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Il Signore di Capra d’Oro

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Il Signore di Capra d’Oro è un corto vistosamente amatoriale, realizzato con entusiasmo e passione da alcuni ragazzi. È stato a torto reclamizzato come un film fantasy vero e proprio, creando nello spettatore aspettative spropositate. Si tratta di un video realizzato per gioco, da appassionati di fantasy ma a digiuno di tecniche di ripresa e di recitazione; dilettanti che si sono armati di una videocamera e qualche costume, e hanno scelto di passare qualche pomeriggio sugli altipiani iblei in Contrada Bussello, vicino alla Grotta di Capra d’Oro e al fiume Irminio.

Il video è stato immesso su YouTube; purtroppo il tam tam mediatico ha attirato spettatori abituati a cortometraggi semiprofessionali, o d’autore. Eventuali quanto inevitabili confronti hanno messo in risalto le manchevolezze, anziché valorizzare la passione per un genere. Anche a un occhio inesperto, la povertà di mezzi e l’uso incerto di un linguaggio specialistico emergono senza pietà, e gravano sulla qualità delle riprese e sul successivo montaggio. Le sequenze si susseguono senza grossi stacchi, si passa dal dettaglio al campo lungo… in un giro di zoom.

La recitazione tanto dilettantesca sottolinea ogni ingenuità. Ci sono momenti che risulterebbero imbarazzanti in un cortometraggio con anche solo minime pretese. ‘Lo spettacolo della natura era ineguagliabile’, ci dice il Narratore: ebbene, non solo la fotografia è sbiadita, con sfocature, e inquadrature che oscillano, ma in quel preciso istante vediamo una campagna… con due tralicci dell’ENEL!

La trovata di inserire parti di celebri film, al fine di sostituire gli effetti speciali altrimenti irrealizzabili, può essere un espediente furbo; peccato sia stata usata a profusione una pellicola troppo riconoscibile. Quanto ai costumi: kilt e anfibi stanno benissimo in una discoteca per metallari, mentre i jeans che sbucano sotto un gonnellino da gladiatore si imprimono nella memoria.

Anche il finale, lasciato aperto, finisce per svalorizzarsi. In un video realizzato con mezzi e competenza, abbandonare i protagonisti alle prese con un mortale pericolo poteva pure simbolizzare un qualche messaggio, come l’importanza del coraggio di fronte al nemico, il senso del dovere di un Signore verso il suo popolo, l’errabonda poesia dell’avventura… Date le caratteristiche de Il Signore di Capra d’Oro, qui il finale sembra invece una semplice scusa per poter scrivere Fine. Era comunque una scelta azzardata, poiché lo spettatore delle pellicole di genere è impreparato alla possibile sconfitta dei suoi beniamini.

Cosa salvare di questo cortometraggio? L’entusiasmo dei ragazzi che vi hanno dedicato il loro tempo libero. La schiettezza con cui dichiarano di aver girato per gioco, senza alcuna pretesa artistica. Le musiche, vera gioia per l’orecchio: la gaita di Carlos Nunez che accompagna le gesta epiche, il canto che segue il Signore sull’alto della torre. I panorami di un’Italia lontana dai tour organizzati, tutta da scoprire.

parte I

parte II