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Oros – Il limite, la montagna

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Un escursionista incontra lo Spirito della Montagna: lo intravede, ne avverte la presenza. L’entità fatata gli appare fugacemente in forma di fanciulla. L’uomo ne è ammaliato, vuole rivederla, la va a cercare tra i boschi e lungo i fiumi, nella natura incontaminata delle montagne. Quando finalmente la ritrova, l’escursionista accetta un patto: non dovrà mai chiederle chi ella sia. Purtroppo la natura degli esseri umani male si concilia con i ritmi lenti della natura. L’escursionista vuole possedere i segreti della creatura, e infrange il divieto. La fanciulla scompare nel fiume, e all’uomo non resta che meditare sul suo errore, e cercare di trattenere almeno il ricordo, scolpendo…

Sarebbe piaciuto a Dino Buzzati, giornalista e scrittore appassionato di montagna, il cortometraggio realizzato da Marco Girardi con la collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, e degli alpinisti trentini. Il tema centrale del video, titolato Oros – Il limite, la montagna, è il rapporto conflittuale tra l’uomo e la natura: l’ammirazione per la sconfinata bellezza del creato soccombe troppo spesso alla brama di sfruttarne le risorse. La commozione viene sopraffatta dalla curiosità di quanti vogliono conoscere l’altro per meglio dominarlo. La magia della montagna, incarnata nella ragazza, respinge l’estraneo, e svanisce davanti ai suoi occhi. Soltanto di fronte alla perdita l’uomo riesce a rendersi conto dei suoi errori. È tardi per rimediare: si rifugia allora nell’arte, scolpendo l’immagine della creatura.

Un dubbio può insinuarsi nello spettatore: la piccola statua è un omaggio a quanto è andato perduto, una maniera di consolarsi e chiedere perdono, oppure è un modo di concretizzare un ricordo, e ‘possederlo’, imprigionato in un oggetto materiale?

Il video non dà ovviamente una risposta: è un filmato breve, realizzato con mezzi contenuti e tanta sensibilità. Gli attori in campo sono solo due (Luciana Fedrizzi e Luigino Mongera), espressivi. I dialoghi sono ridotti al minimo, le parole sono state scelte con cura e offerte col giusto tono. Gli effetti speciali si limitano a qualche fotogramma, la magia nasce dalla suggestione degli splendidi panorami, e della colonna sonora creata appositamente dal Maestro di coro e organo Maurizio Postai.

Il cortometraggio ha meritatamente vinto il Premio per il montaggio e la tecnica cinematografica al concorso MontagnAmbiente ed Energia 2010 in occasione del 58º Trento Film Festival della Montagna.