Lemnisca
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Lemnisca

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Lemnisca è il simbolo matematico dell’infinito, una sorta di otto sdraiato. Un simbolo con un significato simile è l’Urobonos, il serpente che si morde la coda, che rappresenta la continuità e la rigenerazione. Sulla copertina del fumetto realizzato dalla coppia DANIELA ORRÙ e DANIELA SERRI, in arte DANY & DANY, compare una lemnisca composta da due Urobonos che si mordono la coda l’un l’altro, intrecciandosi. Questi due rettili simboleggiano la razza dei vampiri e quella degli umani.

La vicenda narrata, che qua e là si concede qualche citazione non troppo invadente (tipo l’assemblea dei capi dei vampiri che ricorda il film Blade), ruota attorno ad un’organizzazione che studia i vampiri, l’Ordine, di cui fanno parte il giovane Kael e la sua fidanzata Elsa.

Kael sta lavorando su un diario scritto nell’800 in Francia da un bambino, Aidan, apparentemente umano che però parla il lamiaco, un’antichissima lingua in uso tra le creature della notte. Il bambino potrebbe essere un mutante, ossia quello che noi comunemente consideriamo un vampiro. Aidan è infatti attratto dal sangue, ne sente sempre più il bisogno. Finisce per uccidere piccoli animali e teme che il suo desiderio potrebbe spingerlo ad attaccare gli umani. Gli sono spuntati persino i classici canini.

In realtà i veri vampiri, apprendiamo da Kael, sono esseri molto più equilibrati, che non aggrediscono gli umani perché conoscono quali ritorsioni potrebbero subire.

I mutanti, i quali sono alla base delle leggende sui non-morti, sono in realtà il frutto degli esperimenti di Iulia, una vampira ed alchimista che sognava di fondere umani e figli della notte in una nuova razza.

Per fare ciò, a partire dal 1348, mentre infuriava la peste, Iulia ha nutrito degli uomini con carne di vampiro; addirittura presentando questo cibo, capace appunto di trasformare gli uomini in mutanti, come il corpo di Cristo, portatore di guarigione alle vittime dell’epidemia . I mutanti però finirono per essere degli anormali fisicamente e psicologicamente. I vampiri, vedendo in essi una minaccia per loro e per il genere umano, li sterminarono crudelmente.

Aidan costituirebbe un caso particolare, poiché, pur essendo chiaramente un mutante vista la sua vita diurna da umano, sembrerebbe presentare tutte le caratteristiche vampiriche ma senza particolari aberrazioni.

Kael, sempre più incuriosito dalla storia narrata nel diario, in cui appare pure il simbolo della lemnisca ad indicare il nome della madre del bambino, decide di continuare le indagini nonostante l’Ordine – che ha stretto accordi con i vampiri – glielo proibisca.

Recandosi nella chiesa del villaggio dove visse il bambino – il cui parroco, in principio amico di Aidan, si era convinto che questi fosse una creatura del demonio – scoprirà alcune verità sconcertanti,

Non proseguo nella narrazione per non rovinare le sorprese a chi non avesse ancora letto questo albo numero 0, Lemnisca, autoprodotto da Dany & Dany. Anticipo solo che nell’ultima parte le due autrici riescono a capovolgere completamente le premesse della vicenda narrata, con ben calibrati colpi di scena.

Dany & Dany, che dimostrano una grande dimestichezza con la mitologia vampiresca, hanno realizzato un’opera profondamente ispirata ai manga, i fumetti giapponesi ormai amatissimi dai ragazzi, nonché da numerose ragazze. L’assenza di sfondi in diverse vignette, la loro disposizione molto “libera” sulla pagina, i moltissimi retini e lo stesso stile con cui sono disegnati i personaggi – dai grandi occhi e dai tratti facciali molto regolari – denotano l’immensa influenza dello stile nipponico.

D’altronde, sebbene Lemnisca sembri proprio un manga sotto l’aspetto grafico – molto più di certi tentativi di fusione tra scuola giapponese e scuole occidentali tentati ad esempio dalla Sergio Bonelli Editore con serie tipo Legs e le Paladine o Gea – sono altri due gli elementi interessanti. Per prima cosa un profondo substrato religioso, incentrato sul conflitto fra fede e fanatismo. La fede di Aidan, il quale passa ore a osservare il crocifisso in chiesa come facevano pure certi non-morti di ANNE RICE, e il fanatismo dei suoi concittadini che lo ritengono un mostro, ma anche la fede di Kael nella possibilità di ricongiungere gli uomini coi vampiri, e il fanatismo di questi ultimi che vogliono eliminare ogni mutante. Il tutto sembra risolversi in un grande messaggio di fratellanza.

Non mancano neppure accenni all’attuale revival gnostico presente in diversi fenomeni sociali, religiosi, filosofici o, come in questo caso, artistico-culturali. Tra le righe possiamo intuire che i primi mutanti furono anche alla base dell’eresia albigese, riconosciuta da molti storici quale ultima diramazione dello gnosticismo antico. A inizio albo Iulia si presenta infatti ad un frate provenzale trecentesco, spacciandosi per la Madonna e promettendo a lui e a pochi eletti l’immortalità tramite l’assunzione del “corpo di Cristo”, ossia la carne di vampiro. Secondo quanto insegnano gli studiosi più accreditati, proprio in diversi gruppi di gnostici, sia antichi che moderni, si crede possibile per un’élite di iniziati il forgiarsi un “corpo di gloria” immune alle malattie ed immortale.

D’altro canto lo gnosticismo, insieme ad altre correnti esoteriche, ha ispirato infiniti lavori di genere fantascientifico e horror-fantasy. Non è quindi la prima volta che assistiamo ad una rielaborazione in salsa vampiresca di credenze gnostiche.

Altro elemento da notare è qualche sfumatura omosessuale nei personaggi di Kael e Aidan. Ormai l’usanza di mettere sottotesti gay è molto diffusa, in particolare in Giappone. In Occidente, questa passione per le trame e sottotrame gay, spesso definite “slash” in gergo, è apprezzata anche da molti lettori eterosessuali, e forse ancora di più da molte lettrici, per motivi non ancora particolarmente studiati dai sociologi. Lo stesso fenomeno, al di fuori del mondo dei manga dove pullulano fumetti dai toni gotico-vampireschi, è popolare anche tra i lettori dei romanzi prodotti dalla ormai celeberrima Anne Rice. Non mancano neppure un proliferare di fan-fiction (racconti scritti da fan e dedicati ai loro beniamini) dove si rileggono in chiave gay o lesbica un gran numero di personaggi della cultura popolare: dai protagonisti de Il Signore degli Anelli, a quelli di popolari serie TV come Buffy, Angel, Streghe, Hercules e X-Files, dai supereroi americani a Harry Potter; nessuno sembra immune ad una simile rilettura nel vasto universo delle fan-fiction.

Lemnisca è, in ultima analisi, un prodotto interessante sotto vari punti di vista. Da notare che anche la documentazione riguardo a scene e costumi per i flashback ambientati nell’800 e nel Medioevo è accurata, e c’è un’interessante integrazione della fotografia, tramite la tecnica del collage che ricorda certi esperimenti sia del maestro argentino ALBERTO BRECCIA, sia del giapponese RYOICHI IKEGAMI, autore del manga giallo-noir Crying Freeman (da cui è stato tratto il film omonimo diretto da CHRISTOPHE GANS).

L’unico dubbio che avrebbe potuto sorgere nel lettore è se, dopo questo numero 0 circolato alle convention o venduto via Internet, le autrici sarebbero riuscite a varare anche un numero 1. Questo è il problema che attanaglia tutto il mondo delle autoproduzioni fumettistiche, ossia di quei comics, come il presente, pubblicati a spese dei loro autori anziché da una casa editrice.

Col nuovo volume Dàimones, appena ultimato, pare invece che Dany & Dany siano intenzionate a fare di Lemnisca un’autentica (e noi ci auguriamo lunga e fortunata) serie.

Per tener d’occhio le produzioni del talentoso duo, rimandiamo il lettore al sito http://www.DanyandDany.com/