La Compagnia del Tempo (In the Garden of Iden, di Kage Baker)
  • L’uomo Stocastico

    L’uomo Stocastico (The Stochastic Man | 1975) di Robert Silverberg Anteprima testo 1 Siamo venuti al mondo accidentalmente in…

    L’uomo Stocastico
  • La Città Labirinto

    La Città Labirinto (The Man in the Maze | 1969) di Robert Silverberg Anteprima testo Da nove anni Muller…

    La Città Labirinto
  • Gilgamesh

    Gilgamesh (Gilgamesh the King | 1984 | aka Gilgamesh) di Robert Silverberg ROBERT SILVERBERG E LA HYSTORICAL FANTASY Silverberg…

    Gilgamesh

La Compagnia del Tempo

,

Anteprima testo

Io sono un’esperta di botanica. Scriverò la storia della mia vita per tenermi in allenamento, per ricreare l’illusione di una conversazione in questo posto dove mi trovo adesso, completamente sola. Sarà una storia lunga, perché lunga è stata la strada che mi ha portato qui, una strada che ha attraversato la luce accecante della Spagna e il verde della verde Inghilterra, e molti, molti secoli del tempo. Ma la si comprenderà meglio se comincerò con il raccontarvi quello che ho imparato a scuola.

Una volta, esistevano delle confraternite di mercanti e scienziati il cui scopo era arricchirsi e migliorare l’umanità intera. Inventarono quindi il Viaggio nel tempo e l’Immortalità. Per l’esattezza, mi è stato insegnato che prima inventarono il Viaggio nel tempo e poi svilupparono l’Immortalità, in modo da poter spedire la gente indietro negli anni senza troppi rischi. Ma in realtà, fu l’esatto contrario. Prima fu perfezionata l’Immortalità e poi, per testarla, inventarono il Viaggio nel tempo.

Funzionava così: si inviava una squadra di dottori nel passato, per esempio nel 1486, si selezionava qualche fortunato indigeno dell’epoca, e lo si rendeva immortale. Poi si ritornava all’epoca di partenza e si controllava se la cavia era ancora in giro. Era sopravvissuta a quell’intervallo di novecento anni? Sì? Meraviglioso. C’erano stati eventuali spiacevoli effetti collaterali? Sì? Oops. Di nuovo a far calcoli, e poi di nuovo nel 1486 per sperimentare il procedimento, aggiornato e migliorato, su un altro indigeno. Poi tornavano di nuovo a casa, per vedere come fosse riuscito questo secondo esperimento. Ancora imperfetto? Si provava di nuovo. Dopo tutto, stavano solo sprecando qualche giorno della loro vita. Gli immortali difettosi non potevano fare causa, e c’era una certa soddisfazione nello scoprire perché tutti quegli olandesi volassero, e tutti quegli ebrei errassero per il mondo.

Ma gli esperimenti rimasero sempre sporadici. L’Immortalità non è per le masse. Oh, funziona. Dio, se funziona. Ma può avere diversi effetti collaterali sgradevoli, l’instabilità mentale è uno di questi, e vi sono altre restrizioni che fanno sì che non possa essere venduto al pubblico. Per esempio, funziona bene solo sui bambini ancora piccoli, dotati di menti e corpi flessibili. Non funziona sui miliardari di mezza età, il che è un peccato, perché sono i soli consumatori che potrebbero permettersi di pagare il procedimento.

Così questa confraternita (chiamavano se stessi la Dr. Zeus Incorporated) venne fuori con una versione limitata della procedura, e la mise sul mercato come medicina geriatrica di qualità superiore. Come tale, si è rivelata una fonte di profitti favolosi, e tutti tessono le lodi della Dr. Zeus. Tutti tranne, naturalmente, quegli immortali difettosi.

Per quel che riguarda i Viaggi nel tempo, in qualche modo, la Dr. Zeus inventò un campo temporale trascendente. Anch’esso ha delle limitazioni. Per esempio, è possibile viaggiare nel tempo solo verso il passato. Finiti i propri affari nel passato, si può tornare all’epoca di partenza, ma non si può balzare nel futuro. E quindi, è del tutto inutile qualora si voglia sapere chi vincerà la quinta corsa a Santa Anita, il primo aprile 2395.

Eppure, la Dr. Zeus, dopo aver un po’ giocherellato con la sua nuova scoperta, si accorse di un fatto rassicurante: la storia non poteva essere cambiata. Non si può tornare nel passato e salvare Lincoln, e neppure si può cancellare il proprio presente uccidendo per errore uno dei propri antenati. Per ripetermi, la storia non può essere cambiata.

A ogni modo – e ascoltate con attenzione, questa è la parte importante – questa legge si applica solo alla storia documentata.

Comprendete le implicazioni? Non potete imbrogliare il futuro, ma potete imbrogliare il passato.

Ve lo spiegherò meglio. Se qualsiasi documento storico afferma che Tizio ha vinto un milione di dollari alla lotteria un certo giorno nel passato, non è possibile tornare indietro nel tempo e vincere la lotteria al suo posto. Ma potete fare in modo che Tizio sia uno dei vostri agenti, che acquisti il biglietto vincente, e che investa a vostro nome il ricavato, e nel modo migliore. Dal vostro vantaggioso punto di vista nel futuro potrete dirgli quali investimenti sono solidi e quali istituzioni finanziarie sono affidabili. Risultato: i migliori dividendi a lungo termine per il vostro futuro.

E immaginate di ordinare a Tizio di comprare delle proprietà con la vincita della lotteria, e di trasferirne i titoli a una società misteriosa. Immaginate di avere un esercito di Tizi, e tutti fanno le stesse cose. Se cominciate abbastanza presto, e continuate abbastanza a lungo, ben presto potrete possedere il mondo intero.

Così fece la Dr. Zeus.

Nel corso di una notte, scoprirono dividendi che non avevano mai saputo di avere, amministrati da società antichissime, con l’antichissimo ordine di consegnare gli interessi accumulati, un certo giorno del 2335, a un “discendente” del primo investitore. E i soldi erano nulla paragonati agli immobili. Senza mai travalicare i limiti della storia documentata, quelli della Dr. Zeus avevano l’abilità di sistemare le cose in anticipo in modo che ogni evento, al suo accadere, avvantaggiasse la Compagnia.

Più o meno a questo punto, gli scienziati membri della confraternita lamentarono che la Dr. Zeus sembrava essere diventata il dominatore del mondo. Ma non vi era qualcosa nella Costituzione della Missione che parlava di migliorare il benessere dell’intera umanità? I mercanti membri della confraternita sorrisero gentili, e sottolinearono che la storia, dopo tutto, non poteva essere cambiata, e così vi era un limite a quanto l’intera umanità potesse migliorare senza incappare in quella legge immutabile.

Ma ricordate, gentile lettori, che questa legge si applica solo alla storia documentata. Essa fu testata sulla biblioteca di Alessandria, bruciata con tutti i suoi libri da invasori truculenti. Tecnicamente, la biblioteca non poteva essere salvata, perché la storia ne riportava con enfasi la distruzione. A ogni modo, la Dr. Zeus vi inviò un paio di impiegati, con uno scanner a batteria camuffato da tavoletta per scrivere.

Lavorando di notte per anni, trasferirono ogni volume contenuto in quel luogo su file, prima che i piromani si mettessero al lavoro, e poi tornarono nel 2335.

Anche se la maggior parte dei volumi trattava di arti liberali, tipo poesia e filosofia che nessuno era più in grado di capire, fu affermato un punto, fu risolto un paradosso: quello che era morto, poteva essere fatto rivivere. Quello che era stato perduto, poteva essere ritrovato.

Nel corso dei mesi successivi, sempre nel 2335, capolavori prima sconosciuti di grandi maestri cominciarono a sbucare in strani posti. Sepolti in bauli di piombo in cantine svizzere, nascosti tra le volte della Biblioteca Vaticana, celati sotto scene di caccia di famosi pittori commerciali dell’epoca Vittoriana; opere di Leonardo, Rodin e Van Gogh spuntavano da tutte le parti, non documentate, non catalogate, eppure del tutto autentiche.

Prendiamo il caso de I mangiatori di cavolo, la sconosciuta e prima versione de I mangiatori di patate di Van Gogh. La Compagnia non poteva drogare Van Gogh nel suo studio, prendere il quadro appena finito e scapparsene a casa con la tela sotto il braccio: nulla può essere trasportato fuori dalla sua epoca. Quello che fecero, fu drogare il povero Vincent, prendere I mangiatori di cavolo, sigillarlo in uno strato protettivo di un composto chimico di grande complessità, ridipingerlo di nero, e donarlo a un falegname del Wyoming (antichi USA), che lo adoperò per farne lo schienale di una sedia la quale, più tardi, finì in un museo dell’artigianato, e più tardi ancora in un altro museo, finché uno zelante restauratore non la sottopose ai raggi X e rimediò il più violento shock della sua vita. Inutile dire che, a quel tempo, la sedia faceva parte di una collezione di proprietà della Dr. Zeus.

In effetti, vi erano armadi e credenze di tutti i tipi abbandonati in case chiuse per anni e anni. Edifici che sopravvivevano a bombardamenti, incendi e inondazioni, così che nessuno potesse scoprire cosa fosse nascosto dietro le loro pareti o le travi del pavimento. Vi sarebbe difficile credere quante cose si possano occultare in una tomba, per esempio. Procuratevi un database per ricordarvi tutti quei nascondigli sicuri, e anche voi potrete entrare nell’affare delle Incredibili Scoperte.

E perché fermarsi qui? L’arte non è niente male e può farvi guadagnare bene, ma quello che il pubblico pagante vuole davvero sono i dinosauri.

Non in senso letterale, naturalmente. Tutti sanno cosa succede quando si cerca di farne rivivere uno. Ma il dramma dell’estinzione è stato il vero grande affare del XXIV secolo. Per vendere una merce qualsiasi, bastava appiccicarci su l’immagine di una bestia estinta. Una tigre, per esempio. O un gorilla. O una balena. All’epoca, piangere sul latte versato era di rigore. Quale modo migliore per raccogliere contanti sulla nostalgia ecologica, che far rivivere specie considerate estinte?

Nel maggio del 2336, la gente aprì i quotidiani e scoprì che una piccola colonia di piccioni viaggiatori era stata scoperta, indovinate un po’, in Islanda. A Natale dello stesso anno, quattro balenottere azzurre furono avvistate al largo delle coste cilene. Nel marzo del 2337, un esemplare di abete di Santa Lucia, una conifera primitiva, ritenuta estinta da almeno due secoli, fu scoperto in un angolo della repubblica della California. Tutti applaudirono educatamente (nessuna pianta riesce a scatenare tanto entusiasmo quanto gli animali), ma i giornali non riportarono che questa conifera era l’unico ospite conosciuto di una specie particolare di licheni, dotati di certe preziosissime proprietà mediche…

Miracoli? Nient’affatto. La Dr. Zeus aveva raccolto delle coppie fertili di piccioni nel 1500, in quella zona che poi sarebbe diventata New York. Furono protette e allevate in una delle stazioni canadesi della Compagnia per più di mezzo millennio, e poi rimesse di nuovo in libertà. In modo simile si procedette per le balene e le conifere.

A ogni modo, proprio quando l’opinione pubblica era eccitata per queste scoperte meravigliose, la Dr. Zeus lasciò che la verità trapelasse. Non tutta la verità, naturalmente, e non da tutti: gli affari non funzionavano così nel XXIV secolo. Ma le voci e le ipotesi più selvagge funzionarono come la più sfacciata campagna pubblicitaria, e la Compagnia non dovette pagare un solo centesimo. Si fece circolare la voce che, se si conoscevano le persone giuste e se ne poteva pagare il prezzo, era possibile richiedere qualsiasi tesoro dal passato, far levare i morti dalle loro tombe lacrimose.

Gli ordini cominciarono ad arrivare.

Collezionisti maniaci di arte e letteratura. Filantropi malinconici per la scomparsa di questa o quella specie. Compagnie farmaceutiche alla disperata ricerca di nuove materie prime. Gente ancora più strana, con necessità ancora più strane e molti contanti.

C’erano solo due o tre punti dolenti.

Chi gestiva al momento la Dr. Zeus? Persino i fondatori non ne erano più sicuri. Persino la cerchia più ristretta e segreta dei membri non avrebbe saputo rispondere con…

La Compagnia del Tempo - Copertina

Tit. originale: In the Garden of Iden

Anno: 1997

Autore: Kage Baker

Ciclo: La Compagnia del Tempo (The Company Universe) #1

Edizione: Mondadori (anno 2002), collana “Urania” #1432

Traduttore: Cecilia Scerbanenco

Pagine: 316

Dalla copertina | Nel Ventiquattresimo secolo la Dr. Zeus, Inc. (altrimenti nota come la Compagnia) offre l’immortalità fisica e la possibilità di viaggiare nel tempo. Che il suo vero scopo sia arricchirsi a spese del passato conta poco; i suoi agenti continuano a scandagliare i secoli per recuperare antichi tesori d’arte e materiale genetico indispensabile alle ricerche della Zeus. Mendoza, una specialista in botanica che la Compagnia ha prelevato dalla Spagna del 1500, deve compiere una delicata missione: raccogliere alcuni esemplari di rare specie ormai estinte. Ma sul suo cammino Mendoza incontrerà l’Inquisizione e un cyborg destinato ad aiutarla…