Onlyshojo - Intervista a Monica Pachetti - Cosplay
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Onlyshojo – Intervista a Monica Pachetti

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Chi mastica il gergo delle nuvole parlanti del Sol Levante conosce bene il genere shōjo (ragazza), cioè quella categoria di manga/anime realizzati per un pubblico femminile di età compresa tra la tarda infanzia e il termine dell’adolescenza. Tipicamente shōjo è il sottogenere majokko (streghetta), altrimenti detto mahō shōjo (ragazza magica), che aggiunge elementi fantasy e fantascientifici alle classiche situazioni da commedia sentimentale. OnlyShojo è un sito dedicato appunto al variopinto panorama di maghette, streghette ed eroine che popolano le serie giapponesi per ragazze. La creatrice e webmaster, Monica, è grande appassionata di cosplay, non potevamo quindi perdere l’occasione d’intervistarla nel nostro cos-corner.

Nel suo sito, così si presenta: “ho sempre adorato i cartoni, fin da quando ero piccola. Non ricordo, davvero, neppure un momento della mia vita in cui i cartoni non fossero con me nel mio cuore; e di questo sono molto felice, perché penso che mi abbiano aiutato a diventare una persona migliore. Probabilmente senza di loro non avrei avuto la stessa fantasia, immaginazione e forza di volontà. E mi hanno aiutato a rialzarmi in tanti momenti difficili della mia vita”. Conosciamola meglio…

Intervista

DL | Ciao Monica, entriamo subito in argomento: che significato ha per te, a livello personale, l’hobby del cosplay?

È una grande passione, che mi impegna e mi diverte molto. Devo dire che la vita un po’ me l’ha cambiata, e sicuramente in meglio! Adoro condividerla con i miei amici e molto spesso infatti faccio cosplay di coppia.

DL | Come e quando hai cominciato a occuparti di questa attività?

Ho esordito a Lucca Comics 2005, con le mie amiche, dopo anni che ne parlavamo, portando i costumi di Creamy e Yu. Risultato orrendo visto con gli occhi di oggi! Ma gli inizi sono duri per tutti, e da qualche parte uno deve pur cominciare, no? Comunque è stata un’esperienza spassosa; ogni volta che ne parliamo, a distanza di ormai 10 anni, ancora piangiamo dalle risate. Un ricordo bellissimo.

DL | Quanto tempo ti ci vuole per confezionare un personaggio, partendo dall’idea e arrivando al prodotto finito?

Decido il personaggio parecchi mesi prima dell’esibizione, direi almeno 4 mesi. Inizio a cercare gli accessori, le scarpe, le eventuali parrucche e tutto quello che serve. Per gli abiti io non sono bravissima a cucire e ho per fortuna mia mamma e mia zia che mi aiutano molto, ma anche alcuni sarti di fiducia a cui mi rivolgo per costumi eccessivamente complessi. Non ritengo infatti il cosplay una gara di sartoria, e trovo giusto che tutti possano praticarlo e divertirsi, anche se non sono appunto dei sarti – cosa che lo farebbe allora diventare un hobby davvero molto di nicchia.

DL | Una volta creato il personaggio, come ti muovi per presentarlo?

Io presento i miei cosplay soprattutto a Lucca o in altre fiere toscane. E quando li indosso mi comporto e mi muovo come farebbe il personaggio in questione. Sono davvero molto pignola, soprattutto per le foto: voglio che le pose siano il più possibile fedeli all’originale.

DL | Il sogno di ogni cosplayer è partecipare al WCS: vuoi spiegarci di cosa si tratta e come ti stai muovendo per potervi prendere parte?

Il World Cosplay Summit è il ‘mondiale’ del cosplay. È un meeting internazionale che si tiene ogni anno a Nagoya, in Giappone, sponsorizzato dalla Tv Aichi. Cosplayer provenienti da varie nazioni si sfidano per ottenere il titolo di ‘Miglior Cosplayer Mondiale’!

Inutile dire che prendere parte a questa manifestazione è il sogno di tutti i cosplayer. Io ho provato 2 volte a partecipare alle selezioni, ma poi sinceramente mi sono fermata lì. Non è questo che mi spinge a fare cosplay, e ho capito che anzi neppure mi diverte; si finisce per non godersi minimamente la fiera: stare ore e ore ad attendere, e vivere la giornata con un’ansia che personalmente mi rovina il tutto. In Giappone ci sono stata per conto mio nel 2009 e senz’altro mi sono divertita di più. Non amo la competizione nel cosplay, preferisco di gran lunga girare serenamente per le fiere con i miei amici, divertirmi e fare foto.

DL | Quale tipologia di personaggi t’ispira di più?

Scelgo soprattutto personaggi shojo e majokko, quasi esclusivamente di anime anni ’80. Personaggi che porto nel cuore dall’infanzia. Ovviamente cerco anche una minima somiglianza… ma non penso sia determinante. Non ci dimentichiamo che cosplay non vuol dire diventare un sosia ma impegnarsi per rendere il più possibile reale e somigliante un personaggio, magari avendo una cura maniacale per i dettagli.

DL | Qual è stato il costume che ti ha dato più soddisfazioni?

Soprattutto quelli di Creamy Mami: ormai sono alcuni anni che mi sono specializzata in questo personaggio, con ben 17 suoi abiti realizzati. Più uno di Duenote, la sua rivale. Gli abiti che mi hanno dato più soddisfazioni sono la coppia Creamy-Yadir dall’OAV Il Lungo Addio (ndr: Mahō no tenshi Creamy Mami: Long Goodbye, 1985), che a Romics 2006 ci fecero vincere – con la mia amica Nicoletta – il premio per il costume più originale e innovativo.

DL | E il più difficile da realizzare?

È stato senz’altro Belldandy di Oh, Mia Dea! (ndr: Ah! Megami-sama, manga 1988, anime 1993), portato a Romics 2007. Un abito davvero ultra complesso, e un martirio da indossare. Le ali erano pesantissime e per ricoprirle tutte passai mesi a cucire una a una le centinaia di piume bianche arrivate dall’America.

DL | All’interno del tuo sito esiste anche una sezione personale in cui ti presenti in abiti normali: come mai?

Sì, nel sito c’è anche una piccola sezione con abiti normali e una versione natalizia. Niente di particolare, la ritengo una cosa simpatica che quasi tutti i siti cosplay hanno. Purtroppo poi non più avuto il tempo di aggiornarla con altre foto.

DL | Si denota dalle tue interpretazioni una predilezione per il fantastico. Che significato ha per te questa tematica?

Il fantastico e la fantasia in generale fanno da sempre parte di me, e credo non si possa vivere senza. Che mondo sarebbe senza sogni e senza fantasia?

DL | Qual è stato l’anime o manga che più ti è piaciuto?

Il mio cartone preferito è senza dubbio L’Incantevole Creamy (ndr: Mahō no tenshi Creamy Mami, 1983). Manco a dirlo! Tant’è che nel 2013, insieme ad alcuni amici, abbiamo realizzato un evento per il trentennale di questo cartone. E poi Ciao Sabrina (ndr: Idol Densetsu Eriko, 1989), di cui ho già realizzato due cosplay!

A farmi amare particolarmente questi titoli contribuisce la mia passione per il canto (che ho studiato per tre anni, partecipando anche a molti spettacoli e a vari concorsi). Eppoi ne adoro i disegni, e il favoloso character design. Possiedo una miriade di giocattoli e gadget di queste due serie, una collezione che continuo a far crescere giorno dopo giorno.

DL | Esulando invece dal contesto giapponese?

Per i cartoni non giapponesi… direi allora gli americani Jem (ndr: Jem & The Holograms, 1985) e Lady Lovely (ndr: Lady Lovely Locks and the Pixietails, 1987). Ho collezioni sconfinate anche su di loro e le ho interpretate in cosplay – di Jem ben tre, e con uno di essi ho cantato insieme a Cristina D’Avena.

DL | Ultima domanda, poi ti lasciamo al tuo lavoro. Quali progetti hai per il futuro e qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sogni? Soprattutto tornare in Giappone il prima possibile, è il mio sogno più grande. Ma direi viaggiare in generale e vedere più possibile il mondo. Non sono fatta per stare ferma troppo a lungo nello stesso posto.

Dal Kyūshū all’Hokkaidō, noi ti auguriamo allora di girare tutti gli angoli più suggestivi dell’arcipelago nipponico, magari per farne un bel reportage per i nostri lettori! E non dimenticarti di mandarci una cartolina!