Onda d'Abisso
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Onda d’Abisso

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Onda d’Abisso è un’antologia curata da Alessandro Morbidelli, pubblicata da L’Orecchio di Van Gogh, un’associazione culturale con sede a Falconara Marittima. I testi selezionati sono trenta, scritti da altrettanti autori, alcuni noti, altri esordienti o membri di gruppi di scrittura collettiva, come gli aderenti a “Carboneria Letteraria”.

I racconti sono raggruppati in tre sezioni che rappresentano tre tipi di ambientazione: la costa, le superfici, le profondità. I testi, tutti piuttosto brevi e scorrevoli, da leggere d’un fiato, sono assai eterogenei per genere, per stile e atmosfere, sebbene il mare ne costituisca sempre l’indiscusso protagonista.

Il filo conduttore comune è il mistero delle profondità oceaniche, quasi sempre legato al sovrannaturale. In qualche caso gli autori spiegano o tentano di spiegare eventi incomprensibili come frutti dell’evoluzione, di insensati esperimenti scientifici, del Caos che intreccia varie cause secondarie, di incubi, follia, o suggestioni collettive. In Loop, Il grido del mare, Naufragio per autospettatore e Deserto d’acqua i deliri sono tutti terreni, e il mistero più profondo è l’animo umano.

Spesso il lettore è libero interpretare, di trarre da sé le conclusioni. Davanti alla fugace apparizione di una creatura leggendaria, per esempio, potrà assecondare il senso di meraviglia e la voglia di credere dei protagonisti, oppure cercare risposte razionali, magari attribuendo la presenza inquietante all’inganno dei sensi. La sirena di Occhi dall’abisso potrebbe essere frutto dell’immaginazione di una persona stanca, così come la musica che si crede di udire a bordo del batiscafo in Nekton. Oppure, le entità che entrano nella nostra dimensione potrebbero esistere solamente nella fantasia di Snorri e della sua famiglia in Snorri Snorrison.

L’oceano si fa culla di civiltà perdute in molti racconti. In Cinque dita, due occhi è la dimora di creature inumane dall’aspetto terrificante, forse pericolose; diviene complice di vendette in Le Bastarde; è muto testimone dell’apocalisse ne Gli occhi; è inconscio specchio dei nostri desideri in Pesci quadrati; segna il confine tra dimensioni ancora in Snorri Snorrison.

Ci sono anche episodi horror, come Senza colore e senza calore, ma i racconti con scene veramente crude sono pochi, forse perché il mistero funziona soltanto se l’autore decide sottrarre dettagli, motivazioni e conclusioni nette, diversamente dallo splatter che rende bene se si sovrabbonda con particolari ributtanti.

Alcune narrazioni hanno un sapore quasi new age, come La cala. Altre scivolano nel realismo magico, come le Vibrazioni positive che ricordano i miti di Cthulhu e ancora di più Il Giro del Sole di Massimo Bontempelli. Indimenticabili le atmosfere poetiche de Il misterioso diario del giovane Piotr, oppure di A Milano di notte c’è il mare.

Ci sono racconti di fantascienza, malinconica e crepuscolare per l’androide di Giò e il mare, grottesca per la creatura adorata in Dal mare venne il grande dio, e per gli alieni de Le dimensioni dell’abisso.

L’antologia è certamente influenzata da modelli letterari diversi, e a volte molto illustri. Ne La leggenda di Isla Colorada e in Carne e sangue si sentono gli echi delle avventure esotiche di Salgari, di Poe, di Pratt, di Melville. Viene riesumata anche la mitologia classica: le sirene hanno poco a spartire con la melensa Ariel disneyana, e Cariddi incombe sullo Stretto di Messina in Le magnifiche sorti e progressive. In Uccidilo! si omaggia Coleridge e la sua Ballata del vecchio marinaio.

Impossibile gustare L’Isola della Vergine, falso racconto inedito di H.P. Lovecraft, se non si conosce l’Autore e la sua elaborata prosa. In altri casi, proprio come in certi racconti di Dino Buzzati, sono i fatti di attualità recente o lontana a essere interpretati in chiave fantastica: come la scomparsa di Antoine De Saint-Exupéry e Camilo Cienfuegos in Fuori rotta, l’immersione del Trieste in Nekton, lo tsunami che investì la Thailandia ne Il muro, l’affondamento di mezzi militari durante la Seconda Guerra Mondiale in Lettera dall’abisso.

Tanta libertà creativa permette l’amalgama di qualsiasi tipo di narrazione fantastica, oltre ad ampliare, forse, il pubblico dei potenziali lettori. Si può godere questa antologia anche senza conoscere i personaggi e gli eventi ispiratori di alcuni dei racconti, tuttavia una buona parte del piacere della lettura va irrimediabilmente perso. Le pregevoli citazioni, quindi, sono forse anche il limite dell’opera.

Da un lato Onda d’Abisso va incontro ai lettori proponendo loro una grande varietà di stili, ambientazioni e generi; dall’altro offre contenuti che hanno radici “colte”. Anche i racconti apparentemente più immediati rielaborano l’esperienza della letteratura popolare fantastica, nata sulle pagine della rivista americana Weird Tales nel primo Novecento. La rivisitazione è tutt’altro che ingenua, e ammicca a un pubblico smaliziato. Ne risulta una interessante raccolta di racconti di genere, sospesa tra fantasy, horror, fantascienza, gotico, avventura, elegia. Un mare di weird fantasy, stavolta di qualità.