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Dracula

Il Dracula di Bram Stoker – Luci ed ombre del vampiro vittoriano

Fine del 1800: il giovane avvocato londinese Jonathan Harker, impiegato di una importante società immobiliare, viene inviato in Transilvania per curare la pratica di un acquisto che un nobilotto locale, il Conte Dracula, ha fatto in Londra.

Giunto nei Carpazi, gli si apre innanzi un mondo di superstizioni e paure.

La gente locale cerca di scoraggiarlo dal far visita al Conte, riferendo di leggende e giorni infausti; nulla tuttavia ferma Jonathan, che intende adempiere in fretta al suo dovere per poter subito tornare dalla fidanzata Mina, e alla sua realtà inglese.

Il nobile si rivela essere un affabile – benché inquietante – anziano signore, che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per curare affari di cui non esplica la natura.

L’ospitalità nel suo castello, gradita all’inizio, diventa poi opprimente. L’atmosfera si fa sempre più pressante e cupa, in un crescendo di macabri indizi sulle abitudini del Conte, trovati ma sottovalutati dal razionale inglese, fino alla terribile scoperta: Dracula è un mostro che si nutre di sangue, un vampiro che, per continuare a vivere, vuole spostarsi nella florida isola britannica.

Mentre il destino del giovane pare ormai scritto, l’azione si sposta in Inghilterra.

In uno scambio di lettere tra Mina Murray, la fidanzata di Jonathan, e Lucy Westenra, sua cara amica, vengono introdotti altri protagonisti: John Seward, il direttore di un manicomio, Quincey P. Morris, avventuriero e giramondo, e Arthur Holmwood, giovane di nobile famiglia e fidanzato di Lucy.

Mina, in attesa del ritorno di Jonathan, soggiorna nel Carfax con Lucy – quest’ultima in procinto di sposarsi – e la sua famiglia. Ella tiene un diario sul quale annota una serie di comportamenti anomali dell’amica, e tra le pagine del quale conserva l’articolo di un giornalista che descrive l’arrivo a Withby (quartiere di Londra noto a Stoker, che ambientò la trama in luoghi dell’Inghilterra da lui frequentati) di una nave abbandonata, giunta durante un giorno di tempesta con a bordo solo un cane impaurito e inferocito. Un estratto dal diario di bordo, riportato nell’articolo, narra di un demonio che infesta il vascello.

In concomitanza con l’arrivo della nave, Renfield, un paziente del dottor Seward, aveva iniziato a peggiorare, delirando di un fantomatico Signore.

Col tempo appare chiaro, dai comportamenti e dai segni sul collo, che Lucy è vittima del Conte Dracula, giunto in Inghilterra. I protagonisti credono tuttavia che la giovane soffra di qualche malattia sconosciuta.

L’azione ritorna su Jonathan: riuscito a sfuggire alle grinfie del Conte, si ritrova con Mina e la sposa, proprio nei giorni in cui la salute di Lucy subisce un tracollo. Il dottor Seward, preoccupato per la giovane, decide di chiamare da Amsterdam il suo insegnante, il dottor Abraham Van Helsing.

Si prova a fermare il deperimento di Lucy con una serie di trasfusioni di sangue, terapia sperimentale per il tempo. Tutti i protagonisti maschili si prestano alla difficile operazione, ma non c’è nulla da fare: Dracula uccide la ragazza, e con lei la madre che la stava vegliando.

A mettere i bastoni tra le ruote al Conte è per un momento la medicina, la scienza; essa risulta tuttavia insufficiente, senza contare che all’epoca le trasfusioni erano rese ulteriormente incerte dalla mancata conoscenza dei gruppi sanguigni. Non è detto che l’organismo accetti il sangue del donatore se il gruppo è diverso, e quindi l’operazione descritta da Stoker aveva possibilità quasi nulle di riuscita, visto l’alto numero di donatori (e di gruppi sanguigni) coinvolti.

Nel periodo successivo alla tragica morte, appaiono sui giornali strani articoli: sui corpi di alcuni bambini che giocano nei dintorni del cimitero dove il corpo di Lucy è stato sepolto vengono trovate delle strane ferite. Le informazioni della stampa sono scarne, ma interessano Seward e Van Helsing; un esame delle ferite dell’ultimo bambino, da essi eseguito, conferma i sospetti che il professore olandese già aveva avanzato: Lucy è diventata un vampiro.

Le contromisure sono drastiche: i protagonisti si riuniscono e, in una notte di sangue, rinchiudono Lucy nella sua tomba, e il giorno dopo la distruggono.

L’incontro di Van Helsing con Mina, la quale nel frattempo ha sostituito Lucy come vittima prediletta di Dracula, dà la possibilità al gruppo d’iniziare a comprendere chi sia il loro nemico. La giovane diventa il loro “contatto” con il Conte, intenzionato a fare di Mina la sua sposa per l’eternità.

Grazie alle notizie che Jonathan ha raccolto in Transilvania, e ai deliri visionari ma veritieri di Renfield, i nostri eroi passano al contrattacco: ripuliscono con ostie consacrate i nascondigli londinesi del Conte, costringendolo così a fuggire con l’unica cassa di terra natia che aveva tenuto nascosta per sé.

Alcuni dei metodi usati per distruggerlo, come le ostie consacrate, non provengono dalle leggende popolari ma sono un’invenzione di Stoker, che si trasmetterà poi nell’immaginario collettivo riguardante i vampiri.

Il gruppo parte all’inseguimento del Conte per distruggerlo definitivamente e salvare l’anima di Mina. Si recano al porto di Varna per intercettare la nave su cui viaggia la cassa, ma il vampiro li precede e sceglie un altro percorso.

Lo scontro decisivo avviene allora sulle montagne intorno al Castello, una lotta furibonda che porta alla sconfitta di Dracula. Il vampiro viene ridotto in polvere.

La chiusura è lasciata a Jonathan, che racconta della nascita del primo figlio.

Un commento

Labbra bagnate di rosso e snudate su lunghi canini si posano su un collo candido: è un mostro, uno dei più conosciuti della letteratura. Dracula, il vampiro.

Chi si avvicina a questa opera lo fa in un’ottica diversa da quella del passato; siamo abituati ormai ai vampiri di ANNE RICE e di Buffy, fin troppo umani. Per STOKER, cristiano per ideali e religione, Dracula era una lotta fra il Bene e il Male, senza dubbio il vampiro era il Male, e non c’era in lui nulla di positivo che potesse risparmiargli la morte ultima.

Egli faceva riferimento alle molte leggende su esseri che succhiano sangue o rubano anime; già presso i latini si parlava di lamie, ed in seguito si narrò di revenant, vampiri.

È un mito che grazie a Stoker ha conosciuto nuove acclamazioni, e che nel volto e nella storia scelti da questo scrittore ci è divenuto più noto, grazie anche numerose versioni filmiche.

Stoker era un irlandese, nato nel 1847 a Dublino. Studente piuttosto brillante, si era trasferito a Londra prima della fine del secolo. Proprio a Londra, nel clima di romanticismo e gothic novel, diede vita al lavoro che lo rese famoso.

Dracula nacque come uno dei tanti novel (romanzi) che all’epoca stavano diventando un genere letterario trainante. Le opere di ARTHUR CONAN DOYLE, HERBERT GEORGE WELLS, RUDYARD KIPLING, riempivano gli scaffali di avventure esotiche ed eventi straordinari, al punto che l’opera di Stoker, che mescolava eventi presenti e folklore dell’Europa continentale, non destò particolare stupore; la sua fama venne in seguito.

Anche il linguaggio non è peculiare: si adatta ad una narrazione semplice e talvolta stringata, mantenendo in ogni caso un buon lessico base; “simple but useful for your vocabulary”, diceva un mio professore di inglese.

Già prima di Stoker celebri autori avevano ripreso il tema del vampiro in nuove vesti: tra questi SHERIDAN LE FANU col celebre Carmilla, anche se probabilmente il primo fu JOHN WILLIAM POLIDORI con il The Vampyre, del 1819, mentre l’ispiratore più accreditato resta GEORGE GORDON BYRON, con le figure dal fascino oscuro, romantico. In tempi precedenti anche SAMUEL TAYLOR COLERIDGE aveva scritto una ballata sul vampiro. Tutti segni di un interesse che andava ridestandosi.

Alcune peculiarità nel carattere del Dracula di STOKER vennero dal suo probabile ispiratore, Sir HENRY IRVING, noto attore dell’epoca, di cui lo scrittore era segretario e amico; sulla sua figura, elegante ed impostata, sarebbe stato tratteggiato il Conte.

Analizzando la narrazione, è facile capire perché non ebbe particolare fama tra i suoi contemporanei: Dracula è un romanzo epistolare, una raccolta inventata di immaginari diari, telegrammi, lettere, articoli di giornale. All’epoca il romanzo epistolare era ormai una moda morente, e destò poca curiosità.

Tuttavia quest’impostazione fu utile per ricreare la prospettiva in cui si muovevano i personaggi, e rese con il tempo più facile l’immedesimazione di lettori… ed autori. Accresceva inoltre il senso di contrasto tra il mondo moderno e quello morente della tradizione popolare e delle superstizioni, in cui dimora il vampiro. Alcuni racconti successivi, negli anni tra ‘800 e ‘900, usano i vampiri proprio come simboli del passato, facendoli sconfiggere non dalla religione ma dalla scienza, dal progresso.

In una delle ultime versioni di Dracula, l’Opera Rock della PFM, Van Helsing riesce a vincere il vampiro perchè unisce scienza e fede, mentre il troppo razionale Seward impazzisce; quest’ottica non poteva andare bene per un’epoca in cui la ragione e la scienza parevano essere il vanto primo dell’umanità.

A differenza di molti dei film e dei libri a cui siamo abituati, Stoker non crea un’empatia con Dracula: il vampiro è il male ed il nemico dell’uomo, Drakul, il Diavolo. È lontano ed esterno, diverso e senza possibilità di redenzione.

Il romanzo nacque in un momento storico in cui l’Inghilterra si scopriva potente all’estero, ricca, influente, ma internamente oppressa dalle proprie ombre.

Autori come CHARLES DICKENS parlavano dei problemi delle classi operaie e dei loro drammi, e solo una decina di anni prima dell’uscita di Dracula per le strade di Londra si era mosso Jack lo Squartatore, il primo serial killer della storia moderna.

Tra le luci quindi si posava di nuovo l’ombra di paure ancestrali, non più estranee alla comunità (la foresta, l’altro) ma interne ad essa. Dracula si aggira per le strade di Londra con la capacità di sparire tra le persone, di prendere una maschera umana. Il pericolo si spostava nelle vie cittadine, pur mantenendo la sua essenza di estraneo.

L’impronta del Diverso è rafforzata dall’origine di Dracula, il richiamo a VLAD III, all’Ordine dei Dragoni (Dracul) dell’Ungheria del 1400… quella che per gli inglesi era l’esotica Europa continentale.

Gli studi di Stoker per questa ambientazione non furono approfonditi, paiono invece piuttosto superficiali nonostante la consultazione di alcuni testi riguardanti la storia dei Balcani che erano usciti pochi anni prima dell’inizio della stesura libro, e alcuni incontri dell’autore con storici che si occupavano proprio di quell’ambito. Nel libro si rilevano particolari errati: Dracula era un principe valacco (e non un conte transilvano), e gli vengono attribuiti alcuni erronei soprannomi. Non viene menzionato il passato di impalatore di Vlad che avrebbe dato ulteriore forza al personaggio; inoltre nel folklore egli era avvicinabile ai licantropi più che al vampiro, in quanto discendente dei guerrieri Lupi della Dacia.

Un altro fattore che limita il romanzo è una mancanza di particolare profondità psicologica nei personaggi: quelli femminili risultano deboli e sono facili prede di Dracula, quelli maschili vivono di ottuso antagonismo.

È evidente il simbolismo sessuale sotteso –i più ritengono inconsciamente – al tema del vampirismo: che Stoker ne fosse consapevole o meno, quella di Dracula è la conquista di giovani donne inglesi, sedotte e trasformate dalla volontà di un uomo.

Un tema simile è trattato ne Il Mago, di WILLIAM SOMERSET MAUGHAM. I parallelismi sulla figura maschile, misteriosa ed amorale ma stranamente affascinante, che raggira e seduce giovani di onesti costumi per venire poi sconfitto da un altro uomo, più onesto, risultano evidenti al moderno lettore… o possono risultare ingenui alla moderna lettrice.

D’altronde non si può dimenticare che questa era l’ottica del mondo vittoriano, diviso tra donne di buoni costumi e sventurate. Poche eroine dei romanzi del periodo si staccano da questi canoni, né voleva farlo Stoker in un romanzo che non intendeva modernizzare o stupire, ma semplicemente raccontare una nuova storia, una nuova novel. Mina è una donna moderna per educazione, ma nonostante questo finisce per agire nei cliché tradizionali della giovane insidiata, e solo il lato razionale e moderno, cresciuto e guidato dagli uomini che la circondano, la “salva”.

Il tema della seduzione è quello che probabilmente ha lanciato l’opera nel presente perché, dietro al desiderio di Dracula per il sangue delle proprie vittime, le sensibilità di altre epoche hanno letto altri desideri; proprio partendo da questo romanzo FRANCIS FORD COPPOLA ha diretto un film in cui il vampiro era romantico e innamorato, dannato, sofferente, umano.