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La Spada a Tre Lame

Titus Cromwell (RICHARD LYNCH) è un Re malvagio che da molti anni brama di conquistare il fiorente regno di Re Richard, e pur di raggiungere il suo scopo non esita a risvegliare il potente ed oscuro mago Xusia (RICHARD MOLL). Sconfitto sul campo di battaglia, il buon Richard viene trucidato davanti agli occhi del figlio Talon che tuttavia riesce a fuggire con l’arma del padre, la “Spada a tre lame”.

Undici anni più tardi il piccolo Talon è divenuto un invincibile guerriero (LEE HORSLEY) che, alla testa di un gruppo di valorosi combattenti, offre la sua lama a chi è disposto a pagarne il prezzo. Giunto nella città di Ehdan, capitale del regno di Cromwell, s’imbatte per caso nella bella Alana (KATHLEEN BELLER) la quale, assieme al fratello Mikah (SIMON MACCORKINDALE), sta tentando di spodestare dal trono il perfido re.

Celando la sua reale identità, Talon abbraccia la causa dei rivoltosi, ma lui e i due fratelli finiscono imprigionati nella tela intessuta dal perfido Machelli (GEORGE MAHARIS), il consigliere del re. Costui, doppiogiochista, vorrebbe approfittare della situazione per impadronirsi del potere.

Spinti dalla lealtà verso il proprio condottiero, i compagni d’arme di Talon, guidati da Darius (JOE REGALBUTO), si uniscono ai rivoltosi ed assaltano il palazzo reale proprio la notte in cui Cromwell sta per sposare l’indomita Alana.

All’interno del castello si sussegue un’impressionante serie di colpi di scena: Talon si libera dalla croce alla quale era stato inchiodato (strappando i chiodi a mani nude) e dà il via alla rivolta, il matrimonio va a rotoli, ma Alana viene rapita e condotta nei sotterranei dal machiavellico Machelli che si rivela essere Xusia (di cui Cromwell a suo tempo credeva di essersi sbarazzato).

Il perfido stregone, muovendo le pedine sullo scacchiere, è riuscito a creare quella situazione di perfetto caos che potrebbe permettergli di eliminare in un sol colpo Talon e Cromwell, impossessandosi così del regno e di Alana.

Sia Cromwell che Talon raggiungono Xusia nei sotterranei, dove ingaggiano il duello finale dal quale l’eroe uscirà vincitore. Finalmente la pace e la giustizia potranno tornare nel regno.

Il film si conclude con la partenza di Talon, che, ormai calato nel ruolo di paladino della giustizia, cede il trono a Mikah e parte con i suoi uomini per una nuova avventura.

COMMENTO

Uscito nel 1982, questo fantasy a basso budget si presenta allo spettatore con due facce, come una moneta. Se da un lato le scenografie, i costumi e le musiche sono scadenti, a tratti persino grotteschi, la trama è divertente e l’intreccio piuttosto originale. Sulla scacchiera si muovono contemporaneamente molti personaggi: lo stregone Xusia, il ribelle Mikah, l’affascinante Alana, il valoroso Talos ed il malvagio Cromwell. Tutti hanno scopi, obiettivi ed aspettative diverse. Difficile, per lo spettatore, capire come andrà a finire. L’incertezza è favorita dall’abbondanza di “colpi di scena”. Escludendo il prologo, nei restanti 70 minuti Talos sfugge a Cromwell, s’invaghisce di Alana, libera Mikah dalle prigioni, viene a sua volta imprigionato e finalmente sconfigge il nemico vendicando il padre. Contemporaneamente Mikah organizza la rivolta, viene liberato, cade nuovamente in trappola e diventa Re. Determinante, in questo continuo scambio di ruoli, il doppio gioco del mago Xusia, che dopo essere scampato al tradimento di Cromwell torna sulla scena sotto le mentite spoglie del consigliere Machelli, tramando per ottenere vendetta e potere.

Il film è dunque sostenuto da un ordito piuttosto ben fatto, vero (ed unico) punto di forza. Particolarmente originale la scelta del finale: sconfitto il nemico e vendicato il padre, Talon rinuncia al trono cedendolo a Mikah, di certo meno prestante ma altrettanto coraggioso e ricco di qualità morali. Il protagonista sceglie di continuare a percorrere la strada dell’eroe.

Eppure, nonostante la storia risulti piacevole, il film non decolla. L’utilizzo a sproposito di costumi provenienti da atmosfere troppo diverse fra loro e la pessima realizzazione di alcune scenografie impediscono all’epica di emergere con forza. Gli effetti speciali, paragonati con quelli di film girati nello stesso periodo (Krull, Tron, Guerre Stellari, E.T.), appaiono inadeguati e scadenti. Curioso e divertente l’uso dell’immagine del dito che s’illumina (simile a quella adottata da STEVEN SPIELBERG per il suo Extraterrestre) scelta dal regista per sottolineare l’utilizzo di poteri magici da parte del mago Xusia. La debolezza della colonna sonora toglie definitivamente ogni traccia d’aura mitica alla pellicola, facendola spesso scivolare nel grottesco.

Probabilmente è per questi motivi che il regista (e co-sceneggiatore) ALBERT PYUN piega la sceneggiatura al comico tentando di nascondere le scenografie di plastica dietro ad irridenti dialoghi pieni di doppi sensi. Rendendosi conto di non avere i mezzi per poter ottenere un prodotto fortemente epico, cerca di mediare tra la musica, i costumi e le scenografie e la ricchezza dell’intreccio con qualche battuta, intesa a smorzare lo stridente contrasto tra i propositi ed i mezzi investiti dal produttore BRANDON CHASE.

Difficile quindi formulare un giudizio sul film. Se da una parte il regista e gli attori ci offrono un’ora e mezza di decoroso intrattenimento, dall’altra resta l’amaro in bocca per una trama piacevole sviluppata male, per un film che avrebbe potuto essere molto più avvincente se non si fosse dovuto scontrare con i problemi di budget, autentico scoglio per l’intero genere fantasy. Per decidere se affittare il DVD, lo spettatore potrebbe lanciare in aria una moneta, facendo a testa o croce.