Lucedombre
  • L’uomo Stocastico

    L’uomo Stocastico (The Stochastic Man | 1975) di Robert Silverberg Anteprima testo 1 Siamo venuti al mondo accidentalmente in…

    L’uomo Stocastico
  • La Città Labirinto

    La Città Labirinto (The Man in the Maze | 1969) di Robert Silverberg Anteprima testo Da nove anni Muller…

    La Città Labirinto
  • Gilgamesh

    Gilgamesh (Gilgamesh the King | 1984 | aka Gilgamesh) di Robert Silverberg ROBERT SILVERBERG E LA HYSTORICAL FANTASY Silverberg…

    Gilgamesh

Lucedombre

,

Fabio si risveglia in un bosco, senza ricordare chi egli sia o come sia giunto lì. Debole e stordito, viene soccorso da una ragazza vestita di bianco. La giovane lo esorta a seguirla. Gli comunica che devono lasciare il bosco prima del tramonto; e tace ulteriori spiegazioni. Tra visioni surreali, ricordi di un possibile passato e apparizioni di un altro misterioso viandante, l’uomo va incontro al suo destino…

Lucedombre è un cortometraggio realizzato da David Cerquatelli. La trama è semplice e un po’ prevedibile, almeno per gli ultimi cinque minuti: senza troppo sforzo lo spettatore può indovinare l’epilogo. La realizzazione risente del ridotto budget… e degli anni, visto che negli ultimi tempi l’evoluzione dei software per ritocco e montaggio è stata strabiliante, e molti autori ne hanno approfittato. Le immagini sembrano virate nei toni del verde e del seppia; le scene in bianco e nero si alternano a quelle a colori, per scandire la distanza tra le due dimensioni in cui si ‘muove’ il protagonista.

Va detto che il regista non scade nel pacchiano o nel pretenzioso. Piuttosto che esibire improbabili scenografie o costumi inadeguati, ha scelto l’essenzialità. Un bosco attraversato da una strada, una galleria, qualche esterno: le location sono piuttosto anonime. Cerquatelli ha concentrato la sua attenzione su un bel sonoro, su una musica inquietante composta da Roberto Andreani, su effetti speciali inseriti con misura. Il corto è interpretato da pochi attori, che recitano con convinzione. I movimenti di macchina sono abbastanza lineari, nessuno si sbizzarrisce in montaggi rapidi, o virtuosismi tecnici. Toni dimessi, dialoghi scarni, ritmi lenti: per necessità o piuttosto per scelta, rendono le atmosfere ancora più opprimenti. Quanto ci viene mostrato non brilla forse per originalità o estro, ma è realizzato con mano sicura.