Impero di Britannia avviene su scala più estesa e l’evolversi delle strategie assume una portata ben più rapida e ampia. Ciò rappresenta un aspetto negativo dell’anime poiché, in questo contesto frenetico, si vengono  a rompere vincoli temporali e geografici: nel corso della narrazione si avverte infatti un progressivo annullamento delle tempistiche ‘umane’, e i grandi eventi tendono a svolgersi con una repentinità disarmante. Lo spostamento di intere armate, il condizionamento di un milione di persone o la sopraffina predizione di avvenimenti e di dialoghi possono succedersi in pochi minuti, e lo spettatore deve quindi essere disposto a sopportare questo difetto.

La tecnologia in Code Geass

Se nel corso della prima serie avevano fatto la loro comparsa i Knightmare Frame (i poderosi mecha da combattimento grazie ai quali i Britanni avevano operato le loro conquiste) e alcuni velivoli a mero consumo della nobiltà e dell’Ordine dei Cavalieri Neri, in questa seconda parte il numero di mezzi da guerra cresce e si evolve a un ritmo vertiginoso. Anche a causa del febbrile contributo offerto da alcuni personaggi: Nina e il conte Lloyd per la Britannia, e Rakshata Chawla per i Cavalieri Neri.

Rispetto ai Knightmare Frame visti in precedenza, unità antropomorfe impiegate prevalentemente per il combattimento terrestre, i nuovi modelli sono quasi tutti in grado di volare e dispongono di capacità belliche sensazionali, soprattutto quelli posseduti dai Knights of the Round.

Il Guren Mk II (il design e il nome sono un forte richiamo al mecha che compare in Tengen Toppa Gurren Lagann), ad esempio, viene progressivamente potenziato fino a mutare forma e munirsi di Energy Wings, ali artificiali composte da pura energia che gli consentono di muoversi a una velocità indescrivibile e di offrire un impareggiabile contributo in battaglia..

Il massiccio Mordred, pilotato dalla piccola Anya, è dotato di una corazza impenetrabile realizzata per mezzo della tecnologia Blaze Luminous – la stessa che protegge la fortezza voltante Damocles – e di devastanti Hadron Cannon.

Poi troviamo il Sigfried – precedentemente posseduto da Schneizel e poi finito nelle mani di Jeremiah Gottwald –, capace da solo di distruggere intere armate; il Galahad del Knight of One, Bismarck Waldstein, dotato dell’enorme spada Excalibur, che a sua volta finirà per equipaggiare il Tristan di Gino Weinberg e poi il Lancelot. Quest’ultimo, il modello sperimentale che, pilotato dall’impareggiabile Suzaku, faceva la sua comparsa nella prima serie rivelandosi una vera e propria spina nel fianco per l’Ordine dei Cavalieri Neri, qui continua la propria evoluzione in un’escalation di potenza, fino a giungere alla versione Lancelot Albion che costituisce la nona generazione di Knightmare Frame. È equipaggiato con lo scudo in precedenza montato sul Percival (pilotato dal defunto Knight of Ten Luciano Bradley), di lame Harken, di scudi difensivi costituiti dal Blaze Luminous, di ali energetiche e, per ultima, di una testata Fleiya.

Nonostante l’attenzione per i particolari, per la caratterizzazione tecnologica e per la raffigurazione dei vari modelli, va però sottolineato che non viene mai ben chiarito come questi mecha si pilotino. Sembra infatti che siano dotati di software particolarmente avanzati, attivabili solamente per mezzo di chiavi e codici personali, eppure molto spesso i piloti, nelle sequenze in cui vengono inquadrati, si vedono alle prese con leve e cloche (esattamente come i vari Haran Banjo, Actarus e Koji Kabuto delle serie anime degli anni Settanta). L’unica eccezione è costituita da Lelouch, il quale, pilotando il Gawain talvolta in coppia con C.C., è costretto a digitare comandi a raffica su innumerevoli tastiere disseminate ovunque.

Un altro aspetto controverso legato al pilotaggio dei Knightmare Frame riguarda la cosiddetta ‘percentuale di sincronizzazione’ del pilota con il mezzo: probabilmente si tratta di un riferimento alla serie Neon Genesis Evangelion più che di un vero e proprio requisito di funzionamento. Anche perché, stranamente, ne sembra interessato solo il Lancelot manovrato da Suzaku.

Un ulteriore aspetto che contraddistingue i mezzi in questa seconda parte dell’anime è l’assoluta leggerezza e l’agilità che dimostrano: tonnellate e tonnellate di materiali metallici scattano con velocità e grazia sorprendenti, quasi non fossero dotati di peso alcuno o possedessero, al posto di pistoni e giunture cibernetiche, tendini e cartilagini umane.

Pertanto, pur costituendo un’opera moderna, Code Geass non riesce ad affrancarsi da tutti quei cliché che caratterizzano le innumerevoli serie animate con protagonisti i ‘robottoni’. Esattamente come accadeva in Mazinga Z o Goldrake, i movimenti di questi giganti tecnologici vengono ancora impartiti per mezzo di comandi manuali, e le comunicazioni vengono ‘gridate’ in uno scambio di minacce e provocazioni con i nemici da fronteggiare.

In conclusione

Al di là di alcune leggerezze, e soprassedendo sul fatto che, in un mondo dominato da un Sacro Impero di Britannia che disprezza il Giappone, la lingua ufficiale sembra essere proprio il giapponese, Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2 ha riscosso un notevole successo sia in patria che all’estero.

Una storia molto articolata e insolita che si fa apprezzare e che convince lo spettatore. Arricchita senza ombra di dubbio da scelte musicali molto ben calibrate, capaci di sottolineare le sequenze visive, sia nei momenti di maggior concitazione sia quando sono i sentimenti a farla da padrone. Emozioni e rapporti umani, come già nella prima serie, sono i reali protagonisti, gli elementi da cui parte ogni strategia e su cui si basa ogni scelta, persino quelle più atroci e sofferte. Sono numerosi i momenti in cui la storia sfuma nella tragedia, attimi nei quali il tempo stesso sembra fermarsi per riportare i protagonisti a una dimensione più umana e terrena.

Dal punto di vista grafico, seppure già la prima serie si fosse dimostrata qualitativamente molto buona, la seconda migliora ulteriormente con animazioni fluide ed eleganti, colori vividi e scelti con cura. L’attenzione per i particolari, per la definizione di vesti sontuose e la caratterizzazione dei personaggi sono molto valide, anche se si nota una certa inclinazione a ‘sottolineare’ la procacità femminile, con ragazze sempre più strette in attillatissime tutine.

Le sequenze in cui gli eserciti si scontrano coinvolgono prevalentemente scenari aerei, e nel complesso si nota un miglioramento dell’animazione rispetto alla prima serie. Anche per via di un uso maggiore di tecniche computerizzate nela realizzazione di certe ambientazioni: basti pensare all’irreale ‘mondo del C’ in cui si concentrano gli scontri tra Lelouch e Charles Zi Britannia.

Il finale rappresenta una sorta di momento catartico, e inatteso, con un colpo di scena tipico di Zero, che certamente non lascerà indifferente né gli spettatori che avranno parteggiato per l’Ordine dei Cavalieri Neri né quelli che avranno invece preso in simpatia i Britanni.