I Figli dell’Invasione (The Midwich Cuckoos, 1957) di John Wyndham
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I Figli dell’Invasione

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Anteprima testo

1

Uno degli eventi più fortunati della vita di mia moglie è stato quello di sposare un uomo nato il 26 settembre. Se non fosse stato per questo, entrambi saremmo rimasti senza dubbio a casa nostra, a Midwich, la notte tra il 26 e il 27, con ripercussioni che, non ne sarò mai abbastanza grato al Cielo, le furono invece risparmiate.

Ma un po’ perché era il mio compleanno, e un po’ di più perché la vigilia avevo firmato un contratto con un editore americano, partimmo la mattina del 26 per Londra con l’intenzione di festeggiare modestamente l’evento: un paio di visite, aragosta e Chablis in un ristorante alla moda, un film di Ustinov, e poi di nuovo in albergo, dove Janet si godette il bagno con quel senso di incanto che gli impianti igienici altrui destano sempre in lei.

La mattina dopo, partenza a ora comoda per il ritorno a Midwich; sosta a Trayne, che è la città più vicina per le nostre compere, dato che avevamo bisogno di qualche articolo di drogheria; e infine di nuovo sulla strada nazionale, attraverso il villaggio di Stouch, per poi svoltare a destra sulla provinciale verso… Ma no. Metà della strada era bloccata da un palo a cui dondolava il cartello STRADA INTERROTTA, e accanto al palo un agente, con una mano alzata.

Per cui mi fermai. L’agente venne avanti verso il mio lato della macchina, e io lo riconobbi per uno di Trayne.

«Spiacente, signore, ma la strada è chiusa.»

«Volete dire che dovrò fare tutto il giro da Oppley Road?»

«Temo che anche quella sia bloccata, signore.»

«Ma…»

Un colpo di claxon dietro di noi.

«Se voleste essere così gentile da spostarvi un po’ a sinistra, signore.»

Alquanto sorpreso, feci come mi chiedeva, e fummo sorpassati da un au-tocarro militare di tre tonnellate, traboccante di giovanotti vestiti in kaki.

«È per caso scoppiata una rivoluzione a Midwich?» chiesi.

«Manovre militari» mi rispose. «Proibito passare.»

«Ma non per tutte due le strade, spero. Noi abitiamo a Midwich…»

«Lo so, signore. Ma per il momento non c’è nessuna strada per Midwich.

Se fossi in voi me ne tornerei a Trayne ad aspettare sia di nuovo tutto normale. Non è possibile parcheggiare, qui, prima che abbiamo finito.»

Janet aprì la portiera dalla sua parte e prese la borsa della spesa.

«Io proseguo a piedi» mi disse, «tu raggiungimi appena la strada sarà nuovamente aperta al traffico.»

L’agente esitò. Poi disse a voce bassa: «Dato che abitate là, signora… Vi dirò, ma si tratta di un’informazione strettamente confidenziale, che è inutile cercare di andare a Midwich: nessuno può entrarci, per quanto possa sembrare incredibile.»

Lo guardammo fisso.

«Perché mai nessuno può entrare a Midwich?» chiese Janet.

«È proprio quello che stiamo cercando di scoprire, signora. Ora, se avrete la compiacenza di scendere all’ Aquila di Trayne, sarà mia premura farvi sapere appena la strada sarà libera.»

Janet e io ci guardammo.

«Tutto questo mi sembra molto strano» disse poi mia moglie al poliziotto, «ma se siete proprio sicuro che non si possa passare…»

«Ne sono sicurissimo, purtroppo. E poi ho avuto ordini precisi. Vi in-formeremo appena possibile.»

Anche se uno avesse avuto voglia di discutere, sarebbe stato tempo spre-cato: lui faceva soltanto il suo dovere, e cercava di farlo il più amabilmente possibile.

«E va bene» decisi. «Mi chiamo Gayford, Richard Gayford. Lascerò detto all’ Aquila di ricevere qualsiasi comunicazione per me, nell’eventualità che io fossi fuori.»

Feci marcia indietro finché non fummo di nuovo sullo stradone, e prendendo per certa l’affermazione dell’agente che anche l’altra strada per Midwich era bloccata, sterzai nella direzione da cui eravamo venuti. Arrivati all’altra estremità del villaggio di Stouch, abbandonai ancora una volta la strada principale per addentrarmi oltre il cancello di un campo.

«Tutta questa faccenda è maledettamente strana.» dissi. «E se provassi-mo a tagliare per i campi e vedere che cosa sta succedendo?»

«Certo, il modo di fare di quel poliziotto non era molto chiaro. Provia-mo» disse Janet, aprendo la portiera.

Quello che rendeva la situazione particolarmente strana era che Midwich, notoriamente, era un posto dove non succede mai niente.

Janet e io ci stavamo ormai da più di un anno e avevamo trovato che questa era la caratteristica principale del villaggio. Se all’inizio dell’abitato ci fosse stato un palo a reggere un cartello con un triangolo rosso ben visibile e sotto la scritta Midwich, silenzio per favore, non sarebbe apparso i-nappropriato. E la ragione per cui Midwich abbia dovuto essere preferito a qualsiasi altro dei mille e più villaggi per lo stranis simo evento del 26 settembre, ha tutte le probabilità di restare un mistero, per me.

Midwich si trova a circa undici chilometri a ovest-nord-ovest di Trayne.

La strada principale proveniente da Trayne, e diretta a ovest, attraversa i villaggi vicini di Stouch e Oppley, da ognuno dei quali le strade secondarie portano a Midwich. Il villaggio stesso si trova quindi al vertice di un triangolo di strade che ha Oppley e South agli angoli della base. L’altra sola strada importante è una specie di viottolo che procede faticosamente per otto chilometri prima di toccare Hickham, che si trova soltanto a cinque chilometri di distanza.

Nel cuore di Midwich si stende un giardino triangolare, ornato da cinque bellissimi olmi e da un laghetto cintato da un’inferriata bianca. Il Monumento ai Caduti sorge nell’angolo del giardino che fa parte della chiesa, e lungo i lati, a una certa distanza l’uno dall’altro ci sono la chiesa stessa, il vicariato, la locanda, la bottega del fabbro, l’ufficio postale, il negozio della signora Welt, e un certo numero di villette. In tutto, il villaggio comprende una sessantina tra ville e villette, il municipio, Kyle Manor, e la Cooperativa Agricola, con le due ali in stile funzionale aggiunte in un secondo tempo dal Ministero quando aveva dovuto requisirlo per le Ricerche.

L’esistenza di Midwich non è mai stata spiegata in modo convincente. Il villaggio non è in posizione così strategica da giustificare il sorgere di un mercato; sembra essere nato dal nulla in un certo momento del passato; il Domesday Book lo cita come un borgo di nessuna importanza, e a quanto pare la sua posizione non è migliorata, dato che l’era delle ferrovie lo ha completamente ignorato, come del resto lo avevano trascurato le linee delle diligenze, e perfino i canali navigabili.

I suoi abitanti non differiscono dal villaggio. A eccezione del vicario e della moglie, degli Zellaby di Kyle Manor, del medico, dell’infermiera distrettuale, di noi stessi e, naturalmente, degli addetti alle Ricerche, nella stragrande maggioranza avevano vissuto per innumerevoli generazioni a Midwich in una sonnolenza indisturbata che era diventata una specie di diritto acquisito.

A quanto pare, la giornata del 26 settembre non aveva avuto prodromi o presentimenti. Forse la signora Brant, la moglie del fabbro, provò un lieve senso di disagio alla vista di nove gazze in un campo, com’ebbe poi a dire, e la signorina Ogle, l’impiegata postale, avrebbe potuto essere stata turbata, la notte precedente, da un…

I Fligli dell'Invazione (The Midwich Cuckoos) - Copertina

Tit. originale: The Midwich Cuckoos

Anno: 1957

Autore: John Wyndham

Edizione: Mondadori (anno 2012), collana “Urania Collezione” #118

Traduttore: Giorgio Monicelli

Pagine: 8852030530

ISBN: 9788852030536

ISBN-13: 280

Dalla copertina | La reputazione, in un villaggio, è tutto. Così, nessuno prende sul serio le proteste d’innocenza delle ragazze che la voce pubblica di Midwich giudica ‘poco serie’ e molti pettegolezzi accompagnano le quattro mogli notoriamente ‘accoglienti’ che hanno il marito lontano. Ma quando anche le signore più irreprensibili, le zitelle più rassegnatamente perbene cominciano a mostrare i primi segni della maternità, è chiaro che le maldicenze devono cadere, i sospetti devono allargarsi molto più in là del piccolo borgo perduto nella campagna inglese. A Midwich – ma solo a Midwich? – gli uomini non sono più gelosi: sono spaventati.