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Intervista a Francesco Falconi

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Nato a Grosseto nel 1976, Francesco Falconi è ingegnere delle telecomunicazioni. Attualmente risiede a Roma. Danny Martine e la Corona Incantata, pubblicato da ARMANDO CURCIO EDITORE e illustrato da Mario Labieni, è il suo libro d’esordio.

Cristina Donati | Il panorama letterario fantasy ha avuto in questi ultimi tempi un sussulto di vitalità. Estasia si presenta come una voce fuori dal coro: pieno di colori e paesaggi fiabeschi, mostra realtà positive e negative ma è privo di quella voglia di brutalità comune alla maggioranza dei testi in circolazione. Il motivo è la ricerca di uno stile più “solare”, svincolato dai soliti cliché, o una tua istintiva avversione verso ogni tipo di violenza?

Francesco Falconi | È vero, il primo volume di Estasia non presenta scene particolarmente brutali o violente per un semplice fatto: era mia intenzione focalizzare l’attenzione del lettore su altri aspetti. Il viaggio di Danny nel mondo di Estasia rappresenta la crescita di un adolescente e la relativa scelta di seguire determinati concetti etico sociali, l’importanza del libero arbitrio e dei sentimenti più semplici che più volte dimentichiamo nella frenesia della vita. Insomma, credo che il capitolo della “Visione Ancestrale” sia il dipinto che maggiormente rappresenta il cuore del romanzo. I colori, la musica, le sensazioni saranno sempre i cardini portanti di Estasia, ma questo non toglie che in futuro non possa puntare anche su temi più misteriosi con tinte decisamente più cupe.

CD | I personaggi che ruotano attorno al protagonista, impegnato nella sua crescita interiore, presentano generalmente posizioni molto nette nei confronti del Bene (le Nove Luci) e del Male (i gironi danteschi del Palazzo dell’Inverso). La tua visione della vita è senza sfumature intermedie, oppure hai cercato di semplificare il messaggio, specialmente per un pubblico più giovane?

FF | Era mia intenzione evidenziare uno stacco netto tra Bene e Male nel primo volume di Estasia, con il trio d’acciaio Danny-Coran-Bolak da una parte e Disperio e le malefiche creature dall’altra. Poi mi sono divertito a smontare questo mondo verso la fine del romanzo, con il capitolo de “Il dubbio” e con la visione di Disperio in una veste alquanto… insolita. Certamente ho voluto lasciare un costrutto abbastanza intuibile anche da parte di un pubblico più giovane, ma sono certo che i lettori con qualche anno in più riusciranno a carpire stimoli diversi nelle pagine di Estasia.

E poi, la semplicità con cui si sono susseguiti i combattimenti di Danny alla ricerca delle Nove Luci della Corona Incantata non ti ha suscitato nessun dubbio? Lo scontro finale tra Darmha e Disperio, non ti pare sia filato troppo liscio?

CD | Le soluzioni narrative della quest di Danny e del suo scontro finale sono apparentemente infantili, ma che il tuo libro offra una lettura “multistrato” è fuori dubbio. Sbaglio nel giudicarle “prove iniziatiche” più che scontri avventurosi veri e propri?

FF | Senza dubbio Estasia va interpretato come il viaggio di crescita adolescenziale di Danny Martine. Non dimentichiamoci che ha quattordici anni, retrocedi a quell’età e immedesimati… sarebbero state avventure così semplici per te?

In realtà esiste anche una seconda chiave di lettura, e si capirà solo in futuro il motivo della “semplicità” delle avventure e dei duelli durante la ricerca delle Nove Luci della Corona Incantata. Chissà, forse qualcuno voleva che raggiungesse il Palazzo dell’Inverso incolume, ma con la coscienza di aver affrontato prove terribili e con l’esasperata necessità di aggrapparsi alla… Speranza?

Ecco mi hai spillato fin troppo, Cristina!

CD | Il tuo romanzo è nato quando eri adolescente: cosa è rimasto della tua prima ispirazione, e cosa è stato rielaborato dalle successive esperienze di vita?

FF | Estasia continua a rappresentare “il mio luogo segreto”, dove mi rifugio per sognare, per allontanarmi dal mondo caotico, dai rumori della grande città. Per respirare aria fresca, ritemprarmi con la luce, i colori e la musica.

Ovvio che il romanzo sia profondamente cambiato durante la stesura del 2005, rispetto alla versione del 1990. È rimasto tuttavia immutato lo scheletro originario, anche se sono stati aggiunti alcuni personaggi (e.g. Eufònio, Bolak), nuovi capitoli (e.g. Melòdia, Visione Ancestrale) ed è stata riscritta completamente la parte finale che mancava.

La struttura è stata rivista in maniera approfondita, anche se ho cercato di mantenere la compartecipazione del Francesco quattordicenne e di quello trentenne. E sono felice di conservarli ancora entrambi dentro di me, un eterno Peter Pan che ama sognare ma sa anche guardare la vita con disillusione e raziocinio.

CD | Nel tuo libro fai esplicito riferimento alla Natura Violata, sia quella umana che quella del nostro pianeta. Nonostante il tuo desiderio di “vedere positivo”, pensi che questa duplice corruzione sia ancora reversibile?

FF | Benché io mi sforzi a “vedere positivo”, sinceramente non credo a una corruzione reversibile. Il mondo di Estasia rappresenta la visione speculare del nostro, invaso dal male rappresentato dalla nebbia Frenesia, dall’arrivismo e dall’egoismo dell’uomo. Così, la simpatia di Bolak e l’onestà di Coran coesistono con la corruzione di Smeriglio e l’ambizione spasmodica di Cristal. Sulla Natura violata del nostro pianeta non sono stato molto positivo, è vero: Naturalia è un mondo che si rivolta contro l’uomo stesso, che urla la sua contaminazione con uragani, tempeste e miasmi infuocati. Ma la luce bianca, la Speranza, non può tuttavia mancare; per questo ho lasciato uno spiraglio di speranza con l’accenno all’orchidea nel deserto delle Custodi Vestali.

CD | Il secondo libro della storia è già stato scritto. E si può supporre che questo fosse già nei tuoi progetti, visto il modo abbastanza aperto con cui si conclude il primo: gli accenni ancora abbastanza oscuri al Triadema, le parole un po’ sibilline di Beltane. Anche la mamma di Danny sa molto di Estasia, non è vero?

FF | Sì, il secondo libro è concluso. Come ho detto sul blog di Estasia, il successivo capitolo della Saga sarà una reinvenzione totale del mondo stesso: i personaggi, le avventure dei protagonisti assumeranno una sfumatura diversa. Seppur in un viaggio fantasy e avventuroso, Estasia 2 sarà una riscoperta del nostro mondo, delle sue debolezze, con una vena ironica e al contempo polemica. Il mistero del Triadema verrà svelato, ma si aggiungeranno molti altri enigmi da risolvere, con qualche tinta più dark e a volte più forte. Tuttavia non mancherà la simpatia frizzante di Bolak né gli elementi chiave che hanno caratterizzato la freschezza del primo volume di Estasia.

Beltane? Beh, chi ha letto il libro (gli altri passino oltre ed evitino lo spoiler) avrà intuito la sua implicazione nel mondo di Estasia, seppur mai dichiarata in modo palese. Davvero avevi creduto alla storia del mutismo di Beltane? Ma dai, non era credibile…

CD | Dentro un mondo fantasy (e qui il merito va al libro) non è questione di credere. Qualsiasi cosa può essere vera se viene percepita “giusta” per la storia. Il personaggio, la sua malattia e la sua guarigione (vere o false che siano) hanno più di un significato. Ritroveremo Beltane nel prossimo capitolo della saga? Immagino di sì.

FF | Dipende. Ho voluto rendere la parte del libro che si svolge nel mondo di Danny Martine la più reale possibile, in modo da rendere partecipe il lettore al senso di stupore che il protagonista prova appena riceve i primi misteriosi segnali da Estasia. Per questo ho cercato di dare al mutismo di Beltane delle motivazioni “medico-psicologiche”.

Beltane sarà presente anche nel secondo libro, ma non ti svelo nulla riguarda alla sua storia. Diciamo che mi ero stancato dell’immagine di lei come di una madre debole, ammalata, premurosa… anche lei ha una storia alle spalle, decisamente… complessa.

CD | Ci puoi anticipare qualche segreto a proposito di questo seguito? Senza incorrere nelle ire della casa editrice, naturalmente! Lo vedremo in autunno?

FF | Beh, mi pare di essermi slacciato anche troppo sul proseguo di Estasia 1. Ti dirò che il Decimo Cancello si è decisamente aperto e le cose nelle Terre a Nove Punte sono diventate molto complicate…

Per l’uscita del secondo volume, pare che la casa editrice abbia deciso per il 2008, benché il libro sia stato da me concluso alcuni mesi fa. Purtroppo non è una decisione che mi spetta.

CD | Hai affermato in un’altra intervista che “se un libro funziona, il lettore deve evadere, indipendentemente dal genere”. Leggendo il tuo libro, ho avuto però la sensazione che tu concepisca il fantasy come un genere con profonde radici nella realtà. La sua funzione quindi è quella di una “veste” capace di aiutare quest’evasione? E fino a che punto questo desiderio di fuga può essere positivo?

FF | Un buon libro che funzioni deve catturare l’attenzione del lettore, strapparlo dalla sua realtà e catapultarlo nel mondo che lo scrittore ha forgiato, indipendentemente dal genere letterario. Estasia d’altro canto ha una duplice funzione: se letta in modo superficiale si presenta come un mondo fatato popolato da dame, personaggi fantastici, regine e castelli, un regno di magia dove si combatte l’eterna lotta tra Bene e Male. Ma se andiamo oltre, le pagine di Estasia nascondono una decisa accusa alla nostra società, e al contempo una presa di giro sulla debolezza umana. Dipende da cosa vogliamo leggere… anche in questo caso, libero arbitrio.

CD | Raccontaci l’iter della tua pubblicazione, cosa a cui molti neo-scrittori e aspiranti tali saranno interessatissimi: la Curcio è stata il tuo primo tentativo, oppure hai proposto il tuo manoscritto anche ad altre case editrici? E com’è avvenuta la “scalata” al mondo editoriale? Hai conoscenze nell’ambiente?

FF | Come tutti gli scrittori esordienti ho incontrato non poche difficoltà nel pubblicare. Le case editrici italiane guardano ancora in tralice la produzione nostrana, specie nel genere fantasy, e preferiscono riproporre i pacchetti, troppe volte sterili, inglesi e americani. Anch’io ho conosciuto il meccanismo dell’editoria a pagamento, cosa che ho categoricamente rifiutato. Ho accettato quei pochi consigli non preconfezionati, ho analizzato le critiche negative e ne ho fatto tesoro per una terza stesura, quella che ha convinto Curcio a puntare su Estasia.

Mi piace infine essere attivo, partecipare a manifestazioni ed eventi fantasy. È bello conoscere i propri lettori ma anche altri scrittori italiani.

CD | Tu sei molto attivo in vari forum, hai un sito di Estasia e un blog. Il web aiuta veramente i neo- autori a farsi conoscere, oppure c’è il rischio di perdere visibilità, finendo in un calderone dove si mescolano lavori geniali, buoni, mediocri e pessimi?

FF | Nell’era attuale non possiamo prescindere da Internet, sarebbe da sciocchi. Per quanto se ne dica, se vogliamo prescindere da pregiudizi ipocriti, Internet è un mezzo economico per essere in contatto con il mondo intero, interfacciarsi con nuove comunità, approfondire i proprio interessi. Una vetrina che non conosce confini. Ho trovato sostegno da FantasyMagazine e da molti altri forum del fantastico, per cui, se si sa scegliere bene, il web non può che essere un mezzo estremamente positivo.

CD | Un’ultima domanda: quali sono i progetti per il tuo futuro di scrittore? Estasia diventerà una saga, o ci sono altre idee all’orizzonte?

FF | Estasia è stata concepita come un saga fin dall’inizio. Ma a differenza della Rowling che in un viaggio in treno pianificò sette libri, io ho un po’ le idee confuse a riguardo. Perché? Semplice, la Rowling è una Inglese, io Italiano.

Attualmente sto scrivendo un’opera nuova di zecca, assolutamente top secret. Nel mio blog gira un nome in codice e si fanno alcune illazioni, ma mantengo il massimo riserbo sull’intero progetto.