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He-Man

Oggi noi li chiameremmo action-figures, ma negli anni 80 non esisteva un termine specifico per definire quei pupazzi snodati rappresentanti nerboruti culturisti. Nonostante ciò, la linea di giocattoli Masters of the Universe (tradotto in “Dominatori dell’Universo”) fu tra i più grandi successi commerciali per la MATTEL in quel periodo, subito dopo Barbie e Big Jim.

Da un lato c’erano i buoni, in maggioranza di aspetto umano, capeggiati dal valoroso He-Man con i capelli biondi pettinati a caschetto e la spada magica in pugno; dall’altro, con fattezze mostruose spesso riconducibili ad incroci uomo-animale, stavano i cattivi agli ordini del diabolico Skeletor. Era quest’ultimo un personaggio che un bambino difficilmente può scordare: muscoli coperti da una pelle azzurrognola, e come faccia un teschio incappucciato simile alla Morte nell’immaginario popolare.

In realtà Skeletor era ispirato ai molti stregoni dalla faccia di teschio ideati dallo scrittore texano ROBERT ERWIN HOWARD. In effetti lo stesso He-Man, abbigliato con stivali, perizoma in pelle, bracciali e un’armatura che ne copre pochissimo il corpo, potrebbe considerarsi un erede degli eroi “barbari” nati dalla penna di Howard, indomiti combattenti quali Conan il Cimmero, Re Kull, Bran Mak Morn, Turlogh il Nero ecc. Oltre a Skeletor, il biondo guerriero si trova peraltro ad affrontare gli Uomini-Serpente, citazione spudorata delle temibili creature che, nell’universo howardiano, dominarono la Terra prima dell’avvento del genere umano. La differenza è che Conan e compagni ricorrono a dosi di violenza molto superiori a quelle di He-Man, il quale addirittura nemmeno uccide i nemici. D’altronde il personaggio Mattel si rivolge essenzialmente ai bambini, mentre gli eroi howardiani hanno un target più ampio che va dall’adolescente all’uomo maturo.

In aggiunta gli viene fornita una doppia identità degna di un supereroe fumettistico: dietro al nostro eroe si nasconde l’apparentemente pavido e innocuo principe Adam, che, grazie alla succitata spada magica si trasforma in “uomo più forte dell’universo”.

Al suo fianco c’è il maghetto pasticcione Orko, l’integerrimo scienziato Man-At-Arms, il forte Fisto dalla mano d’acciaio, il trasformista Man-E-Face ed un’infinità di altri intrepidi paladini del Bene. A dar man forte a Skeletor trovavamo invece lo sciocco e scimmiesco Beast-Man, Mer-Man l’uomo anfibio, Blade, maestro di scherma… e via delirando in una lista di mostri che comprende persino Stinkor, un uomo-puzzola! Sia l’eroe che il villain hanno poi una controparte femminile: per He-Man si tratta della coraggiosa guerriera Teela, figlia adottiva di Man-At-Arms, mentre per Skeletor c’è la diabolica incantatrice Evil Lyn. Due personaggi, questi, che sollecitarono le prime fantasie erotiche dei bambini di allora.

La Mattel non esitò a lanciarsi in operazioni di merchandising, parallelamente alla produzione di sempre nuovi giocattoli legati ai Masters: nacquero fumetti, magliette, costumi per carnevale, gadget vari. Anche la serie TV a cartoni animati rientrava in questa grande campagna per la conquista del mercato. In effetti i bambini furono presi da una vera mania per He-Man e Skeletor, come accadrà in seguito per le Tartarughe Ninja e per i Pokémon.

Pur essendo nato da motivazioni così apertamente “mercenarie”, il cartone He-Man e i Dominatori dell’Universo, uscito nel 1983, si rivelò un’opera di non pochi pregi. Ad occuparsi della produzione fu la FILMATION, la compagnia che lavorava anche alla versione animata di Star Trek. Le sceneggiature furono affidate a PAUL DINI, un ottimo autore a cui si dovranno in seguito Ewoks, Batman e Batman Beyond, nonché diversi episodi del telefilm Lost, e a JOE MICHAEL STRACZYNSKI, il futuro creatore del cult fantascientifico Babylon 5. Dello staff tecnico fecero parte inoltre i nomi degli animatori TOM TATARANOWICZ e BRUCE TIMM che, per dare maggiore realismo anatomico ai personaggi, si rifacevano alla lezione ricevuta da RALPH BAKSHI (del quale Tataranowicz è stato collaboratore) con il lungometraggio Fire and Ice: prima venivano fotografati dei veri culturisti in carne e ossa all’interno di appositi studi di posa, poi queste foto venivano ricalcate dai disegnatori.

La serie rientrava in un genere poco noto all’epoca, il science fantasy, nel quale la scienza si sposa con il mito e la magia. He-Man compie le sue avventure sul pianeta Eternia, dove esistono armi laser e astronavi, ma la società sembra ricalcata su quella del Medioevo europeo, con re e regine, maghi, cavalli, castelli e villaggi di contadini. La spada incantata è un dono della saggia maga Sorceress che difende il Castello di Greyskull, sede dei segreti magici di Eternia. Il malvagio Skeletor, anche lui cultore della stregoneria, dispone a sua volta di grandi poteri occulti che non esita ad usare per perseguire il suo sogno di conquistare il pianeta usurpando il trono ai legittimi sovrani, Randor e Marlene, genitori di Adam/He-Man.

Nel corso della serie apprendiamo che Marlene era un’astronauta terrestre precipitata su Eternia. Il principe Adam è quindi per metà terrestre, particolare che lo rese più simpatico allo spettatore. Un fumetto mai pubblicato in Italia arricchiva la genealogia dell’eroe immaginando una parentela persino col suo arcinemico Skeletor: questi in origine sarebbe stato Keldor, il fratello di re Randor, rimasto sfigurato. Nel cartone animato non se ne fa menzione, nonostante la trovata, a mio parere, avrebbe reso il contrasto tra il protagonista e le sua nemesi ancora più serrato.

Sebbene le trame dei vari episodi fossero molto semplici e spesso segnate da una buona dose di moralismo, He-Man e i Dominatori dell’Universo ottenne un successo tale che nel 1985 originò uno spin-off, She-Ra Principessa del Potere, al quale aveva lavorato grosso modo lo stesso staff della serie madre. La qualità delle sceneggiature risultò però superiore grazie all’inserimento di un lato oscuro nel passato della protagonista, la principessa Adora, sorella gemella del principe Adam, rapita appena nata dal perfido Hordak, un essere dal viso da pipistrello che indossa un mantello nero ed è in grado di trasformare il suo corpo in qualunque congegno meccanico o elettronico.

Hordak comanda un vero e proprio esercito, l’Orda Infernale, con il quale tiene sotto dittatura il pianeta Aeteria V dopo aver tentato di conquistare Eternia V e tenta invano la conquista di Eternia. Adora, portata su Aeteria ed educata dal suo rapitore, una volta adulta diviene il comandante delle guardie di Hordak (che lei considera ormai un patrigno). Soltanto in seguito, grazie a He-Man, la donna si redimerà e, trasformandosi tramite l’ennesima spada magica nell’invincibile amazzone She-Ra, si unirà ai ribelli che combattono l’Orda Infernale.

Stavolta anziché difendere lo status quo (il regno giusto di Randor e Marlene) come faceva suo fratello su Eternia, Adora/She-Ra deve rovesciare un impero del male (il regime di Hordak). La memoria corre a Luke Skywalker nella saga di Guerre Stellari; al fianco del villain, oltre a vari mostri, ci sono pure delle guardie robot che ricordano i soldati dell’Impero ideati da GEORGE LUCAS.

La trama, inoltre, anticipa fortemente quella di Xena Principessa Guerriera, sfruttando l’idea di una combattente pentita in cerca di riscatto. Rispetto all’eroina greca ideata da ROB TAPERT e JOHN SCHULIAN, però, la Principessa del Potere risulta meno aggressiva e complessa. Ciò per riguardo al target infantile a cui inevitabilmente la Mattel e la Filmaction rivolgevano il loro prodotto, che costringeva a una certa dose di auto-censura. Mentre il percorso di Xena per liberarsi dalla crudeltà che la contraddistingueva quando era una Signora della Guerra è difficile e non privo di “ricadute”, She-Ra, dopo l’iniziale pentimento, sembra non avere di questi problemi. Era una combattente tutto sommato leale quando parteggiava per l’Orda Infernale, e lo è altrettanto combattendo per la ribellione.

In ogni caso anche She-Ra ha un suo approfondimento psicologico, poiché Adora deve comunque affrontare il rimorso per suoi errori passati. Se aggiungiamo che nella linea di giocattoli Mattel tutto ruotava semplicemente sull’invidia che un’altra guerriera provava per la bellezza di She-Ra (Hordak e l’Orda Infernale appartenevano alla linea di He-Man), si può affermare come Dini, Straczynski e gli altri autori abbiano qui potuto veramente riaffermare una loro libertà creativa.

He-Man e She-Ra hanno segnato sia Paul Dini, che metterà una notevole dose di fantasy nel successivo cartone Ewoks dedicato agli orsetti della saga di Star Wars, sia Straczynski, che scriverà il sottovalutato ma interessante Jayce and the Wheeling Warriors.

He-Man e i Masters, confrontati con Princess of Power restarono comunque per la Mattel la trovata più redditizia, dal momento che le bambine preferirono Barbie a She-Ra, mentre i maschi si trovarono certo in imbarazzo a chiedere ai genitori di comprare loro action-figures di principesse con tanto di chiome pettinabili.

Anni dopo, la compagnia tentò in almeno due occasioni di rilanciare la linea di giocattoli Masters of the Universe. Per tale motivo si decise di finanziare due nuove serie animate (sebbene la Filmation avesse nel frattempo chiuso i battenti).

Nacque così nel 1989 una nuova serie TV intitolata semplicemente He-Man, dove viene ridotto al minimo l’elemento fantasy per dare maggior rilievo a quello fantascientifico. Il biondo ed erculeo eroe porta ora capelli corti e dalla nativa Eternia si trasferisce sul più tecnologico pianeta Primus, governato da un consiglio di saggi racchiusi in cristalli giganti. Al suo fianco c’è una sorta di truppa scelta comandata dal capitano Hydron, che ricorda un po’ i personaggi di un’altra linea Mattel, anch’essa trasferita sullo schermo, ossia Captain Powers e i Combattenti del Futuro. A minacciare Primus ci sono i temibili mutanti di Denebria, tra i quali troviamo nuovamente Skeletor, non più in veste di leader ma in quella di subdolo consigliere.

Il lavoro non è male, ci sono anche qui mostri e dark lady, ma chi amava il mondo medievaleggiante della serie classica finì per trovarsi un po’ disorientato da questo nuovo contesto da cui sparirono anche tutti i comprimari più conosciuti (Teela, Orko ecc.). Il cartone fu quindi un flop. Solo tempo dopo, nel 2002, i dirigenti Mattel decisero di investire il loro denaro in una quarta serie, questa volta puntando di nuovo sul genere science fantasy e ripescando, seppure con un look differente, i personaggi originali. Nel progetto vennero coinvolti persino degli appassionati della serie classica che ne ricostruirono al meglio lo spirito. Alle musiche poi troviamo un artista che ha un rapporto particolare con il sword & sorcery, ossia JOSEPH LODUCA, il quale, oltre ad essere un collaboratore di SAM RAIMI fin dai tempi de La Casa, ha composto le colonne sonore per i telefilm Hercules e Xena Principessa Guerriera (quasi per sottolineare un legame tra questi diversi character televisivi).

Nemmeno stavolta, tuttavia, il pubblico rispose bene.

Ultimamente si vocifera dell’intenzione di produrre un film con attori in carne ed ossa diretto addirittura da JOHN WOO (Face-Off, The Killer). Già a suo tempo ci fu un tentativo di questo tipo con la pellicola I Dominatori dell’Universo, con DOLPH LUNDGREN a impersonare He-Man e il bravo FRANK LANGELLA nei panni di Skeletor. Anche lì gli esiti furono infelici.

Forse sarebbe meglio abbandonare questi tentativi di resurrezione. Probabilmente le produzioni Filmation – tra cui vale la pena ricordare Ghostbusters e il western futuribile Marshall Bravestarr – sono essenzialmente legate al contesto storico-culturale degli anni 80, e cercare di riciclarle sarebbe come voler ripetere le comiche di Stanlio e Ollio oppure l’horror inglese targato Hammer.

Senza contare che le serie originali di questi due eroi sono ormai di diritto un classico dell’animazione.