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Onda d’Abisso – Intervista ad Alessandro Morbidelli

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Esce in questi giorni, per i tipi de L’Orecchio di Van Gogh, l’antologia “Onda d’Abisso“, che raccoglie trenta racconti del mistero accomunati da uno sfondo unico: il mare. Alessandro Morbidelli, curatore dell’antologia, ci presenta il volume.

Francesco Troccoli | Ciao Alessandro, ci racconti come è nata l’idea dell’antologia Onda D’Abisso?

Alessandro Morbidelli | Credo che ogni persona nata e cresciuta a poca distanza dal mare si senta, a un certo punto della propria vita, in debito con la natura. Magari per tutte le emozioni, tutti i silenzi, tutti gli episodi vissuti a stretto contatto con un ambiente che è mutevole e magico, che cattura lo sguardo e lo immobilizza su un’altra dimensione. Una fessura per scrutare l’anima del mondo, il suo essere primitivo e perfetto. Onda d’Abisso nasce perché volevo parlare di mare e volevo che fossero in molti a parlarne. Nasce perché mi sentivo in debito e non solo con il mare, ma anche con la letteratura che mi ha accompagnato da bambino. Danilo Arona, che tra l’altro partecipa all’antologia con un racconto bellissimo e inquietante, mi ricordava qualche giorno fa come la narrativa “su mare” sia uno dei miti di fondazione del fantastico italiano. Se poi pensiamo a certe letteratura weird, dagli inizi del novecento, ma anche prima, ci rendiamo conto di come il mare sia una fonte letteraria di una potenza visiva impressionante. L’uomo è attratto tanto dall’inquietudine quanto dall’ignoto. Onda d’Abisso è uno sguardo ulteriore, un affacciarsi dalla scogliera, verso i flutti, alla ricerca della paura e di noi stessi.

FT | Puoi dirci qualcosa anche su  L’Orecchio di Van Gogh (nome alquanto curioso per una casa editrice)?

AM | L’Orecchio di Van Gogh è una piccola realtà editoriale nata nel 1998 nelle Marche. Il perché di questo nome, onestamente, lo ignoro. Dovremmo chiederlo ad Andrea Rossi e a Marco Refe, i due personaggi dell’Orecchio che hanno appoggiato sin da subito questo progetto. La loro collana “I Germogli”, dedicata alla narrativa, è giovane, ma ha già pubblicato ottimi prodotti, ultimo in ordine temporale il nuovo romanzo di Michele Monina.

FT | Alla luce della sua importanza per te personalmente e come filo conduttore dell’opera, come viene trattato il mare nell’antologia?

AM | Il mare, in Onda d’Abisso, è descritto dagli occhi dell’uomo che racconta, sia esso un narratore in prima persona o un narratore esterno. Ed è proprio con l’uomo che si rapporta, nei suoi tre stadi in cui uomo e mare diventano una cosa sola; per questo ho diviso l’antologia in tre sezioni: la prima è dedicata al rapporto uomo-mare quando ancora non esiste il contatto fisico tra i due e si chiama “Sponde”. Qui viene narrato perlopiù il gioco di sguardi, più o meno minacciosi, che i due si scambiano dall’alba dei tempi. Una seconda sezione riguarda le “Superfici” ed è quindi immancabile il riferimento alle epopee marinaresche che tanto hanno caratterizzato un certo tipo di letteratura, ma non solo: il contatto è solo accennato, uno sfiorarsi che nega la compiacenza e al tempo stesso un perdersi nel deserto. La terza categoria, “Abissi”, vede l’immersione totale nel mistero, nell’ignoto di un mondo che è quasi del tutto sconosciuto anche ai giorni nostri. Il rapporto è pieno e maturo, profondo e fisico. Non c’è più la possibilità di tornare indietro. Gli autori che hanno partecipato all’antologia hanno colto questo aspetto del progetto e l’hanno valorizzato ognuno con le proprie suggestioni. Questo è senza dubbio il punto di forza di Onda d’Abisso.

FT | Possiamo affermare che Onda D’Abisso è un’opera di genere?

AM | In Onda d’Abisso c’è il racconto fantastico, quello horror, quello legato a certe ispirazioni derivate da autori quali H.P. Lovecraft e E.A. Poe, ma c’è anche avventura, cronaca romanzata e fantascienza. Forse definirlo new weird, se proprio lo vogliamo definire in un certo modo, è la cosa più giusta da fare.

FT | Com’è avvenuta la selezione degli autori, e quali indicazioni sono state fornite loro?

AM | Ho mandato numerosi inviti ad autori che conoscevo e che grazie al mescolatore di mondi per eccellenza che è Facebook (non per fare pubblicità, tanto è gratuito) ho avuto modo di trovare con una certa facilità. Molti degli autori fanno parte della Carboneria Letteraria, un laboratorio, di cui faccio parte, che già in passato ha proposto prodotti editoriali interessanti e che in questi giorni esce con un’opera i cui racconti prendono spunto da terzine dell’Inferno dantesco (Uomini a Pezzi, Eclissi editore). Altri maestri hanno accettato con piacere di partecipare proprio per la particolarità del progetto, e questo mi ha profondamente riempito di gioia. Con alcuni di loro avevo collaborato alla piccola antologia-culto Bloody Hell edita da Demian, altri li ho contattati grazie ad alcune conoscenze che sono state molto utili in questo. Valerio Evangelisti, poi, mi ha fatto dono di un suo pezzo, che ho fatto elaborare e “riarrangiare” dallo scrittore collettivo Pelagio D’Afro, di chiara ispirazione lovecraftiana: non potevo sperare di meglio. Ne approfitto per ringraziare tutti gli autori che hanno partecipato e anche quelli che non hanno fatto parte del progetto, ma che si sono degnati di rispondermi “picche” con una semplice mail.

FT | Quali saranno i prossimi eventi di presentazione del volume?

AM | Il 29 luglio presenteremo in anteprima Onda d’Abisso a Marzocca di Senigallia (AN). La presentazione doveva far parte di un festival annuale chiamato “Arte d’aMare”, ma gli organizzatori sono rimasti così colpiti dall’antologia che hanno deciso di dedicarle una serata esclusiva, con accompagnamento musicale, reading e proiezione di fotografie dedicate al mare del maestro Marco Priori, che con la sua arte fotografica ha colto in pieno le atmosfere dell’antologia. Vorrei ringraziarlo per aver regalato un suo scatto alla quarta di copertina e per aver apprezzato quello della copertina vera e propria, che è opera mia. Successivamente, il 4 agosto, Onda sarà ospite, insieme alla già citata antologia Uomini a Pezzi, di una serata di presentazione presso la libreria IoBook di Senigallia (AN), con la speranza che le folte schiere di appassionati che percorreranno le strade della città ammaliati dal Summer Jamboree, si lascino trasportare dalle onde e ascoltino il richiamo del sommo poeta. Il 4 settembre, inoltre, Onda sarà presentata in seno al festival Adriatico Mediterraneo, importantissima vetrina culturale che ogni estate attira un considerevole numero di persone.

FT | So che hai appena pubblicato anche un romanzo. Un anno intenso e importante per te…

AM | Un anno molto importante, è vero. Ogni Cosa al Posto Giusto” è uscito a inizio luglio per Robin Edizioni e sta ricevendo molti complimenti dagli appassionati di noir. È una sensazione molto particolare passare davanti alla vetrina di una libreria e vedere il tuo titolo esposto. Mi è successo e per l’emozione quasi non mi sono fermato. Il romanzo è la storia di un vendicatore anomalo, Bruno Pedrini, che muovendosi in una realtà attuale cerca di rendere giustizia a un vecchio prete morente, vittima di un orribile crimine negli anni della sua giovinezza. In questo viene aiutato da personaggi pittoreschi come Berto, un vecchio paralitico che conosce le tre grandi verità della vita, e Silvia, una escort trasformista che non fa altro che mettere il nostro nei guai. Una vicenda frizzante, che però vorrebbe puntare l’attenzione sul tema dell’assistenza ai malati attraverso le facce di chi dedica a questi il proprio tempo: vittime, eroi, carnefici, siamo tutti sulla stessa barca.