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Intervista a Niccolò Storai

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Esiste un autore nel fumetto indipendente italiano che è come il prezzemolo, lo si ritrova praticamente ovunque. Si tratta di NICCOLÒ STORAI, un giovane disegnatore originario di Prato. Storai ha pubblicato i suoi lavori sulle riviste “Dime Press”, “Forno Magazine”, “Slow Food”, “Mono”, “Motel”, “Vice Magazine”, “Nixon”, “The Artist”, “Lamette” e persino sulla prestigiosa testata statunitense “Heavy Metal”.

Ha collaborato inoltre con BOTTERO EDIZIONI e con NICOLA PESCE EDITORE. Presso quest’ultimo ha curato i volumi Killers e Lucio Fulci – Tributo al Poeta del Macabro. Per MONDADORI ha invece disegnato uno dei capitoli del libro di Simone Cristicchi, C.I.M. (Centro di Igiene Mentale).

Parallelamente al fumetto, Storai è molto interessato al cinema, tanto che realizza story-board per lo studio d’animazione STRANE MANI e per la casa di produzione BELLO SGUARDO.

Tutto ciò spinto essenzialmente da una sincera passione per il suo mestiere di disegnatore, anzi di “grafonauta”, come si autodefinisce.

Proprio questo suo grande interesse gli permette, nonostante una produzione così vasta, di mantenere sempre alta la qualità generale del suo lavoro. Storai si è ormai imposto all’attenzione della critica grazie al suo tratto deciso, e alla predilezione per il grottesco e il surreale che l’ha portato a creare il topo Santiago, protagonista di una sorta di Toy Story in chiave splatter, e Mr Balloon, un bizzarro personaggio con un palloncino al posto della testa.

Storai ci ha concesso con grande cortesia e una profonda modestia l’intervista che vi presentiamo.

 

Quali fumetti ti hanno accompagnato nella tua infanzia e giovinezza?

Tantissimi, i miei primi ricordi “fumettosi” sono legati agli albi che comprava mio padre d’estate. Tali albi rispondevano al nome di Tex e Diabolik! Dopo i sopraccitati eroi ne ho incrociati altri quali Topolino, il diavolo Geppo eccetera… La vera folgorazione è arrivata con tre dei più interessanti gruppi italiani, quello di Frigidaire, quello di Valvoline e quello composto dai tipi dello Shok Studio. Dietro tutti questi nomi vi sono stili, disegnatori e sceneggiatori che mi hanno influenzato tantissimo.

 

Quale in particolare pensi ti abbia dato l’imprinting per diventare autore?

Frigidaire e le produzioni di Daniele Brolli mi hanno fatto scattare la molla di voler far quello che faccio per tutta la vita. Amo molto il modo che ha Brolli di ideare storie, realizza dei personaggi talmente credibili che ti ci affezioni subito.

 

Come è avvenuto il tuo esordio nel mondo dei comics?

Il mio inizio è stato confuso perché all’epoca non sapevo che tipo di disegnatore volevo diventare. Poi ho capito che cullarsi in una piacevole precarietà ti può dare spunti per migliorare e perfezionare, sempre. Le prime cose le ho pubblicate per “Dime Press”, erano illustrazioni dedicate agli eroi bonelliani. “Dime Press” era una rivista edita da Antonio Vianovi, per le mie pubblicazioni devo ringraziare i tre principali curatori che erano Moreno Burattini, Saverio Ceri e Francesco Manetti i quali aprirono un negozio di fumetti a Prato, la mia città. Il negozio c’è ancora e si chiama Mondi Paralleli. Francesco, Moreno e Saverio hanno preso altre strade ma ricordo quel periodo con infinito affetto.

 

Come sono nati Santiago e Mr Balloon?

Santiago nasce dalla mia passione per i giocattoli, che colleziono tuttora. È un personaggio che per ora è in “stand by”, lo voglio però recuperare per ideare insieme a Giacomo Tagliaferri – che è uno sceneggiatore con il quale ho realizzato diverse cose importanti quali l’adattamento a fumetti per un capitolo del libro di Simone Cristicchi – una storia per Slow Food ed una per la rivista “Mono” edita da TUNUÈ. Mr Baloon è un mio piccolo divertimento. Non so se ne realizzerò mai qualcosa di più, mai mettere limiti alla Provvidenza, vedremo.

 

Tu collabori spesso con NICOLA PESCE EDITORE. Parlaci un po’ di questa piccola ma interessante casa editrice.

Nicola è un tipo tosto che ama la letteratura, il cinema e i fumetti. Io ci collaboro da un po’ di tempo, ho iniziato pubblicando sulla sua rivista “Up” per poi passare ai volumi Killers e Lucio Fulci – Tributo al Poeta del Macabro, quest’ultimo realizzato in gruppo con Massimo Perissinotto e Claudio Calia. Spero di lavorare ancora sia con Massimo e Claudio che con Nicola, magari per qualche mio progetto solista. Se volete conoscere le prossime pubblicazioni di questo nuovo e agguerrito editore, andate a spulciarvi il suo bel blog (http://ifumettidinicolapesceditore.blogspot.com/), sempre aggiornato e curato dagli amici Andrea Longhi e Massimo Perissinotto.

 

Noi di Terre di Confine ci occupiamo essenzialmente di Fantascienza e Fantastico. La storia breve Gli Esploratori del Misconoscibile su testi di Marco Rizzo è un’ottima rivisitazione parodistica del fumetto avventuroso fantascientifico. Com’è il tuo rapporto con questo genere?

Semplicemente lo adoro, amo moltissimo i vecchi gloriosi fumetti della EC COMICS, li considero straordinari, pieni di trovate e di libertà espressiva. L’idea che Marco mi propose per questo fumetto era una reinterpretazione dei mostri kyrbiani, altra mia grandissima passione. La storia che hai citato, presente sul primo volume di Monstars edito da Nicola Pesce, è anche un mio piccolo tributo a Gli Erculoidi; quasi nessuno tranne Francesco Ciampi se n’è accorto. Sono contento del risultato finale e spero di poter lavorare ancora con Marco Rizzo che è un ottimo autore e un grande amico.

 

Hai pubblicato di recente su “Heavy Metal”. Che differenze ci sono tra il mercato fumettistico italiano e quello straniero, secondo te?

Credo che la differenza più evidente sia che il mercato americano può contare su un bacino di utenze superiore a quello italiano; è pertanto più ricco e dispone quindi di molte più risorse. Ciò non significa che proponga sempre cose egregie, ma ha sicuramente più libertà di pubblicare opere che possono sembrare un po’ “strane”. La mia storia apparsa su “Heavy Metal” è disegnata da Laura Spianelli, senza ombra di dubbio una delle migliori disegnatrici in circolazione.

 

Attualmente sei impegnato con “Nixon”. Vuoi raccontarci qualcosa su questo progetto indipendente?

“Nixon” è la nuova creatura di Gabriele di Benedetto che da un po’ di tempo a questa parte si firma “Akab”. È una rivista contenitore; al suo interno possiamo trovare fumetti, illustrazioni, fotografie e quant’altro sia fatto con sincerità e vera necessità creativa. In questo momento stiamo lavorando al terzo numero che dovrebbe uscire per Napoli Comicon, in cui si potranno ammirare i lavori di autori dal tratto molto personale ed espressivo quali Andrea Mozzato, Maicol e Mirko, Alberto Ponticelli, Akab, Marco Corona, Massimo Giacon, Alberto Pagliaro, Ottokin e moltissimi altri. Per tutti coloro che ne volessero sapere di più, vi invito a visitare il blog della rivista: http://votanixon.blogspot.com/.

 

Hai uno stile deciso e con un forte contrasto tra bianco e nero. Quali materiali e strumenti prediligi usare?

Sono molto materico e istintivo, amo usare carte con una grammatura bella pesante e possibilmente ruvida. Lavoro quasi esclusivamente con le micromine, preferibilmente uso le 03 con gradazioni che vanno dall’HB al B alla F. Per l’inchiostrazione uso gli ormai famosi pennarelli/pennelli giapponesi che adesso si trovano facilmente un po’ dappertutto. Non mi affeziono mai molto alle mie matite, spesso e volentieri disegno solo una traccia che completerò con le chine. Trovo che questo metodo di lavoro conferisca una certa forza espressiva al disegno. Per i colori adoro usare i pantoni e le matite colorate Carbothello, una tecnica che ho ripreso da Tanino Liberatore; per questo uso moltissimo anche la gomma elettrica per imprimere sfumature ed effetti particolari. Prossimamente mi cimenterò con l’acrilico, è una promessa. Digitalmente uso Photoshop e Painter, coadiuvato dalla mia preziosissima Wacom.

 

Quali dei tuoi colleghi stimi di più al momento?

Ci sono un sacco di disegnatori nuovi che mi appassionano tantissimo, tutti hanno stile personale e in costante crescita. Ne citerò solo alcuni e spero di non far torto a nessuno: Remo Fuiano, ultimamente sta sorprendentemente dando una svolta realistica al suo stile, chissà cosa combinerà in futuro; Nigraz, un grande; Aron, una potenza di segno capace di spaventare; Thomas Ray, probabilmente il mio disegnatore preferito in questo momento. Andateveli a cercare e seguiteli con attenzione.

 

Ci vuoi anticipare qualche tuo progetto per il futuro?

Continuare a lavorare per “Heavy Metal”, per “Nixon” e per un sacco di altre cose che al momento non mi sento di anticipare. Oltre ai miei impegni fumettistici continuerò a collaborare con la casa di produzione cinematografica BELLOSGUARDO che sta per uscire con la prima produzione CenciInCina del regista – mio compaesano – Marco Limberi. Sarò anche impegnato in un progetto teatrale del quale non voglio dire niente tranne che vedrà tra i suoi protagonisti un personaggio molto amato dello Shok Studio. Venitemi a trovare sul mio blog per qualsiasi altra notizia o curiosità.

 

Non mancheremo, e intanto ti ringraziamo per la disponibilità.

Grazie a voi per l’interesse, ci sentiamo presto.