Pirati dei Caraibi - La Maledizione del Forziere Fantasma
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Pirati dei Caraibi – La Maledizione del Forziere Fantasma

Li avevamo lasciati con un lieto finale: Elizabeth e Will pronti a trascorrere il resto della vita insieme, e il brillante pirata Jack Sparrow in fuga inseguito dalla marina britannica. Ma già si poteva intuire tra le righe che l’avventura non sarebbe finita lì…

E così, a distanza di tre anni da La Maledizione della Prima Luna (2003) che apre la trilogia, approda sugli schermi La Maledizione del Forziere Fantasma, seconda puntata della fortunata disneyana storia de “I Pirati dei Caraibi”.

La trama si complica; i protagonisti rimangono i medesimi ma appaiono nuovi e intriganti personaggi, tra cui spiccano Tia Dalma, la sacerdotessa voodoo che ci accoglie nella sua paludosa dimora tra serpenti e riti magici, e Davy Jones, il repellente uomo-polpo, proprietario del forziere menzionato nel titolo.

Ritroviamo inoltre un irriconoscibile James Norrington, il commodoro della marina inglese – nonché spasimante di Elizabeth – ligio al dovere e simpaticamente inquadrato nella parte di nemico buono – che ne La Maledizione della Prima Luna ci aveva accompagnato alla caccia di Jack Sparrow.

Senza dubbio la visione del primo film è d’aiuto allo spettatore nel ricomporre il puzzle delle vicende ma, nonostante alcuni riferimenti alla precedente produzione, questo secondo capitolo può benissimo essere letto come storia a sé stante. Le sventure, naturalmente, si susseguono a ritmo serrato sempre intorno al mondo crudo e spartano dei pirati, con l’atmosfera che odora di bagnato (e forse anche un po’ di sudicio) i velieri maestosi e gli scenari incantevoli da dipinto, scovati in location come le Bahamas, la Dominica, Saint Vincent, la California…

La Maledizione del Forziere Fantasma non annoia insomma; i suoi 150 minuti divertono e appassionano, senza fretta di approdare al finale. Ogni scena è una foto che merita di essere messa a fuoco.

La trama inizia con l’interruzione del matrimonio tra Elizabeth, la figlia del governatore, e Will, il fabbro abile e dolce. Entra infatti in scena un altro nuovo personaggio, Lord Cutler Beckett della Compagnia delle Indie Orientali, il quale notifica ai due innamorati la condanna a morte – loro e del dimessosi commodoro Norrington – per aver aiutato Jack Sparrow a fuggire. A Will viene promessa salvezza per sé e per l’amata solo se riuscirà a recuperare una misteriosa bussola in mano a Sparrow.

Nel frattempo, a bordo della Perla Nera, in missione alla ricerca di una strana chiave, Jack riceve la visita di “Sputafuoco” Bill Turner – il padre di Will –, ex membro della sua ciurma (l’unico rimastogli fedele ai tempi dell’ammutinamento di Barbossa, accennato nel primo film). Il vecchio compagno è ora mutato in una sorta di uomo-crostaceo, e costretto a prestar servizio sul vascello fantasma Olandese Volante, comandato dal pirata maledetto Davy Jones. Il compito di Sputafuoco è ricordare a Jack un debito risalente a tredici anni prima, quando il caleidoscopico capitano aveva venduto la propria anima a Jones in cambio del comando della Perla Nera. Ora è giunto il momento di saldare quel debito, pena l’essere divorato dal leggendario mostro marino Kraken.

L’unico modo per sfuggire alla creatura gigante agli ordini di Jones è restare sulla terraferma; Sparrow fa allora arenare la nave sulla spiaggia dell’isola di Pelegosto, abitata però da cannibali che prendono prigioniero lui e la sua ciurma.

In queste precarie condizioni lo trova Will, anch’egli capitato sull’isola.

Liberatisi non senza colpi di scena, Will può finalmente raccontare a Jack del patto con Beckett. Il pirata acconsente a cedergli la sua contesa bussola in cambio di aiuto nel ritrovamento della famosa chiave.

Chi permette all’avventura di prendere una rotta decisa è Tia Dalma, una sacerdotessa voodoo vecchia conoscenza di Sparrow, la quale spiega in toni fiabeschi che la chiave ambita dal capitano è quella in grado di aprire lo scrigno (il “forziere fantasma”, appunto) dove è custodito il cuore ancora pulsante e sofferente d’amore di Davy Jones, che il pirata maledetto si strappò dal petto dopo essere stato rifiutato dalla sua amata. La chiave è naturalmente nelle mani dello stesso Jones.

L’intenzione di Jack è trovare il forziere e usarlo poi come “ostaggio” per aver salva l’anima. Prima, però, occorre recuperare la chiave…

Intanto Elizabeth, fatta evadere dal padre, parte a sua volta alla ricerca di Will.

Dopo mille peripezie, il finale vede i protagonisti – Jack, Elizabeth e Will, ai quali nel frattempo si è affiancato Norrington – finalmente riuniti, fronteggiare a bordo della Perla Nera il terribile Kraken.

Sarà allora l’apparentemente fragile e indifesa Elizabeth, con un tradimento degno di capitan Sparrow, a salvare i compagni usando come esca proprio il malcapitato Jack…

La Maledizione del Forziere Fantasma, premiato come miglior film agli MTV Movie Awards 2007, riconferma il talento lucido e innovativo del regista statunitense GORE VERBINSKI, già reduce dal successo di The Mexican (2000) e The Ring (2002). Ai personaggi stereotipati divisi in buoni e cattivi, tipici delle storie targate WALT DISNEY PICTURES, si aggiungono finalmente presenze ambigue come Jack Sparrow, il quale, pur con la sua simpatia, non manca di ricalcare la figura del pirata rozzo e avido. Il capitano buca lo schermo per la sua bizzarria unica, rimane ancorato alla memoria dello spettatore per il suo carisma, la camminata, la genialità e l’imprevedibilità. Osannato dalle ragazzine e premiato dalla critica sotto i panni del pirata stranito, si cela il magistrale JOHNNY DEPP, anch’egli premiato agli MTV Movie Awards 2007.

Intorno gli ruotano i due attori dalle facce angeliche che già avevano fatto capolino nel panorama internazionale con vari successi: ORLANDO BLOOM (la trilogia de Il Signore degli Anelli 2001-2003, Troy 2004) e KEIRA KNIGHTLEY (Sognando Beckham 2002, Orgoglio e Pregiudizio 2005). Buona anche la loro interpretazione.

Il resto del cast fa la sua figura, impadronendosi dei rispettivi ruoli e interpretandoli con passione.

Molto studiata la figura di Davy Jones, interpretato da BILL NIGHY, un personaggio ambivalente la cui cattiveria è causata e in un certo modo compensata da una sofferenza d’amore. Nighy ha girato le sue parti indossando appositi sensori per permettere il motion capture, la tecnica con cui si anima un personaggio generato al computer con i movimenti e le espressioni di un vero attore.

I favolosi effetti speciali del film, nemmeno a dirlo, sono stati premiati con l’Oscar.

Intrigante è Tia Dalma, dietro i cui panni si nasconde la bella NAOMIE HARRIS. La sacerdotessa voodoo si rivelerà la chiave di volta nel terzo capitolo, imprimendo un ulteriore pizzico di magia alla saga.

Le musiche del film sono di HANS ZIMMER, compositore della stravenduta colonna sonora de Il Gladiatore (2000) nonché di altri piccoli e grandi capolavori tra cui L’ultimo Samurai (2003) e Il Codice da Vinci (2006). La sonorità riporta alla mente grandi gesta di eroi con repentini cambiamenti di tono armonizzati ai ritmi delle scene; incalzanti le batterie di strumenti durante i duelli e il richiamo al fluttuare del mare.

In conclusione, un film apprezzato sia dal pubblico che dalla critica; un’avventura dai sapori esotici, con un tocco horror che tuttavia non eccede in scene cruente, né splatter, assicurando anzi divertimento per l’intera famiglia, e chiudendosi con l’immancabile appuntamento per il successivo capitolo della saga.