Raggi Fotonici
  • L’uomo Stocastico

    L’uomo Stocastico (The Stochastic Man | 1975) di Robert Silverberg Anteprima testo 1 Siamo venuti al mondo accidentalmente in…

    L’uomo Stocastico
  • La Città Labirinto

    La Città Labirinto (The Man in the Maze | 1969) di Robert Silverberg Anteprima testo Da nove anni Muller…

    La Città Labirinto
  • Gilgamesh

    Gilgamesh (Gilgamesh the King | 1984 | aka Gilgamesh) di Robert Silverberg ROBERT SILVERBERG E LA HYSTORICAL FANTASY Silverberg…

    Gilgamesh

Raggi Fotonici – Intervista a Mirko Fabbreschi

,

Esiste una squadra di eroi che si maschera da band musicale. O magari si tratta di un gruppo di musicisti chiamato a interpretare il ruolo di eroi. Definire in un modo o nell’altro chi vive a metà tra realtà e fantasia, nel mondo tangibile ma allo stesso tempo fantastico della TV, dei fumetti e dei cartoni animati sarebbe riduttivo.

Perché tra una manifestazione e l’altra, dai palchi delle fiere agli studi di registrazione, questo fanno i RAGGI FOTONICI: riportano in vita le vecchie sigle dei cartoni animati, ne scrivono di nuove, divulgano l’amore per questo genere di musica, nel cui culto sono cresciute intere generazioni, dagli anni Settanta ad oggi. Ai Raggi Fotonici si devono le sigle delle serie Guru Guru, Superdoll Rikachan, Gals (tra le altre) nonché canzoni per i DVD di Inuyasha e Daltanious. La loro ultima fatica discografica è il CD Random Robots, uscito nel 2006.

La loro carriera è costellata di collaborazioni importanti e di premi, tra cui quello come “Miglior Cartoon Band Italiana” al Festival Internazionale “Cartoons On The Bay” di Positano. Hanno lavorato con DYNIT, RAI e con la TV satellitare, conducendo il programma televisivo Cosplayers e prestandosi come inviati speciali (veri supereroi al servizio dell’informazione) per Uno Mattina. La loro partecipazione alle fiere del fumetto e alle manifestazioni a tema va avanti dal 2000, anno in cui suonarono all’apertura del Lucca Comics & Games. L’inno ufficiale della manifestazione Romics è opera loro. Hanno collaborato con grandi interpreti delle sigle TV e del doppiaggio e non si sono tirati indietro nemmeno quando si è trattato di prestare il volto ai personaggi bidimensionali di un fumetto ispirato a loro.

La caratteristica principale della band è la simpatia, l’assoluta disponibilità a mettersi in gioco. Seguendo questo spirito, il cantante Capitan Fotonik – alias MIRKO FABBRESCHI – ha acconsentito di buon grado a rilasciarci un’intervista, in uno scambio di battute a volte un po’ confuso ma sempre spassoso.

Valentina Smma | Ciao Mirko, andiamo senza indugio a cominciare! La prima domanda è anche la più banale: come iniziò quest’avventura?

Mirko Fabbreschi | Come iniziano sempre le cose più divertenti: per caso! Della formazione originale dei Raggi Fotonici siamo rimasti solo io e LAURA SALAMONE. Insieme al chitarrista che suonava con noi 15 anni fa, giocavamo, durante le nostre serate di musica rock, a inserire in scaletta cover di sigle TV anni Ottanta. Ci rendemmo conto che il pubblico apprezzava, ci richiedeva più queste ultime che non il resto del nostro repertorio… e così nacquero i Raggi Fotonici.

Alla fine degli anni Novanta avemmo la fortuna di scrivere e cantare qualche nostra sigla televisiva, dapprima per TV e circuiti locali – come CINQUESTELLE e SUPERSIX – e poi per Rai Due, con il cartone animato giapponese Superdoll Rikachan. Da quel momento è nato un rapporto di fiducia sia con la Rai che con altre strutture, come Dynit (allora Dynamic Italia), SKY, RAI SAT RAGAZZI e tante altre… un rapporto che ancora oggi, fortunatamente, resiste alla grande!

VS | Quanto è stato arduo il cammino verso la ribalta?

MF | Ribalta è un parolone… ottenere visibilità in un settore nel quale lavoriamo relativamente in pochi non è un grande merito! Comunque, volendo assecondare la tua domanda, direi che non è stato (e non è tuttora) semplicissimo. L’aspetto più complicato paradossalmente non è quello professionale ma l’anima amatoriale che ancora ci muove. Mi spiego: casualmente i Raggi Fotonici sono i primi autori di sigle che arrivano direttamente dal mondo dei fan dell’animazione. Chi ci ha preceduti, seppure con una professionalità e delle capacità tecniche che oggi ci sono di esempio, affrontava la realizzazione di una sigla come un qualunque lavoro. Spesso erano professionisti e musicisti affermati che nei ritagli di tempo si prestavano a quello che allora era un genere di “serie B”, la sigla TV. Noi, come musicisti, siamo generazionalmente cresciuti a “pane e Mazinga” e quindi abbiamo affrontato questo lavoro con un entusiasmo e un rispetto per le sigle TV che credo non abbiano precedenti. Ciò potrebbe sembrare un vantaggio, mentre invece costituisce il nostro più grosso limite.

Ancora troppo spesso ci arrabbiamo quando per esigenza di marketing il nostro lavoro subisce modifiche, quando la serie per cui scriviamo la sigla viene censurata, quando logiche politiche ci impongono aggiustamenti nel testo o nella musica; e, credimi, capita di frequente.

Insomma, la più grossa difficoltà è trovare un compromesso tra la nostra assoluta voglia di creare sigle belle e la cruda verità di aver fatto di ciò un mestiere. Per il momento, comunque, direi che anche in questo siamo stati fortunati, vincendo quasi sempre le battaglie contro funzionari TV e supervisori per far valere le nostre ragioni.

VS | La vostra carriera è costellata da numerose collaborazioni; l’ospite che più incuriosisce è di certo il “divino” Otelma.

Nel 1999 ci era venuta voglia di giocare e abbiamo registrato un disco volutamente trash. In quegli anni eravamo spesso inviati speciali oppure ospiti a Uno Mattina, su Rai Uno, e indossavamo dei costumi da supereroi, con la calzamaglia e il mantellino. Siamo partiti dai nostri costumi per sviluppare l’idea centrale di quel disco, dal titolo Supereroi. Alla base del CD c’era infatti una provocazione: noi Raggi Fotonici – supereroi di un altro pianeta – ci proponiamo come difensori dell’umanità fianco a fianco con gli eroi che il mondo attualmente ha in circolazione, quelli che questo mondo si merita… E così si sono lasciati coinvolgere in questo nostro gioco provocatorio “terrestri” del calibro del Divino Otelma, della pornostar Jessica Rizzo, Kim (allora cantante dei Cugini di Campagna), Gabriele Paolini (il disturbatore televisivo, quello che sta sempre dietro agli inviati dei telegiornali) ma anche amici come Gianni Ippoliti, Stefano Disegni, Tony Esposito, Douglas Meakin (voce storica dei cartoon anni Ottanta con i SUPEROBOTS e i ROCKING HORSE) e tanti altri. Nel CD il Divino Otelma ha duettato con me in una cover de La canzone di Paul e Nina, con Jessica Rizzo, Tony Esposito e Kim in una buffissima versione di Heidi e prestando la voce al computer di Daitarn 3. Di un brano originale che avevo scritto appositamente per il CD, sempre con Otelma & Co., realizzammo anche un videoclip che per nostra fortuna non è mai uscito… troppo trash.

VS | Un bel giorno siete diventati anche personaggi dei fumetti; cosa si prova a ritrovarsi eroi cartacei?

MF | Ormai siamo entrati talmente nella parte che ci è sembrato quasi naturale. Nel 2000, Enrico Galli, amico e disegnatore che allora lavorava in Italia per I Digimon, realizzò un fumetto che vedeva i Raggi Fotonici protagonisti di azioni da veri eroi contemporanei, storie di impegno animalista, antirazzista, ambientalista. Ma in effetti siamo anche andati oltre…

Tra il 2003 e il 2004, su Music Box, canale musicale di SKY, è andata in onda la trasmissione Cosplayers, condotta da me con la partecipazione in studio dei Raggi Fotonici, la quale ci vedeva comparire nella sigla in versione cartone animato. Quella sì che è stata una bella soddisfazione. Dopo aver prestato per anni la voce ai cartoni, per una volta i cartoon ci prestavano il corpo… sballosissimo!

VS | Il fenomeno cosplay in Italia è in crescita; cosa ne pensate?

MF | Tutto il bene possibile, ovviamente. Noi stessi veniamo da quel mondo, dalle fiere, dai costumi cuciti a mano. Il fatto di aver trasformato una passione in una professione oggi ci rende quasi dei miracolati che, proprio per questo, non si dimenticano da dove vengono. La passione è sempre una grandissima cosa e anima oggi migliaia di ragazzi che hanno sempre più luoghi dove incontrarsi, sempre più stimoli e sempre più occasioni per confrontarsi. Da nerd sfigati, i cosplayer oggi fanno opinione, sono un fenomeno di costume dignitosissimo, rendono colorate e divertenti anche le più brutte fiere del fumetto in giro per la penisola; come non pensare quindi tutto il bene possibile dei cosplayer e della passione che li muove?

VS | Dopo aver tanto parlato di lavoro, vi concedo un attimo di tregua… passiamo al personale! Qual è il cartone animato che vi ha segnato l’esistenza?

MF | Ognuno di noi ovviamente ha il suo. Chi Jeeg Robot d’Acciaio, chi Candy Candy… ma quello che certamente ci unisce tutti è I Simpson. Nonostante sia un cartone americano, non giapponese come piacciono a noi, e una serie che non appartiene alla nostra infanzia, ad oggi è la più grossa miniera di citazioni e di spunti esistenziali che abbiamo… Simpson forever!

VS | Siete molto attivi per le buone cause, soprattutto per la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals)…

MF | Se i cartoni animati ci hanno insegnato qualcosa, questo qualcosa è proprio che il Bene vince sul Male, che l’amicizia e la lealtà sono valori imprescindibili, che la Terra e la Natura sono un bene assoluto, che i deboli vanno difesi contro i soprusi. A forza di lavorarci sopra, i cartoni animati ci hanno forse dato alla testa, ma ormai crediamo davvero che avere la possibilità di fare qualcosa, anche pochissimo, e non farlo sia un autentico delitto.

Il nostro lavoro ci consente di godere di un minimo di credibilità in alcuni ambienti; e allora, quando è possibile, cerchiamo di portare avanti ciò in cui crediamo. Per gli Animalisti Italiani e la PETA abbiamo portato in giro molti live, abbiamo partecipato a manifestazioni ambientaliste e un paio di anni fa abbiamo anche realizzato il brano Vivo in una Gabbia, sigla dello spot di comunicazione sociale contro l’abbandono estivo degli animali, andato in onda sia su RAI che su Mediaset. Di questa canzone abbiamo anche pubblicato il CD singolo i cui proventi sono stati destinati totalmente a campagne animaliste.

VS | Grazie per il tempo che ci hai dedicato! Un’ultima curiosità: sul vostro sito (www.raggifotonici.it) accennate a un musical… puoi darci qualche anticipazione riguardo questo progetto?

MF | Sì, è il nostro sogno nel cassetto, il progetto che da tantissimi anni stiamo perfezionando e tentando di mettere in piedi. Si tratta di una commedia musicale il cui testo è scritto a quattro mani da me e dal doppiatore e direttore di doppiaggio Fabrizio Mazzotta (I Puffi, I Simpson, Atlas Ufo Robot, doppiatore di Eros in Pollon, ecc.) mentre le musiche originali sono dei Raggi Fotonici; ma per ora è prematuro parlarne. Ovviamente al momento giusto sarete i primi a essere contattati. Promesso!