Il Codice Nemesis
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Il Codice Nemesis – Il Ritorno dei Cavalieri dell’Ombra

L’ambizione di EMILIANO R. ALBANESE nello scrivere Il Codice Nemesis -Libro Secondo: Il ritorno dei cavalieri dell’ombra, edito da MEF (L’AUTORE LIBRI FIRENZE) è dichiaratamente quello di resuscitare una misteriosa generazione di eroi, dimenticata e persa nelle spire della storia e tornata alla luce dopo il ritrovamento di un Codice che attraverso complicate allegorie ne tramanda le gesta.

Templari Oscuri, Valchirie, divinità e perfino Sirene compaiono in questo racconto, impegnati in una lotta che mette in gioco terribili poteri. Mentre gli eserciti si scontrano per soddisfare brame di possesso, questi eroi convergono l’uno verso l’altro, con le loro rivalità ed alleanze, chi cercando gloria e chi anelando la realizzazione di altri desideri.

Un continuo rimando alle leggende sui poteri dei Templari e ai miti nordici unisce il susseguirsi delle scene e dei volti, passando da un personaggio all’altro come nodi di un arazzo così ampio da non poterne distinguere il disegno, tessendo una tela che mette in comunicazione più mondi, al di là perfino della concezione stessa del tempo così come l’uomo lo percepisce.

Le battaglie si dilatano in ere, e vite maledette terminano per subito rinascere, al disperato inseguimento del proprio destino…almeno finché le divinità non intervengono di prepotenza, ponendo in stasi come più piace ad esse gli epici scontri e rimandandoli a data (e mondo) da destinarsi.

Nonostante le velleità epiche dell’autore, dispiace dire che Il Codice Nemesis è una lettura ostica che lascia insoddisfatti.

Lo stile si alterna tra una concisione che rasenta l’aridità e l’arzigogolo artificioso. I dialoghi ridotti all’osso, lungi dall’essere evocativi, lasciano perplesso il lettore, che per la maggior parte del tempo si trova nell’impossibilità di capire cosa passi per la mente dei personaggi e di conseguenza dove l’autore abbia intenzione di andare a parare. La minuziosa scelta di vocaboli antiquati usati nelle parti di prosa cozza con le ingenuità del parlato, costellato da punteggiature enfatiche ben poco in sintonia con il resto del testo.

La trama viene disgregata in una successione di micro-capitoli da una pagina e mezza, massimo due, e il continuo cambio di scenario confonde e spazientisce. L’esposizione involuta dell’intreccio estromette il lettore da un testo con tutta evidenza scritto per la sola soddisfazione dell’autore stesso: un ossequio alle proprie immagini mentali, mancante di un linguaggio che lo renda chiaro e fruibile.

La pecca più grave è la sensazione onnipresente che l’autore non abbia alcuna voglia di soffermarsi sui dettagli e sullo scorrere del tempo, preferendo giungere al sodo a costo di cambiare scena e personaggi in pochissime parole. Giorni interi passano nello spazio di una riga, eserciti muovono attacco, eroi transitano da un luogo all’altro, da un obiettivo all’altro. Un modo di narrare che costringe di quando in quando a rileggere passaggi precedenti alla ricerca di qualche informazione essenziale che quasi si spera di aver perso per strada.

Per ammantare di mistero i personaggi, spesso Albanese evita di rivelare il nome di chi parla o agisce, e il lettore, non potendo contare su presentazioni e caratterizzazioni si ritrova a farsi largo in mezzo a creature molto vaghe ben poco capaci di coinvolgerlo.

Il Codice Nemesis somiglia a certe trame approssimative e spesso affrettate che abbondano nei siti di fanfiction sotto la voce originals: testi a cui va riconosciuta una dignità artistica, ma sicuramente − salvo immancabili eccezioni − non la pretesa d’essere trasferiti tali e quali da un contesto amatoriale a uno seriamente editoriale.

La sensazione che rimane è quella di avere tra le mani una bozza, gli appunti per un romanzo da ampliare e rendere leggibili, non certo un racconto già pronto e concluso. Alcuni spunti gustosi, di un certo ingegno, si perdono inesorabilmente in questa totale mancanza di comunicazione.

Il finale aperto lascia presagire un terzo appuntamento con Il Codice Nemesis. Ci si augura che nella prossima uscita vi sia un’evoluzione di qualche tipo.