Gaiking - Legend of Daiku Maryu
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Gaiking – Legend of Daiku Maryu

Il terzo millennio, oltre alla rivoluzione digitale che ha trasformato la vita di tutti i giorni, ha sancito il rispolvero in grande stile di alcuni titoli storici tra le produzioni robotiche protagoniste nei palinsesti televisivi di 30 anni prima. Così, nel novembre del 2005, anche il Gaiking e il Drago Spaziale sono tornati in azione con una serie intitolata Gaiking – Legend Of Daiku Maryu, co-prodotta dalla TOEI e dal network televisivo Asahi.

Si tratta di un remake (non un seguito) della serie storica del 1976, con la quale ha molti punti in comune. Una razza aliena è giunta sulla Terra 2000 anni fa per scampare alla distruzione del proprio pianeta (a causa di un buco nero) e si è ritagliata uno spazio vitale artificiale nel sottosuolo (il regno di Darius), senza perseguire una politica di invasione a danno del genere umano. Quando gli equilibri su cui si basa l’esistenza del regno stanno per cedere, il XVII Imperatore di Darius decide l’invasione della superficie terrestre ed affida tale compito ai suoi quattro Generali (Western, Northern, Suspage, Proist). Inaspettatamente però, le armi migliori da utilizzare nell’imminente guerra vengono rubate da un gruppo di disertori che si oppongono al conflitto. Tra queste macchine ci sono anche il Gaiking e il Drago Spaziale, nati quindi come strumenti di offesa nei confronti della Terra.

Il leader dei disertori diventerà Garis, il Capitano del Drago Spaziale, mentre pilota del Gaiking sarà il tredicenne Daiya Tsuwabuki, sopravvissuto ad un attacco dei mostri robot di Darius durante il quale il padre è scomparso senza lasciare traccia. Il resto dell’equipaggio agli ordini di Garis è composto da volontari terrestri e da coloro che hanno collaborato con il capitano alla costruzione del Daiku Maryu.

A differenza del predecessore, Gaiking – Legend Of Daiku Maryu non si conforma ad una narrazione fedele al paradigma delle serie robotiche classiche, in cui tutto ruota attorno ai difensori della Terra, sempre pronti ad affrontare qualunque nemico proveniente da ogni dove. Questa volta lo sfondo a tutti gli eventi (quelli principali, perlomeno) è il territorio dei “cattivi”. Il Drago Spaziale, dopo aver acquisito il pilota giusto per il Gaiking (ovvero, Daiya), inizia un periplo che lo riporta nel regno da cui era fuggito, per affrontare e sconfiggere un avversario comune al genere umano e allo stesso popolo di Darius: una sorta di viaggio che, come risalendo fiumi di conradiana memoria, conduce lo spettatore all’interno del “cuore di tenebra” di un nemico su cui convergono i destini di tutti i partecipanti a quest’avventura.

Mentre si svolgono le vicende messe in scena nei 39 episodi di questo remake, le vite dei protagonisti maturano in parallelo agli eventi in cui sono coinvolte. La lunga guerra combattuta sulla strada che conduce alla città capitale di Darius ha sia uno scopo didascalico, necessario a rivelare la storia personale e il carattere dei personaggi principali, sia la funzione di un filo d’Arianna che conduce all’epilogo della serie, consistente non solo nella vittoria militare di Garis e dei suoi uomini.

La sete di giustizia di Daiya, per quanto sofferto da suo padre e dalla sua famiglia, verrà stemperata dal ritrovamento del genitore sano e salvo, dopo un percorso che ha trasformato il “ragazzo mostro” facendolo diventare parte integrante di un gruppo, del quale condivide diritti e doveri.

Il dolore esistenziale di Garis, nato da una tragedia per la quale il Capitano ha accettato una ingiusta responsabilità, e tenuto nascosto all’interno di una maschera, rivivrà durante l’epica battaglia di Prayer Cape e diventerà la consapevolezza che cambia il destino di sua figlia Lulu, decisa a seguire fino alla fine il cammino iniziato dal padre.

Dalla parte avversa, l’aberrante operato di Proist, nuovo Imperatore del regno, e le sue abominevoli ambizioni iniziano a tracciare un distacco incolmabile dai suoi Generali e dalla stessa popolazione di Darius. Dopo la morte di Suspage, Western e Northern passeranno dalla parte di Garis, schierati apertamente contro il loro ex comandante supremo e decisi a perseguire il proprio destino: Western, oltre a far pace con la propria coscienza, troverà l’amore di Lee; Northern, spinto dall’altrettanto degno e valoroso esempio di Daiya, chiuderà i conti con un passato negatogli da Proist e vivrà per un futuro che lo vedrà tra gli artefici della salvezza del suo popolo.

Se, da un lato, lo sviluppo interiore di ogni singolo personaggio (quanto meno dei più rilevanti) ha un ciclo di vita pari a quello dell’intera serie, testimoniando un maggiore impegno profuso rispetto al 1976, anche la sceneggiatura mostra situazioni ed eventi di maggior coinvolgimento, peraltro non ristretti ad un singolo episodio. Impossibile non citare il duello tra Northern e Daiya (episodi 12 e 13), conclusosi con la maestosa vittoria del Gaiking dopo una sensazionale lotta corpo a corpo; o gli episodi dal 26 al 28, nei quali si svela l’identità di Garis e viene alla luce il tremendo passato che lo accomuna a Lulu, mentre le gigantesche battaglie tra i tre Maryu ed i tre Giganti di Fuoco fanno da sfondo al punto di svolta dell’intera serie. Si giunge al finale attraverso un crescendo che inizia con l’episodio 35 e tocca il suo culmine nell’incontro tra Daiya e il padre; nella stessa occasione, la follia di Proist compie l’atto più drammatico di tutta la vicenda.

Altrettanto degni di nota sono i momenti dedicati alla commedia, come la caccia al tesoro dell’episodio 20. Su tutti si erge l’Idol Contest degli episodi 24 e 25, eccezionale parentesi di comicità assoluta ed ottimo palcoscenico per i personaggi che vi partecipano, a qualunque titolo.

Il considerare queste due serie come una singola espressione artistica riporta la discussione a quanto già detto e scritto per le opere che, con simili contenuti, hanno aperto la strada all’animazione robotica. Presi a sé stante, ciascuno di questi due titoli si rivela essere lo specchio dei tempi in cui sono stati sviluppati. Daiku Maryu Gaiking è una guerra di posizione combattuta, da ambo le parti, con la stessa strategia adottata in tutti gli anime robotici classici; Gaiking – Legend Of Daiku Maryu è una rielaborazione di quel precedente, pensata per un’audience moderna. Ciò consente il riutilizzo di certi elementi, ma impone per questi una collocazione diversa, consona ai gusti di un nuovo pubblico e all’evoluzione a cui nel frattempo questo genere di animazione è andato incontro: ecco, allora, che la guerra tra la Terra e i suoi nemici non è più solo un’esperienza episodica vissuta a balzi di puntata in puntata, ma è anche il graduale racconto del divenire delle vite di coloro che, volenti o nolenti, si fronteggiano su un campo di battaglia.