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J-Pop

Spesso, quando si parla di mercato italiano del fumetto, il pensiero del lettore corre a realtà editoriali di lunga data e ben note quali Bonelli, Walt Disney o Star Comics, che ancora oggi registrano ottimi risultati di vendite e gradimento. In realtà, accanto a queste, il mercato nostrano vede la presenza di molteplici case editrici di piccole e medie dimensioni che, negli anni, hanno saputo proporre opere nuove e classiche, incontrando il favore del pubblico e impegnandosi per consolidare la propria identità editoriale.

Tra queste, cogliamo l’occasione per segnalare J-POP, marchio del gruppo Edizioni BD, che nella persona di Jacopo Costa Buranelli si è resa disponibile a rilasciare un’intervista conoscitiva per i lettori di Terre di Confine.

Intervista

LC | Cominciamo con una domanda di rito e, forse, scontata: quando nasce J-POP e di cosa si occupa? Qual è inoltre il rapporto esistente con il gruppo editoriale EDIZIONI BD?

JCP | Ciao a tutti, J-POP nasce nel 2006 come etichetta manga di EDIZIONI BD, casa editrice milanese attiva dal 2005. Da sempre si è occupata di fumetti made in Asia, iniziando con una produzione coreana per poi arrivare a collaborare con i più importanti partner nipponici del settore. Grazie alla fusione con GP PUBLISHING avvenuta nel 2012 – ora GP MANGA – il parco manga della casa editrice (BD) si è vistosamente ampliato!

LC | Quale l’origine del nome scelto per questo progetto e da chi è composta la redazione?

JCP | Il nome è un chiaro riferimento a ciò che è subcultura o POP CULTURE del mondo asiatico, soprattutto giapponese. Il nucleo della redazione è composto da un team di otto persone a cui si affiancano numerosi collaboratori esterni. Il gruppo di lavoro interno si occupa prevalentemente di licensing, di produzione, pre-stampa, scouting e organizzazione di fiere ed eventi.

LC | Come si è sviluppato il business di J-POP fino ad oggi?

JCP | Rispetto agli esordi focalizzati sulla produzione coreana, J-POP è cresciuta moltissimo. Abbiamo affrontato i flussi di mercato, le mode e i momenti duri (come la crisi dell’editoria dell’ultimo periodo), ma sempre sulla cresta dell’onda, guardando avanti con ottimismo e impegnandoci per ottenere risultati sempre migliori. Pian piano ci siamo fatti strada, consolidando il nostro business e portando a casa numerose licenze importanti. Forse non tutte si sono rivelate un successo commerciale, ma abbiamo a catalogo autori importanti come Hirano, Kurumada, Go Nagai, Takao Saito e molti altri che danno prestigio e valore alle nostre pubblicazioni.

LC | Quali sono le collane proposte, a quale pubblico sono rivolte e in cosa si contraddistinguono?

JCP | Ci occupiamo di tutto, dallo shonen (NdR: indirizzati ad un pubblico maschile fino alla maggiore età) al seinen (NdR: per un pubblico adulto), dallo shojo (NdR: indirizzati al pubblico femminile nell’età dell’adolescenza) allo josei (NdR: per un pubblico adulto, prevalentemente femminile).

Abbiamo anche una linea concentrata sui fumetti vintage come Golgo 13, Cyborg 009, Attack No. 1 (NdR: in Italia noto per la versione anime Mimì e la nazionale di pallavolo), e una linea legata al mondo videoludico (Zelda, Asura’s Wrath, Devil may cry…). La distinzione dei vari titoli può avvenire in base al formato – di solito pubblichiamo gli shonen con dimensioni più contenute rispetto agli altri – o alla confezione; in particolar modo curiamo molto i seinen.

LC | Quali cambiamenti ha apportato la recente fusione con GP PUBLISHING e quali le motivazioni alla base di una tale scelta? Oltre a ciò, come procederà lo sviluppo delle serie che, rispettivamente, J-POP e GP avevano in corso: vi saranno interruzioni o drastici cambiamenti?

JCP | Stesso distributore, affinità di lunga data. GP PUBLISHING ora è diventata GP MANGA ed è una label a tutti gli effetti di EDIZIONI BD. Potremmo definirla una sorella di J-POP con finalità un po’ più commerciali e mainstream. Titoli come Rosario + Vampire o Medaka Box, molto popolari, sono nati e rimarranno sotto il marchio GP MANGA. Non è prevista nessuna interruzione, ma solo una concentrazione delle uscite attraverso una strategia ponderata che ci permetterà di stare al passo con il mercato senza assaltare gli scaffali delle librerie o delle edicole. Abbiamo moltissimi titoli a catalogo ma con l’acquisizione di GP-PUBLISHING questi sono aumentati di molto, quindi ci vuole strategia e cura editoriale per finalizzare al meglio i nostri progetti futuri.

LC | Principalmente, le vostre pubblicazioni riguardano serie manga, manwha e romanzi di produzione orientale, opere ormai piuttosto note ai lettori italiani e che vengono proposte anche da altri gruppi editoriali. Ebbene, qual è il ruolo che J-POP ha saputo ritagliarsi nel panorama italiano e in cosa si contraddistingue rispetto ad altri marchi quali, ad esempio, Panini Comics e Star Comics?

JCP | Abbiamo sempre cercato di dare il massimo sia in termini di qualità sia di eterogeneità del nostro catalogo. Ci siamo occupati di molti titoli e di molti manga, spaziando su diversi generi e proposte e collaborando con molteplici case editrici. Siamo stati i primi a portare light novel vere e proprie in italiano, così come siamo stati pionieri dei manga in digitale proponendo app per iPhone, iPad e tablet, nonché organizzatori di promozioni ed eventi conosciuti – siamo stati anche tra i primi a portare ospiti mangaka alla fiera di Lucca! – non ci siamo mai tirati indietro al confronto con il pubblico.

LC | Nel catalogo di J-POP figurano opere piuttosto recenti come anche serie già proposte da altri editori, vedasi X delle Clamp o Hellsing di Kōta Hirano, oppure opere ‘storiche’, come Orange Road di Izumi Matsumoto, Devilman di Go Nagai o Cyber Blue di Tetsuo Hara. Con quali modalità e con quali tempistiche avviene il processo di selezione e acquisizione dei diritti delle opere da distribuire sul mercato italiano e verso quali siete più orientati?

JCP | Cerchiamo di essere il più possibile aggiornati e al passo con le novità della produzione giapponese, ma ci siamo prefissi anche l’obbiettivo di riproporre classici importanti in edizioni più moderne, per riscoprirli e valorizzarne gli autori, come nel caso, appunto, di Orange Road (NdR: la cui versione anime, in Italia, è stata ribattezzata in È quasi magia Johnny) oppure di Devilman e della Nagai Collection. Le tempistiche sono quasi sempre dettate dai partner giapponesi, dopo aver prodotto un’offerta; al di là di questo, alcuni progetti vengono poi realizzati con facilità, altri meno, dipende dai casi.

LC | Oltre a manga e manwha, J-POP ha mai preso in considerazione la pubblicazione di opere di fumettisti italiani? Se sì, quali sono le anticipazioni che potete fornirci? In caso contrario, vi sono motivazioni particolari che hanno condizionato la vostra scelta?

JCP | EDIZIONI BD si è occupata di disegnatori italiani e di esordienti, sin dall’inizio. Se intendi autori italiani che disegnano in stile manga, molto raramente abbiamo preso in esame i loro lavori per una questione sostanzialmente di mercato. Si vede che il manga è ancora troppo legato al suo Paese d’origine!

LC | Quale lo scenario di vendite in Italia: spesso si dice che nel nostro Paese si legge poco, ma il riferimento è sempre ai libri. Nel caso dei fumetti, invece, come stanno effettivamente le cose e quali sono i generi più ricercati dai lettori? Più in generale, come vengono accolti manga e manwha dalle nuove generazioni?

JCP | Viviamo un periodo piuttosto teso in cui le uscite sono tantissime ma la risposta è altalenante o comunque non raggiunge i valori di qualche anno fa. Le vendite sono calate, questo è certo. Ci sono poi molti più editori nel campo dei manga rispetto a un tempo, e questo ha generato una proposta di titoli piuttosto corposa. Al contempo il lettore non si accontenta più dello shonen di punta, in quanto, con internet a livelli sempre più universali, si è fatto più esperto, consapevole e selettivo. Il che, per certi versi, è anche un bene, ma condiziona dinamiche e scelte aziendali.

LC | Qual è invece il riscontro del pubblico nei confronti dei romanzi da voi proposti?

JCP | Piuttosto buono. Sono opere legate a manga di successo, quindi possiamo dire che la formula funziona. Continueremo sulla nostra strada a dare ossigeno al progetto light novel.

LC | La produzione orientale offre innumerevoli tipologie di opere, differenti per contenuti e pubblico di riferimento: su quali generi mai e poi mai vi concentrerete e su quali, invece, nutrite forti aspettative?

JCP | Mai dire mai. Non escludiamo nulla e non puntiamo tutto su un titolo o un genere solo. Siamo eclettici, come si può notare dalla varietà del nostro catalogo, e ci piace fare… quello che ci piace! Nel vero senso della parola! Davvero, siamo aperti a tutto purché rientri in un piano editoriale strutturato.

LC | Alcune opere fumettistiche contengono scene estremamente violente o situazioni piccanti, vedasi Golden Boy, Wolf Guy, Ikki Tosen oppure Manyuu Hikencho. In che modo vi rapportate con queste serie e quale il vostro rapporto con la censura?

JCP | Cerchiamo di non pensare mai al concetto di censura. Non ci piace quella parola, siamo più propensi alla libertà di espressione! Se un manga è bello e la violenza o il sesso sono un aspetto di tale capacità artistica, per noi è un manga che val la pena di pubblicare. Sesso e violenza fanno parte della vita, del mondo che ci circonda, quindi perché evitarle? Il manga è cultura popolare, slice of life, e spesso attraverso questi aspetti si esprime come opera d’arte. Siccome ci rapportiamo a un pubblico spesso giovane e con un canale come quello dell’edicola, ovviamente cerchiamo di tenere conto di certi aspetti di common sense sociale, ma abbiamo fiducia nei nostri lettori, i quali sanno cosa vogliono leggere.

LC | Oggigiorno sempre più persone posseggono e-book reader, tablet e device con schermi ampi a sufficienza per visualizzare le pagine dei vostri fumetti. Quanto e in che modo le nuove tecnologie stanno cambiano i trend di vendita e di fruizione delle vostre pubblicazioni? A tal proposito, quali sono le strategie che state attuando per incontrare i favori del pubblico?

JCP | Siamo stati pionieri del manga in digitale quando ancora i Giapponesi erano scettici. In Italia è un processo molto lento, ma l’editoria sta cambiando in quella direzione, e i numeri di vendita di dispositivi elettronici quali smartphone e tablet sono a dir poco impressionanti. Mollare la carta sarà dura e le tecnologie sono ancora in fase di consolidamento, ma il vento porta in quella direzione e noi ci stiamo già facendo trovare pronti con applicazioni focalizzate sulla fruizione delle nostre pubblicazioni.

LC | Quale il vostro rapporto con il pubblico e il feedback che riscontrate dai vostri lettori?

JCP | Molto positivo: siamo molto aperti e disponibili e la nostra pagina Facebook ha sempre un canale di domande/risposte piuttosto attivo, così come Twitter. Inoltre, siamo anche disponibili a incontrare il pubblico e i ragazzi che hanno voglia di fare due chiacchiere con noi. Siamo stati di recente a Pavia, per esempio, in una nota fumetteria a incontrare direttamente i nostri lettori: il pubblico ci vuole bene e, giustamente, ci bacchetta quando qualcosa non incontra le sue aspettative.

LC | Tra quelle da voi proposte, c’è qualche opera a cui tenete particolarmente e che vi ha regalato forti soddisfazioni? O, al contrario, ve n’è qualcuna per la quale vi sareste attesi un risultato diametralmente opposto a quello effettivamente ottenuto?

JCP | Sinceramente, siamo contenti di essere stati i primi a portare B.ichi in Italia con il suo sunken rock. Manga bellissimo che regala grandi emozioni ad ogni volumetto. Akumetsu (del duo Tabata/Yogo) è stato il titolo che finora personalmente ho amato di più, ma che è rimasto un po’ di nicchia. Su Binbogami, invece, nutrivamo grandi speranze visto che tutti, in redazione, eravamo esaltati e divertiti dalla storia, ma in termini di vendite non è andato benissimo. Questo comunque fa parte del gioco, della selettività e dei gusti del pubblico non sempre prevedibili a cui accennavo prima.

LC | Sul territorio italiano e all’estero vengono organizzati fiere, convegni e manifestazioni legate al mondo del fumetto. A quali prendete parte e guardate con maggior interesse?

JCP | Generalmente, a tutte le principali. Sicuramente a quelle che riguardano il licensing perché in questo modo abbiamo la possibilità di incontrarci con i partner giapponesi, vedi il JAPAN EXPO di Parigi o la Fiera del Libro di Francoforte. Sul territorio Italiano, gli appuntamenti a cui partecipiamo sono quelli più importanti, quali Lucca Comics & Games, Etna Comics, Comicon di Napoli e Romics.

LC | Oltre a queste, vi sono stati o vi saranno eventi promozionali che J-POP ha organizzato per pubblicizzare le proprie pubblicazioni?

JCP | Sì, ve ne sono stati e ce ne saranno sempre di più. Ricordo anzi che esiste la possibilità di contattare J-POP ON TOUR per organizzare un pomeriggio o un evento con la redazione e per parlare dei manga che più ci piacciono. Noi stessi abbiamo in mente alcune iniziative promozionali autunnali per lanciare le serie più attese, come la seconda stagione di Rosario + Vampire.

LC | Quali le formule promozionali e i canali pubblicitari su cui investite maggiormente e quale il rapporto di J-POP con il web?

JCP | Abbiamo appena rinnovato i siti sia di GP MANGA che di J-POP, e allo stato attuale stiamo completando i lavori su quello di BD EDIZIONI. Abbiamo un ottimo rapporto, come già detto prima, visti anche gli scambi con i lettori e il pubblico. Investiamo molto sul web, ma anche sul canale diretto avendo un prestigioso ufficio commerciale guidato da due supergirl (Enrica e Georgia) che confabulano tutto il giorno con librai e fumetterie del Paese.

LC | Quali sono le principali novità che avete in serbo per il futuro e che ci tenete a segnalare ai nostri lettori?

JCP | Abbiamo tanto da proporre e tante novità, un ospite prestigioso per LUCCA 2013 e un piano già piuttosto avanzato per il 2014. E, soprattutto, un’importante novità ultra contemporanea e una bellissima saga che arricchirà la collana vintage… Non vi resta che seguirci attraverso i social network per tenervi aggiornati!

LC | Per concludere credo sia più che doveroso segnalare dove si possono trovare e acquistare i vostri prodotti e se vi sono particolari promozioni oppure offerte che desiderate porre in evidenza e pubblicizzare presso i nostri lettori.

JCP | Abbiamo da poco lanciato Mushibugyo a 1,90 €, un bellissimo shonen su samurai cacciatori di insetti giganti. Poi con l’autunno ci saranno altre novità, variant, edizioni speciali e tanta promozione. Ci trovate in tutte le fumetterie, nelle librerie di varia, in edicola con alcune testate GP MANGA e sui nostri siti: www.j-pop.it e www.gpmanga.it oltre che www.edizionibd.it. Leggete sempre il nostro catalogo, Direct, per avere tutte le informazioni utili e per entrare in contatto con noi!

LC | A nome della redazione, ti ringrazio per la disponibilità e l’intervista concessaci.

JCP | Grazie ragazzi della splendida intervista e… sempre sulla cresta dell’onda!