Processo Alieno (Illegal Alien, di Robert J. Sawyer)
  • L’uomo Stocastico

    L’uomo Stocastico (The Stochastic Man | 1975) di Robert Silverberg Anteprima testo 1 Siamo venuti al mondo accidentalmente in…

    L’uomo Stocastico
  • La Città Labirinto

    La Città Labirinto (The Man in the Maze | 1969) di Robert Silverberg Anteprima testo Da nove anni Muller…

    La Città Labirinto
  • Gilgamesh

    Gilgamesh (Gilgamesh the King | 1984 | aka Gilgamesh) di Robert Silverberg ROBERT SILVERBERG E LA HYSTORICAL FANTASY Silverberg…

    Gilgamesh

Processo Alieno

,

Introduzione

Forse sarò costretto a menzionare il processo O.J. Simpson… Molti lettori faranno il collegamento, mentre leggono Processo alieno, quindi è meglio dire la verità.

Sono una di quelle persone fissate con le notizie, e per scrivere questo romanzo avevo persino spostato una televisione nel mio ufficio. Quando lavoravo al mio romanzo precedente, Starplex, il processo Simpson andava avanti tutto il giorno. Essendo canadese, ero consapevole di seguirlo con una prospettiva differente, dall’esterno: in Canada il sistema giudiziario è diverso da quello statunitense, e non abbiamo personaggi che possano ambire allo status di un O.J. Simpson.

Quando il mio editore statunitense decise di acquistare Starplex, aveva anche previsto un seguito. Ma completando il romanzo compresi che ciò non sarebbe stato possibile. Tuttavia quella mia visione della giustizia americana continuava a girarmi per la testa. Ebbi un’idea per il titolo – Illegal Alien – e tutto il resto venne di conseguenza: una storia giudiziaria con un imputato alieno. Chiesi al mio editor se potevo scrivere questa vicenda, invece del seguito di Starplex, e lei accettò con entusiasmo.

Al di là di ogni considerazione sull’innocenza o la colpevolezza di Simpson, non vi è dubbio che la questione razziale abbia avuto un ruolo importante nel processo, e persone di razze diverse hanno interpretato differentemente gli atti e il verdetto. Ma alla fine, a vicenda conclusa, il caso Simpson non ha avuto davvero una grande importanza, su larga scala. Era impossibile riportare in vita le vittime, dopo tutto; la posta in gioco era in realtà il futuro personale di O.J. Ma cosa sarebbe accaduto se un alieno avesse apparentemente ucciso un umano di una certa notorietà? Che tipo di questioni razziali ne sarebbero scaturite? E se il destino dell’intero pianeta fosse dipeso dai risultati del processo? Questi sono i temi affrontati nel romanzo che state per leggere.

In passato ho vinto sia il più importane riconoscimento degli Stati Uniti per la fantascienza, il premio Nebula, che quello canadese per il giallo, il premio Arthur Ellis, così credo di sapere qualcosa di entrambi i generi.

Volevo scrivere un libro che attraesse sia gli amanti del giallo sia quelli di fantascienza. Inoltre sono un grande appassionato di storie giudiziarie: il mio romanzo preferito è Il buio oltre la siepe, di Harper Lee, la pièce che amo di più è Inherit the Wind di Jerome Laurence e Robert E. Lee (che nel 1960 venne trasposto nel film E l’uomo creò Satana per la regia di Stanley Kramer); uno dei miei film preferiti è l’originale Il pianeta delle scimmie,

in cui vi sono, se ci si pensa bene, alcuni grandi momenti in aula.

Ma non sopporto i libri, i drammi o i film che sperperano tre quarti della loro lunghezza solo per impostare il momento del processo. Nel mio romanzo ho davvero cercato di dedicare il fulcro della storia ai fuochi pirotecnici dell’aula del tribunale.

Vi auguro buon divertimento.

Robert J. Sawyer

Anteprima testo

Il tenente di vascello fece capolino con la testa rasata nel quadrato ufficiali della portaerei. «Ci vorranno altre due ore, signori. Dovreste proprio dormire un po’.»

Francis Nobilio, un uomo sulla cinquantina, basso, con i capelli mossi metà castani e metà grigi, stava seduto su una poltrona imbottita con il telaio di metallo. Indossava un completo a due pezzi blu scuro e una camicia azzurrina. La cravatta era sciolta e gli pendeva intorno al collo. «Quali sono le ultime notizie?» disse.

«Come previsto, signore, un sottomarino russo arriverà prima di noi sul posto. E una nave da crociera brasiliana ha cambiato rotta per dare un’occhiata.»

«Una nave da crociera!» disse Frank, alzando le braccia esasperato. Si girò verso Clete, che era adagiato su una poltrona simile con i piedi giganteschi nelle scarpe da tennis sul tavolo di fronte.

Clete alzò le spalle strette e fece un largo sorriso. «Sembra una festa in grande, vero?» disse, con quel famoso accento del Tennessee – Dana Carvey ne faceva un’imitazione devastante.

«Non possiamo fare un cordone intorno alla zona?» disse Frank.

Il tenente di vascello scrollò le spalle. «È in mezzo all’Atlantico, signore – acque internazionali. La nave da crociera ha diritto a essere lì come chiunque altro.»

« Love Boat e Lost in Space si incontrano» borbottò Frank. Alzò lo sguardo verso l’uomo. «Va bene. Grazie.»

Il tenente uscì, con un agile passo oltre il bordo rialzato alla base della porta.

«Devono essere acquatici» disse Frank guardando Clete.

«Forse» disse Clete. «O forse no. Noi non siamo acquatici, eppure di solito scendevamo in mare. Proprio questa nave ha recuperato un modulo Apollo una volta, no?

«Esatto,» rispose Frank «ammaravamo perché era più facile che scendere a terra, e…»

«Pensavo che fosse perché lanciavamo sull’oceano da Canaveral, e quindi…»

«Lo Shuttle va su da Canaveral; noi lo portiamo giù sulla terra. Quando hai la tecnologia, scendi sulla terra – se è lì che vivi; i russi sono scesi sulla terra fin dal primo giorno.»

Clete scuoteva la testa. «Credo che tu stia dimenticando la cosa più ovvia, Frankie. Cosa ha detto quel ragazzo un attimo fa? ‘Acque internazionali’. Penso che siano stati a guardare abbastanza a lungo da capire che approdare in qualsiasi paese significa avere un mucchio di guai. L’unico posto in cui si può arrivare sulla Terra che non sia casa di nessuno è l’oceano.»

«Oh, avanti. Dubito che siano stati capaci di decifrare la nostra radio o la TV, e…»

«Non c’è bisogno di niente del genere» disse Clete. Aveva quarant’anni, era esile, allampanato, con le orecchie a sventola e i capelli rossi – non proprio come Ichabod Crane, ma quasi. «Ci puoi arrivare dai principi fondamentali. La Terra ha sette continenti; questo implica l’evoluzione regionale, e questa a sua volta implica il conflitto territoriale non appena la tecnologia raggiunge un livello che ti permette di viaggiare liberamente tra i continenti.»

Frank sbuffò, ammettendo che era così. Guardò l’orologio; era la terza volta negli ultimi minuti. «Dannazione, vorrei che potessimo arrivarci più velocemente. Questo è…»

«Aspetta un attimo, Frankie» disse Clete. Usò una delle sue lunghe braccia per puntare il telecomando al televisore a colori da 17 pollici che era sulla parete, attivando l’audio. La portaerei stava ricevendo il segnale satellitare della CNN.»

«… E ora altre notizie sulla vicenda» disse il canuto Lou Waters. «Gli osservatori civili e militari di tutto il mondo sono rimasti sbalorditi ieri sera quando quella che inizialmente era sembrata una meteora ha attraversato l’atmosfera terrestre sopra il Brasile.» Il viso di Waters fu sostituito da uno sgranato video amatoriale di qualcosa che sfrecciava in un cielo blu senza nuvole. «Ma l’oggetto è volato dentro la nostra atmosfera passando tutto intorno alla Terra, e ben presto quasi tutti i telescopi e i radar pubblici e privati del pianeta erano su di lui. Anche il governo degli Stati Uniti ha ora ammesso che l’oggetto è, con ogni probabilità, un’astronave – e non una delle nostre. Karen Hunt ha altre notizie. Karen?»

L’immagine cambiò e mostrò una graziosa afroamericana che si trovava all’esterno dell’Osservatorio di Griffith Park. «Lu, per secoli ci siamo chiesti se eravamo soli nell’universo. Bene, ora lo sappiamo. Nonostante gli aerei militari americani e russi abbiano rifiutato di rendere pubbliche le loro riprese video, un 747 delle linee aeree marocchine in rotta per Brasilia è passato proprio sopra la zona circa tre ore fa. L’aereo è atterrato senza problemi e noi abbiamo ottenuto queste immagini esclusive, filmate dal passeggero Juan Rubenstein con la sua videocamera.»

Le immagini erano scadenti, ma mostravano chiaramente un grosso oggetto a forma di scudo o di punta di freccia che galleggiava sull’acqua grigia. L’oggetto sembrava cambiare colore – un momento era rosso, poi arancione, poi giallo. Seguiva a rotazione le tinte dell’arcobaleno, ma con un considerevole intervallo di nero assoluto tra il viola e il rosso.

Seguì l’inquadratura di un austero signore di mezza età con la barba arruffata. Sotto di lui apparve la scritta ‘DOTT. ARNOLD HAMMERMILL, ISTITUTO SCRIPPS’. «È difficile valutare le dimensioni dell’astronave,»

disse Hammermill «dato che non conosciamo l’altitudine esatta dell’aeroplano o l’obiettivo usato per le riprese, ma a giudicare dall’altezza delle onde, e tenendo conto del bollettino del mare di oggi per quella parte dell’Atlantico, direi che la nave è lunga tra i dieci e i quindici metri.»

Un grafico mostrava come la nave fosse circa la metà di uno Space Shuttle. La voce del reporter commentò: «La portaerei statunitense Kitty Hawk in questo momento è in viaggio verso il punto di ammaraggio. Oggi, il consulente scientifico del presidente, Francis Nobilio» (posa in bianco e nero di Frank, un po’ datata, in cui aveva quasi tutti i capelli castani) «e l’astronomo Cletus Calhoun, meglio conosciuto come ospite della popolare trasmissione di astronomia della BPS Great Balls of Fire! » (filmato senza audio di Clete sull’orlo del cratere del Barringer, in Arizona) «sono stati accompagnati da un jet militare sulla Kitty Hawk e ora si stanno recando al loro appuntamento con la nave aliena. La Kitty Hawk dovrebbe raggiungere la sua destinazione tra un centinaio di minuti. Bobbie e Lou?»

Ritorno al centro CNN di Atlanta e doppia inquadratura di Lou Waters e Bobbie Battista. «Grazie, Karen» disse Battista. «Prima che il dottor Calhoun lasciasse gli Stati Uniti, il nostro corrispondente scientifico Miles O’Brien è riuscito a intervistare lui e il professore di esobiologia Packwood Smathers per chiedere loro cosa significhi tutto ciò. Vediamo di nuovo la registrazione.»

L’immagine cambiò e mostrò O’Brien di fronte a due giganteschi monitor a parete. In quello a sinistra c’era la scritta TORONTO e mostrava Smathers; in quello a destra c’era Clete con la scritta LOS ANGELES.

«Dottor Smathers, Dr. Calhoun, grazie per averci raggiunto con così poco preavviso» disse O’Brien.

«Bene, sembra che sia accaduto l’incredibile, vero? A quanto pare una nave spaziale aliena è ammarata nel bel mezzo dell’Atlantico. Dottor Smathers, cosa possiamo aspettarci di vedere quando la nave si aprirà?»

Smathers aveva la testa quadrata, i capelli bianchi e folti e una barba bianca e ben curata. Indossava una giacca sportiva marrone con delle toppe di pelle sui gomiti – la quintessenza del look del professore. «Be’, naturalmente dobbiamo prima supporre che questa nave sia senza equipaggio – che sia una sonda, come le capsule della Viking, piuttosto che portare un equipaggio, è…»

«Guarda le dimensioni» disse Clete interrompendolo. «Per l’amor di Dio, Woody, non ci…

Processo Alieno - Copertina

Tit. originale: Illegal Alien

Anno: 1997

Autore: Robert J. Sawyer

Edizione: Fanucci (anno 2001), collana “Solaria Collezione” #5

Traduttore: Giorgia Gatta

Pagine: 340

ISBN: 8834708172

ISBN-13: 9788834708170

Dalla copertina | Quando un’astronave entra nell’atmosfera terrestre alla paura iniziale si sostituisce subito la meraviglia. Con il primo contatto fra terrestri e alieni, sette membri della razza dei Tosok, di incredibile intelligenza, vengono accolti a braccia aperte dal mondo intero. Ma un noto scienziato umano in contatto con il gruppo viene improvvisamente trovato morto, mutilato da un’arma misteriosa, e tutte le prove sembrano condannare uno di loro. Cercando di evitare un incidente planetario, gli Stati Uniti assegnano agli alieni il miglior avvocato della nazione: ne seguirà un processo drammatico e inconsueto, in cui culture diverse, aliene e terrestri, si scontreranno per sancire la verità.