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Gli occhi dell’anti-Dio

Proiettati in un futuro distopico esploriamo un mondo nuovo. Città dalla struttura verticale si stagliano in un deserto battuto da Cabalieri nomadi. L’economia ha preso il sopravvento sulla politica, cosicché a detenere il potere sono la Fotek, la Farmed e la Kemè, tre grandi Ditte il cui punto di forza risiede nel controllo delle Intelligenze Naturali che si contrappongono alle ormai superate Intelligenze Artificiali.

Il dominio degli imperi economici è contrastato da un gruppo di ribelli che, arroccati nella Città Vecchia, organizzano atti di sabotaggio, per la verità non troppo preoccupanti. Una minaccia ben più grande incombe invece sulla Terra: da un varco dimensionale apertosi nello spazio fuoriesce “qualcosa”, una sorta di morbo capace di trasformare gli uomini in metallo. Un simile orrore potrà essere fronteggiato, o è destinato a decretare la fine dell’umanità? 

Questo a grandi linee il plot di un romanzo che si caratterizza sin da subito per la sua complessità.

Complessa è la topografia ideata da Baroncinij e non meno la struttura sociale. Cyborg e creature subumane hanno soppiantato l’uomo così come lo conosciamo. Le classi sociali si distinguono in Beta (coloro che comandano), Gamma (coloro che lavorano) e Alfa (coloro che pensano), infine ci sono i Simbionti, creature che al pari di parassiti vivono innestate su corpi umani. Il principio su cui si regge l’intero sistema è quello della parcellizzazione e dell’alienazione che, la storia insegna, facilita l’esercizio del controllo. Chi pensa non può operare e chi opera non ha facoltà di pensare. I Gamma, che rappresentano il gradino sociale più basso, non hanno coscienza dello sfruttamento a cui sono sottoposti e nemmeno facoltà di espressione giacché privi del dono della parola. Brutti e gobbi, percepiscono vagamente la loro inferiorità ma non hanno la possibilità di ribellarsi. Tutti concorrono, più o meno consapevolmente, alla realizzazione di un unico scopo: arricchire i Transgoverni.

Qualsiasi mezzo è lecito in questa comunità in cui la vita sembra aver perso il suo valore tanto che i Cabalieri non si creano scrupoli a fondere gli uomini-metallo per rivendere le leghe alle Ditte. In tale contesto, lo sparuto nucleo di ribelli ci appare quasi come una cellula impazzita, la sola nella quale gli ideali hanno diritto d’asilo. Solo tra loro, nella Città Vecchia, uguaglianza e umanità appaiono come valori ancora possibili mentre la ricerca di una cura per il Morbo di Vulcano sopravvive alle logiche utilitaristiche.

Complessa è anche la struttura narrativa dell’opera. La storia si snoda infatti in tre filoni che procedono parallelamente per poi intrecciarsi strada facendo. A ciascuno di essi corrisponde un differente registro stilistico e un cambio di prospettiva.

Il primo filone coincide con il racconto in prima persona di Grummy, un Gamma “difettoso” in quanto capace di parlare, sebbene si esprima in maniera sgrammaticata. Fuggito dalle miniere in cui lavora, insegue un anelito di libertà oltre i confini della Città Nuova.

Il secondo propone il racconto sempre in prima persona di Izumi rapita dai Cabalieri dopo la morte del suo Simbionte.

Il terzo comprende, invece, il mondo della Triade (le tre Ditte); è scritto in seconda persona e chiama in causa direttamente il lettore. Utilizzando uno stile quasi da sceneggiatura, l’autore ci invita infatti a osservare, catapultandoci all’interno della storia e ponendoci, a volte, di fronte a interrogativi di non facile soluzione.

Tre storie apparentemente slegate tra loro e che si muovono su piani temporali sfalsati fino a convergere in un finale inatteso e rivelatore nel contempo.

Proprio in virtù del suo particolare impianto narrativo, Gli occhi dell’anti-Dio si propone come un libro di non facile lettura, cionondimeno sorprende per la sua originalità e per l’interesse dei temi affrontati. Dalla teoria delle stringhe alla circolarità del tempo passando per speculazioni di carattere religioso, molteplici sono gli spunti di riflessione disseminati tra le pagine e che rendono questo romanzo particolarmente degno d’attenzione.

Recensione concessa dal sito Bravi Autori