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Legio I Italica – Fantasia

Un bambino ama la storia antica, sogna le battaglie tra le legioni romane e i Celti; con l’aiuto della mamma, trasforma i regoli in altrettanti soldatini… e la fantasia decolla, nel cortometraggio Legio I Italica – Fantasia.

Il video nasce con l’intenzione di far conoscere i gruppi di rievocazione storica romana riuniti nel progetto di archeologia sperimentale Legio Italica. Si tratta di un’iniziativa ambiziosa, volta a ricostruire una legione dei primi secoli dell’Impero, equipaggiata in modo fedele secondo quanto si desume dalle fonti storiche, in particolare da scavi compiuti in zone periferiche dell’Impero. Gli aspiranti ‘legionari’ vengono reclutati soprattutto tra i rievocatori, comparse specializzate nella ricostruzione di determinate epoche. Un po’studiosi, un po’ stuntman, un po’ guide ambientali e animatori, sono persone abituate ad allestire accampamenti, capaci di spiegare agli spettatori fatti e curiosità relative al periodo storico che interpretano, spesso abili anche nel maneggiare armi bianche e nell’utilizzare armature.

Niente di meglio, per far conoscere questi innamorati della Storia, che proporre i risultati del loro lavoro in un video che alterna il presente all’antichità.

Le sequenze ambientate nel passato hanno una viratura seppia, quelle in cui il bambino equipaggia i suoi eroi sono colorate.

La recitazione è affidata alla spontaneità del piccolo protagonista, e al duro allenamento dei rievocatori. Per entrare a far parte della Legio Italica è infatti richiesto molto impegno; l’equipaggiamento (fanno eccezione gli indumenti e pochi oggetti personali) è fornito gratuitamente dagli organizzatori, che in cambio esigono puntualità e partecipazione assidua agli addestramenti e alle manifestazioni.

Sembra un divertimento facile, ma in realtà è abbastanza complesso marciare inquadrati, seguendo ordini impartiti in latino, portando addosso svariati chili di metallo, con qualsiasi situazione climatica.

Il video rende omaggio alla fatica di questi appassionati, alla volontà di far rivivere momenti gloriosi del nostro passato, senza concedere alcunché al romanzato sensazionalismo che spesso ci racconta Hollywood.

Lo scontro rievocato nel corto può deludere quanti fossero abituati ai vecchi e coloratissimi peplum, con militari che allentano le formazioni per combattere uno contro uno, senza utilizzare il pilum o macchine da guerra. Inoltre ogni gruppo di rievocazione si trova prima o poi a dover fare i conti con la sicurezza: alcuni compromessi sono necessari, per inscenare battaglie il più possibile verosimili ma garantendo al contempo la sicurezza dei partecipanti.

Prima di scandalizzarsi per la scarsa spettacolarità della lotta, o per la sua brevità o per eventuali inesattezze, va ricordato che gladio e pilum sono armi letali, fatte per trapassare il nemico, con le quali (a differenza di quanto avviene utilizzando spade e mazze) è quasi impossibile trattenere i colpi in modo da non danneggiare l’avversario, anche per atleti esperti.

Il montaggio accorto cerca di minimizzare i necessari adattamenti. Gli arceri scoccano frecce, e vediamo i soldati cadere; i Celti fanno piovere colpi soltanto sui larghi scudi; lo spettacolo è salvo, la fantasia dello spettatore abbraccia quella del bambino sulle note di Vangelis.

Niente armature inverosimili, elmi sgargianti, spade corte fatte passare per gladi, ma loriche brunite, protezioni funzionali, armi storicamente impeccabili: il bambino immagina ciò che ha imparato da documentari seri o dai racconti dei genitori istruiti. Così usa gli stuzzicadenti come pilum, incolla le insegne e disegna il toro, emblema del gruppo Touta Taurini; aggiunge gli scudi colorati con i pennarelli, poi sposta i legionari facendogli compiere le manovre di marcia e di schieramento. E la mamma lo incoraggia: un applauso a genitori simili, che propongono ai loro figli un modo educativo di giocare e li incoraggiano a sfruttare fantasia e creatività!

Legio I Italica – Fantasia, diretto da Luigi Recantese, non è un corto fantasy vero e proprio, ma è la promozione più poetica che si potesse fare a un progetto che merita ammirazione: da grande, farò il legionario!