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L’Ultima Profezia

Ancyria è un mondo intriso d’avventura, antichi castelli e magie potenti. Forze oscure lottano tra loro riproponendo l’eterno contrasto tra Bene e Male; eppure, nel momento in cui le Tenebre sembrano conquistare la loro vittoria definitiva, un piccolo germoglio di speranza riesce a sopravvivere… Elaine, l’erede di Lotar, ultimo re di Vejiis, e dell’arcimaga Amelia, scampa segretamente allo sterminio della sua famiglia, perpetrato dal malvagio mago Nime: la notte stessa della sua nascita, nel furore della battaglia, viene salvata fortunosamente dal mago Galad che, con l’aiuto del piccolo Nikolas, la nasconde in un convento di orfanelli.

Dopo vent’anni passati in quel sicuro rifugio, cominciano a manifestarsi nella giovane doti non comuni, attraverso incubi ricorrenti e oscure visioni che inevitabilmente la costringeranno ad affrontare il destino e le responsabilità legate al suo potere magico.

Incontrerà validi compagni e nemici temibili, contro i quali dovrà sfoderare tutte le sue forze, umane e arcane.

Il fascino evocativo di un’ambientazione medieval-fantasy è indubbiamente una delle caratteristiche più amate dai lettori di genere, e il romanzo di CHIARA GUIDARINI, sebbene in forma non originalissima e a volte ingenua, tiene fede a questa aspettativa: atmosfere fiabesche e insieme cupe, nomi e oggetti simbolici che richiamano l’idea comune di un Medioevo alternativo, fanno da sfondo alle vicende di una protagonista femminile che, non senza difficoltà, prende coscienza di sé e del proprio ruolo.

L’Ultima profezia non prevede intrecci complessi o schiere di protagonisti e comprimari in azione su vasti scenari; al contrario, i personaggi sono ridotti al minimo, ma in ognuno di essi l’autrice concentra un archetipo ben preciso: il mago buono e il mago cattivo, la fanciulla che diventerà un’eroina, gli alleati fedeli che la sosterranno a qualunque prezzo contro il Nemico malvagio divenuto consapevole della sua esistenza. Ancora una volta, dominatori tenebrosi e paladini della luce quindi, sebbene si noti lo sforzo di non indulgere in classificazioni troppo scontate.

Scrivere una storia dal sapore intimistico, volta a osservare una crescita soprattutto interiore, è altrettanto difficile che narrare un romanzo corale. Lo stile è semplice e accattivante ma, proprio perché la storia si basa essenzialmente su contrasti psicologici capaci di stimolare un’evoluzione nell’animo dei protagonisti, si avverte un’incompletezza di fondo nella loro caratterizzazione, quasi fossero stati saltati dei passaggi importanti. Elaine è l’eroina tipicamente fantasy, ignara di essere la Predestinata ma capace di calarsi tenacemente nel suo ruolo, guidata dalla profezia che la tormenta sin da bambina. Questo cambiamento avviene forse troppo velocemente: la vediamo passare, nello spazio di poche pagine, da fanciulla timida e maldestra, incline al pianto e alla sottomissione, a regina guerriera dotata di notevoli impulsi aggressivi e spregiudicata attitudine al comando. Sebbene sia allo stesso tempo spettatrice, vittima e artefice di violenze, la nuova personalità della protagonista appare troppo rapida nel suo emergere: se in un racconto fantasy tutto o quasi è concesso, dalle trasformazioni impensabili agli improvvisi colpi di scena, deve essere presente comunque una sequenzialità dai ritmi plausibili. In questo racconto l’originalità degli spunti, presente pur nel complesso di un intreccio classico, si perde invece in soluzioni a volte troppo facili, a cui manca la necessaria strutturazione di base.

Ne deriva l’impressione di una certa fretta nel giungere alla conclusione della storia, che rimane comunque molto aperta a un probabile seguito. Un’eroina che diventa tale alla fine della narrazione, scoprendo in se stessa una forza sorprendente e non solo magica, suscita più di una curiosità nel lettore, curiosità che andrebbe soddisfatta già in corso d’opera. Anche la trama, proprio per la sua semplicità e schiettezza, avrebbe bisogno di limare certe spigolosità e ammorbidire alcuni passaggi troppo bruschi, mediante l’aggiunta di qualche riflessione o descrizione in più.