Down - Pinhole, 2014, di Glenn Cooper
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Dannati

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Anteprima testo

Dannati (Down – Pinhole, 2014), di Glenn Cooper

1

Emily sentì un rumore di passi alle proprie spalle. Prima di affrontare la minaccia, tese i muscoli, prese fiato ed espirò con forza. Quando si voltò, vide un uomo armato di coltello.

Sin dall’infanzia, le avevano insegnato a fuggire di fronte al pericolo, ma in quel momento non aveva scelta. L’aggressore, ormai a meno di cinquanta centimetri di distanza, stava per affondare il colpo.

L’addestramento la fece agire d’istinto. Deviò la traiettoria dell’arma con un secco movimento laterale del braccio sinistro, colpì l’aggressore alla gola con la base del palmo della mano destra e gli sferrò un calcio all’inguine.

Quando l’uomo si accartocciò a terra, con un altro calcio Emily fece volare via il coltello che lui ancora stringeva nella mano.

Solo allora scappò.

La stanza riecheggiò di applausi e urla di approvazione.

«È così che si fa, signore e signori. Questo è il krav maga», disse John Camp, alzando la voce roca per farsi sentire in quel baccano.

«Ottimo lavoro, dottoressa Loughty. Avete visto come si è difesa e ha contrattaccato allo stesso tempo? È questo che dovete imparare a fare.»

Emily accettò con un inchino gli elogi e sorrise quando John le diede una pacca discreta sul sedere. Poi prese posto tra gli altri allievi, mentre l’istruttore si sistemava l’imbottitura protettiva per la dimostrazione successiva.

Alla fine della lezione, i presenti raccolsero le proprie cose e uscirono ordinatamente dalla palestra. Emily se la prese comoda e, quando tutti se ne furono andati, John le cinse la vita con un braccio.

«Avrei potuto batterti», disse lei, quando le loro labbra si staccarono.

«Grazie per non avermi fatto ingoiare le palle con quel calcio.»

«Mmm. Vedo che l’aria inglese ti sta trasformando in un vero Lord…»

«Sono uno che si adatta in fretta.»

Erano una bella coppia. John, più alto di lei di una trentina di centimetri, era di carnagione scura, aveva occhi color nocciola e corti capelli castani. Emily era una bionda naturale dagli occhi azzurri, con un lieve accento e la testardaggine ereditati dal padre scozzese, mentre la carnagione chiara e l’imperturbabilità venivano dalla madre svedese. John, invece, era americano al cento per cento. Erano entrambi in perfetta forma. John, che svolgeva un lavoro impegnativo, aveva un fisico invidiabile per un quarantatreenne. Emily, che di anni ne aveva trentasette e faceva un lavoro sedentario, doveva impegnarsi per restare in forma, e proprio per quel motivo frequentava il corso di autodifesa israeliana.

«Devo scappare», fece lei.

«Che fai stasera?»

«Torno in laboratorio. Mancano due giorni all’accensione di Hercules.»

«Ancora? Speravo restassi da me stanotte.»

«Sono pazza di te, ma al momento Hercules non ha rivali», replicò lei.

«Nervosa?»

«Tu che dici?»

«Ieri ho letto su un tabloid che Hercules creerà piccoli buchi neri che distruggeranno il mondo.»

«Non torturare la tua bella testolina, non abbiamo nessuna intenzione di distruggere il nostro splendido pianeta. Più che altro, rischiamo di rompere un giocattolo da tre miliardi di dollari. Questo sì che farebbe arrabbiare mamma e papà. E come mai leggi quegli stupidi tabloid?»

«Per le modelle in topless.»

«Lo immaginavo.»

«Dopo che l’esperimento sarà partito, dovremo ricominciare a dormire assieme.»

«Vuoi farlo diventare un vizio, eh?»

John le fece scorrere una mano lungo la schiena. «Ho vizi peggiori di te. Qualcuno mi ha detto che ho una personalità che dà dipendenza.»

«Credo di avertelo detto io

«E comunque mi sono messo sulla buona strada.»

«Fumo: eliminato. Donne: a esclusione della sottoscritta – spero – eliminato. Alcol: be’, su questo ci stiamo ancora lavorando.»

«Ecco, la mia vita ridotta a una checklist.»

Emily lo baciò di nuovo prima di liberarsi dal suo abbraccio. «Oltre che a struggerti per me, come occuperai la serata?»

«Probabilmente farò il bucato.»

«Mi raccomando, separa i capi bianchi da quelli colorati.»

«Detto da un fisico delle particelle, è un consiglio che prenderò molto seriamente.»

*

Alle otto di sera, il laboratorio principale del Massive Anglo-American Collider fremeva di attività come se fosse pieno giorno. L’acceleratore di particelle era inattivo da due anni e c’erano forti pressioni perché fosse riavviato entro i tempi previsti. Ventiquattro mesi prima, un guasto elettrico a un solenoide aveva causato un danno ai magneti, un’esplosione di elio e un incendio. Erano stati spesi sessanta milioni di dollari per sostituire più di cento magneti superconduttori – con i rispettivi supporti – e ripulire il tubo a vuoto contaminato. Rimediare al danno di immagine non era stato altrettanto facile. I politici su entrambe le sponde dell’Atlantico avevano preteso la testa dei responsabili: stanziare miliardi per una ricerca all’avanguardia sulle particelle subatomiche era, nel migliore dei casi, un rischio non da poco.

Come direttrice del progetto Hercules, Emily era responsabile delle simulazioni del riavvio, motivo per cui quella sera stava sfruttando buona parte della capacità del server principale.

«Ha finito?»

«No, dottor Quint, mi occorrono altri quaranta minuti», rispose lei, senza staccare gli occhi dallo schermo.

Henry Quint, un uomo risoluto con la mascella squadrata, aveva la particolarità di non elogiare né denigrare di persona i membri della sua équipe. Sebbene i manager americani avessero la reputazione di essere tipi schietti, Quint aveva un modo più bizantino di relazionarsi, e preferiva che i suoi collaboratori venissero a sapere per vie traverse cosa pensasse di loro. «Gli ingegneri hanno bisogno di molta potenza di calcolo per simulare le bobine.»

«Quaranta minuti.»

«Bene, dirò loro di rivolgersi a lei in caso non fossero sufficienti.»

Il direttore del MAAC si allontanò a passo lento, mentre Emily borbottava cose spiacevoli sul suo conto. Quint era il suo superiore da due anni, ma a lei non era mai stato simpatico. Mentre il suo predecessore, Paul Loomis, era un fisico delle particelle molto competente, Quint era più un manager che uno scienziato. Emily non aveva mai socializzato con lui al di fuori del lavoro, a differenza di quanto era accaduto con Loomis, che le mancava da morire. Le uniche cose che la trattenevano dal mandare al diavolo Quint erano il progetto Hercules e la speranza dell’imminente fusione con il Large Hadron Collider del CERN.

Se tutto fosse andato per il verso giusto, le cose sarebbero migliorate ed Emily avrebbe avuto un nuovo direttore generale.

Il MAAC era il cugino gigante dell’LHC. L’acceleratore del CERN, un colosso ai tempi in cui era stato realizzato, sparava fasci di particelle in un tunnel circolare di ventisette chilometri sotto le campagne svizzera e francese. Il MAAC, lungo all’incirca centottanta chilometri, era quasi sette volte più grande. Il tunnel, che seguiva approssimativamente il percorso della Motorway M25 attorno alla zona di Londra, si trovava circa centocinquanta metri sotto il livello stradale. Il principale complesso di laboratori, un assieme di strutture architettonicamente anonime, sorgeva alla periferia di Dartford, a est della…

Dannati - Copertina

Tit. originale: Down – Pinhole

Anno: 2014

Autore: Glenn Cooper

Ciclo: Trilogia Dannati #1

Edizione: Editrice Nord(anno 2014)

Traduttore: Paolo Falcone

Pagine: 494

ISBN-10: 8842924652

ISBN-13: 9788842924654

Dalla copertina | Immagina di trovarti all’improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso. Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall’inizio dei tempi. Un mondo dove tu sei l’unico «vivo». Quel mondo è l’Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa. Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli e sono ormai indifferenti alla perenne coltre di nubi che nasconde il sole e all’atmosfera cupa che li circonda. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l’eternità. Sia che abbiano scritto a caratteri di fuoco il loro nome nel grande libro della Storia – tiranni sanguinari, sovrani spietati, criminali di guerra – sia che nel corso della loro oscura esistenza si siano macchiati di colpe incancellabili, adesso sono tutti relegati in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Camp. Lui è «vivo», ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama. Durante un audace esperimento di fisica delle particelle, la dottoressa Emily Loughty è scomparsa nel nulla e, quando si è deciso di ripetere il procedimento per capire cosa fosse successo, John si è posizionato nel punto esatto in cui lei era sparita e… in un attimo è stato catapultato all’Inferno. E ora deve affrontare un mondo sconosciuto e ostile per ritrovare Emily e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre prigionieri nella terra dei Dannati…

Dannati #1 – Dannati

Dannati #2 – La Porta delle Tenebre

Dannati #3 – L’Invasione delle Tenebre