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L’Ultimo Unicorno

“No, no, ascolta, non ascoltarmi, ascolta. Puoi trovare i tuoi simili se sei coraggiosa. Loro scesero lungo tutte quelle vie, tanto tempo fa, e il Toro Rosso corse subito dietro di loro e ne coprì le orme…” [La Leggenda del Toro Rosso]

La guardiana di un antichissimo bosco è una puledra dal serico manto bianco e lunghe zampe sottili con zoccoli caprini. La criniera è una cascata di fili d’argento e sulla sua fronte si slancia un lungo corno di madreperla.

Il suo compito è proteggere la vitalità del bosco e l’esistenza delle creature che lo abitano dalla minaccia dei cacciatori umani. Proprio uno di loro, prima di abbandonare il luogo fatato dopo una caccia infruttuosa, grida un messaggio al vento, consapevole che l’aereo elemento lo consegnerà: la magica sentinella non dovrà mai abbandonare il suo rifugio, poiché gli unicorni che si sono avventurati nel mondo esterno non hanno più fatto ritorno. Lei è l’ultima rimasta.

La puledra è turbata dalle parole del cacciatore e inizia a interrogarsi sulla sorte dei suoi simili. Quando una strana farfalla le narra l’antica leggenda del Toro Rosso, che su ordine del crudele re Haggard avrebbe catturato tutti gli unicorni, decide di abbandonare il bosco e di avventurarsi nel regno degli uomini per scoprire se lei è davvero l’ultima della sua specie.

Il passaggio di una simile creatura può restare inosservato agli occhi dei semplici, ma non a quelli esperti nello scorgere la magia delle cose. Per questo essa verrà catturata da Mamma Fortuna – la strega che colleziona tutti i mostri e le creature magiche delle leggende – e imprigionata nel Circo della Mezzanotte; riuscirà a fuggire grazie all’aiuto del Grande Mago Schmendrick – grande solo di nome – e ai suoi maldestri trucchi di magia.

Lungo la via si unirà a loro anche Molly Grue – un tempo compagna di un famigerato brigante – che attende da sempre l’arrivo di un unicorno e ora è decisa a seguirlo ovunque.

L’eterogeneo terzetto ha di fronte un cammino denso di pericoli alla ricerca degli altri unicorni imprigionati, fra incantesimi e mostri sanguinari; ma vedrà anche nascere una delicata storia d’amore.

 

L’Ultimo Unicorno (The Last Unicorn, 1968), di Peter S. Beagle, è una fiaba moderna dai molti contenuti.

Lo stile dell’autore è ricercato e denso di metafore suggestive, ma mai pesante. Più volte, durante la lettura, si resta rapiti da visioni stimolanti, evocate da descrizioni capaci di coinvolgere tutti i sensi. Il romanzo ispira uno stato di raccoglimento: tutte le percezioni si destano per raccogliere a piene mani i messaggi tra le righe, per assaporare ogni sfumatura del narrato, che al lettore distratto potrebbe sembrare il solito, epico scontro tra Bene e Male, o una rivisitazione barocca del tema tutto fantasy della “Cerca”. Nulla di più sbagliato: si tratta invece di un’allegoria della vita, della ricerca d’identità, e del difficile cammino verso la consapevolezza.

Il risultato è un romanzo raffinato, una parabola profonda, imperdibile per chi è sensibile al sapore della parola oltre che a quello del messaggio.

L’Ultimo Unicorno viene pubblicato in Italia grazie alle Edizioni Kappa, nel 2008. Questa è la prima edizione a contenere il racconto inedito Due Cuori, vincitore dei premi Hugo, Nebula e Inkpot.

Dal romanzo è stato tratto nel 1982 un pregevole film d’animazione di Hayao Miyazaki.