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Return from Hades – Ritorno dall’Ade

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Il progetto di Carlo Trevisan dedicato alla saga de I Cavalieri dello Zodiaco si arricchisce di un nuovo capitolo: Return from Hades – Ritorno dall’Ade. È il secondo live action ispirato al celebre manga di Masami Kurumada, e prosegue le avventure dei Sacri Cavalieri a partire dalla conclusione delle serie ‘classiche’.

Carlo Trevisan sceglie di ignorare i vari spin-off o le avventure che seguono differenti linee temporali, narrate in svariati OAV. Realizza così il capitolo numero 2 del suo ambizioso progetto: a venticinque anni dalla creazione del manga sviluppa un sequel apocrifo articolato in diversi episodi. Se il precedente episodio era dedicato ad Andromeda, stavolta il protagonista è Pegasus, guerriero leale e formidabile, devoto alla dea Athena.

La Terra è salva, Ade e il suo esercito sono stati sconfitti, moltissimi cavalieri sono caduti nella guerra e lo stesso Pegasus lotta tra la vita e la morte. È finito in coma dopo lo scontro con Ade, e mentre è affidato alle cure dell’innamorata Tisifone tutti si preoccupano per lui, dai compagni sopravvissuti alle sacerdotesse di Athena, alla fedele Castalia. Un giorno il giovane torna in sé, o così crede. Si risveglia in un luogo a lui sconosciuto, in una cascina isolata tra campi e scuderie. È sempre in compagnia di Tisifone, ma la sacerdotessa si comporta in modo ambiguo, troppo dolce e accondiscendente.

Appena Pegasus esce dalla casa, vede Micene, un guerriero ammantato di bianco, che lo invita a diffidare della realtà lo circonda. Appare anche Ade, ed è quest’ultimo a rivelare la triste verità: si trovano tutti in una dimensione parallela, in un luogo che accoglie le anime dei caduti e imprigiona ora anche l’essenza di Pegasus.

Anche questa seconda vicenda, così come la prima, è dedicata agli irriducibili fan, ma è godibile anche da quanti non avessero particolare dimestichezza con i Cavalieri dello Zodiaco, in virtù di una narrazione lineare e di personaggi dai caratteri ben delineati. Nonostante i tempi ristretti del cortometraggio, lo spettatore incontra protagonisti più verosimili: il legame tra Pegasus e Tisifone è suggerito in un suggestivo flashback, il ruolo di Castalia è narrato in modo analogo; il misterioso Micene è un alleato prezioso, mentre Ade è doverosamente ambiguo e dolente (sconfitto da Pegasus, cerca di imprigionarlo in un aldilà che di terribile ha solo la mancanza di speranza per il futuro).

La dimensione parallela assomiglia alla Zona del Crepuscolo di Dylan Dog, un mondo sospeso in un eterno presente dove nessuno lotta, soffre o muore. Non ci sono mete da conquistare, pericoli da temere, e tutti smarriscono il senso della vita. Il regista dà quindi respiro all’emotività più autentica degli eroi. Rispetto al primo capitolo, c’è meno spazio per i combattimenti, per i virtuosismi della macchina da presa o della grafica digitale. Il computer interviene per mostrarci Castalia alle prese con una gang di teppisti, e per esibire i poteri di Ade, nel breve duello. Le situazioni catturano lo spirito delle avventure animate, e la trasposizione stavolta funziona senza affidarsi eccessivamente agli effetti speciali o alle scenografie mozzafiato. I movimenti di macchina scelgono l’essenzialità, il montaggio sicuro assembla sequenze forse meno glamour, ma efficaci.

I personaggi sono anche in questo caso interpretati sia da attori che da fan che hanno provveduto a realizzare con abilità i costumi e a dare vita al colorato mondo dei Cavalieri. Tutti sono doppiati da abili professionisti, che rendono la recitazione più convincente. E dunque Carlo Trevisan continua a tener alta la bandiera dei cosplayer.