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Il Castello Errante di Howl

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Anteprima testo

Il Castello Errante di Howl (Howl’s Moving Castle, 1986) Diana Wynne Jones

CAPITOLO UNO

In cui Sophie parla ai cappelli

Nella terra di Ingary, dove realmente esistono cose come stivali delle sette leghe e mantelli che rendono invisibili, essere il primogenito di tre fratelli è considerata una sfortuna piuttosto grossa. Colui che nasce per primo, infatti, è anche quello destinato a sbagliare per primo; e sarà ancora peggio se sarà l’ultimo ad andarsene di casa in cerca di fortuna…

Sophie Hatter era la primogenita di tre sorelle, e non era nemmeno figlia di un povero taglialegna, cosa questa che le avrebbe dato una qualche possibilità di successo; i suoi genitori, anzi, erano benestanti e gestivano un negozio di cappelli per signora nella prospera cittadina di Market Chipping. È vero che la mamma di Sophie era morta quando la bambina aveva solo due anni e la sua sorellina Lettie ne aveva uno, ed è anche vero che il loro babbo si era presto risposato, prendendo in moglie la commessa più giovane del loro negozio, una biondina molto graziosa di nome Fanny. Ed è pur vero che Fanny aveva dato ben presto alla luce un’altra bimba, Martha. Ma tutto ciò non servì a Sophie per bilanciare lo scomodo peso della primogenitura. Inoltre la nascita di Martha avrebbe dovuto trasformare Sophie e Lettie nelle due brutte sorellastre, invece tutte e tre le bimbe, crescendo, divennero molto carine (anche se Lettie era considerata da tutti la più bella) e venivano trattate da Fanny senza alcun favoritismo, con la stessa identica dolcezza.

Il signor Hatter era tanto orgoglioso di queste sue tre figliole da far frequentare loro la miglior scuola della città. Sophie era la più studiosa delle tre e passava buona parte del suo tempo a leggere. Così presto si rese conto che avrebbe avuto poche opportunità di vivere un interessante futuro. Questa consapevolezza le lasciava un po’ di amaro in bocca, tuttavia riusciva a sentirsi ancora abbastanza felice nell’occuparsi delle sorelle minori e nel prendersi cura in particolare di Martha, proprio mentre si avvicinava il momento in cui la più piccola sarebbe uscita di casa per affrontare il proprio destino. Poiché Fanny era sempre occupata in negozio, era Sophie a seguire l’educazione delle sorelline che spesso litigavano furiosamente, prendendosi per i capelli, perché Lettie non si rassegnava a essere la secondogenita, e quindi quella che, dopo Sophie, avrebbe avuto un futuro meno brillante. — Non è giusto! — gridava Lettie. — Per quale motivo Martha deve avere la parte migliore solo perché è nata per ultima? Io sposerò un principe, vedrete! —.

Al che Martha inevitabilmente rispondeva che sarebbe stata lei a diventare ricca in maniera ributtante senza dover sposare proprio nessuno. A questo punto Sophie era costretta a separarle a viva forza e quindi a rammendare i loro abiti. Diventò così, poco a poco, anche piuttosto abile nel cucito e cominciò a confezionare per le sorelle dei vestiti molto carini; per esempio, in occasione di quel Calendimaggio che segna l’inizio vero e proprio di questa storia, Sophie cucì un abito per Lettie di un bel rosa intenso, talmente principesco da far dire a Fanny che sembrava uscito dal più pretenzioso negozio di Kingsbury. Già un bel po’ prima di quella festa erano cominciate a circolare di nuovo delle chiacchiere sulla Strega delle Terre Desolate. Dicevano che la Strega avesse minacciato la vita della figlia del Re, e che il sovrano avesse dato l’ordine al suo negromante personale, il Mago Suliman, di andare nelle Terre Desolate per trattare. Sembrava, però, che la missione fosse fallita e la Strega avesse ucciso Suliman.

Così quando un alto castello nero, con quattro snelle torri che sputavano nuvole di fumo scuro, apparve all’improvviso sulle colline di Market Chipping, tutti pensarono che la Strega fosse di nuovo uscita dal suo territorio per spaventare l’intero paese, come aveva fatto cinquant’anni prima. La gente cominciò a essere terrorizzata e nessuno usciva più da solo, soprattutto di notte. Quello che faceva maggiormente paura era il fatto che il castello non stesse fermo in uno stesso posto: a volte la sua sagoma indistinta incombeva nera e tetra sulla brughiera a nord-ovest, altre si innalzava sulle rocce a est; qualche volta, invece, scendeva dalle colline e si andava a posare sull’erica appena oltre l’ultima fattoria a nord della cittadina. Spesso si riusciva a scorgerne il movimento, mentre le sue torri sputavano getti di fumo grigio e sporco. Tutta la popolazione avrebbe giurato che il castello sarebbe sceso a valle di lì a non molto, e per questo il Sindaco cominciò a pensare di chiedere aiuto al Re.

Il castello però non scese lungo la valle, rimase a vagare fra le colline mentre si spargeva la notizia che non apparteneva affatto alla Strega, bensì a Howl, il Mago. Il che non migliorava, però, la situazione; si diceva infatti che il Mago non muovesse il castello dalla zona perché si divertiva a collezionare ragazze dai dintorni. Alle giovani succhiava l’anima o, sostenevano alcuni, mangiava il cuore. Era un essere freddo e crudele, e nessuna ragazza si sarebbe salvata se mai fosse caduta nelle sue mani.

Sophie, Lettie e Martha, come tutte le giovani di Market Chipping, erano state avvisate del pericolo e non potevano uscire da sole, cosa che finiva per essere una grande seccatura; mentre anche loro, come tutti, si chiedevano che cosa mai se ne facesse il Mago di tutte quelle anime che andava collezionando.

Tuttavia le tre ragazze dovettero presto affrontare un’altra preoccupazione ben più grave e vicina: il signor Hatter morì all’improvviso, più o meno quando Sophie stava per concludere gli studi. La famiglia si rese subito conto che il cappellaio era stato fin troppo orgoglioso delle sue figliole: una volta pagate le alte rette scolastiche, la contabilità del negozio rivelava più debiti che crediti!

Dopo il funerale, Fanny spiegò la situazione alle figlie; le riunì nel salotto della loro casa attigua alla cappelleria, si sedette e disse: — Temo che dovrete abbandonare quella scuola. Ho rifatto i conti cento volte, ma da qualunque parte si guardino, proprio non tornano… L’unico modo per mandare avanti il negozio e prendermi cura di voi è sistemarvi come apprendiste in qualche posto che possa assicurarvi un buon avvenire. Non è possibile tenervi tutte e tre in negozio, non posso permettermelo. Così, ecco la mia decisione: prima Lettie…

Lettie alzò lo sguardo. Era il ritratto stesso della salute e della bellezza, che né il dolore, né l’abito a lutto potevano nascondere. — Ma io voglio continuare a imparare!

— E lo farai, tesoro! — ribatté Fanny. — Ti ho sistemato da Cesari, la pasticceria sulla Piazza del Mercato. Hanno fama di trattare i loro apprendisti come re e regine. Sono sicura che lì sarai felice e imparerai un commercio che ti potrà essere molto utile. La signora Cesari è una mia buona cliente e una cara amica. Ha accettato di prenderti per farmi un favore personale, anche se al momento non ha veramente bisogno di una nuova apprendista.

Dalla risata di Lettie tutte capirono che non era per nulla soddisfatta.

— Bene, grazie… Non è una fortuna che mi piaccia cucinare?

Fanny non badò al tono un po’ caustico con il quale furono pronunciate queste parole, anzi, sembrò sollevata: Lettie a volte riusciva a essere testarda in modo decisamente fastidioso e inopportuno.

— E ora Martha — continuò Fanny, — so che sei troppo giovane per andare a lavorare, così mi sono preoccupata di trovarti qualcosa che ti potesse garantire un lungo e tranquillo tirocinio e potesse esserti utile qualsiasi cosa tu decida di fare in futuro. Conosci, vero, la mia vecchia compagna di scuola Annabel Fairfax?

La bionda Martha sgranò i disarmanti occhioni grigi su Fanny. Tutto in lei sembrava fragile, ma in realtà sapeva essere cocciuta tanto quanto Lettie. — Intendi quella donna che parla in continuazione? Ma non è una fattucchiera? — chiese alla madre, la quale si affrettò a risponderle con l’ansia nella voce — Sì, Martha. Ma ha una bella casa piena di clienti che vengono da tutta la Vallata del Folding. Poi è una donna dal cuore d’oro e trasferirà su di te tutto il suo sapere. Senz’altro ti presenterà la bella gente che lei conosce a Kingsbury. Una volta completata la tua educazione, ti ritroverai sistemata per tutta la vita.

— È una donna simpatica — concesse Martha. — Va bene, andrò da lei. Mentre Sophie ascoltava si rendeva conto che Fanny aveva sistemato tutto per il meglio. Lettie, in quanto secondogenita, probabilmente non avrebbe mai avuto grandi opportunità, così Fanny l’aveva sistemata dove avrebbe potuto incontrare un giovane apprendista, sposarsi e vivere felice e contenta. Martha, che era quella destinata al pieno successo, avrebbe avuto arti magiche e amici ricchi ad aiutarla. Per quanto riguardava lei personalmente, Sophie non aveva dubbi su quanto l’aspettasse, per cui non fu per nulla sorpresa dalle parole di Fanny — Ora, Sophie cara, l’unica cosa giusta è che tu erediti la cappelleria quando io mi ritirerò, poiché sei tu la primogenita. Così ho deciso di tenerti come apprendista, per darti l’opportunità di imparare il mestiere e i trucchi di questa attività. Cosa ne pensi?

Sophie avrebbe voluto dire che era semplicemente rassegnata a vendere cappelli, ma ringraziò, cercando di apparire grata per quella decisione.

— Bene — concluse Fanny, — allora è tutto a posto! Il giorno dopo Sophie aiutò Martha a sistemare i suoi abiti in uno scatolone e la mattina successiva tutte rimasero sulla porta a salutare la più giovane che se ne stava diritta e immobile sul carretto del barocciaio. Sembrava ancora più piccola e sul suo viso si leggeva un evidente nervosismo. Martha era comprensibilmente spaventata poiché la strada che portava alla casa della signora Fairfax, sull’alta Valle del Folding, si inerpicava proprio sulle colline oltre il castello errante di Howl.

— Se la caverà benissimo disse Lettie. Al contrario della sorella aveva rifiutato ogni aiuto per fare i bagagli, e quando il…

Il castello errante di Howl - Copertina

Tit. originale: Howl’s Moving Castle

Anno: 1986

Autore: Diana Wynne Jones

Ciclo: Howl #1

Edizione: Kappa Edizioni (anno 2005)

Traduttore: Daniela Ventura

Pagine: 248

ISBN-10: 887471095X

ISBN-13: 9788874710959

Dalla copertina | La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega. Insomma, Sophie, nel tentativo di ritrovare la sua giovinezza, dovrà affrontare suo malgrado molte più avventure di quante ne avesse mai sognate! Questo romanzo ha ispirato al maestro del cinema d’animazione Hayao Miyazaki il film omonimo.