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Ryucosplay

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Il “cosplay” è una pratica che prevede di indossare in pubblico – normalmente in occasione di manifestazioni e fiere dedicate al fumetto, al fantasy, alla fantascienza – i panni di un personaggio di un film, di un cartone animato, di un videogioco eccetera, realizzandone in casa gli abiti e gli accessori.

Qualcosa che ricorda il Carnevale, anche se i vestiti non si rifanno ad alcuna tradizione popolare né a specifici periodi storici. Il fenomeno del cosplay è nato in Giappone ed è particolarmente legato alla passione per i manga e gli anime; il termine deriva dalla fusione delle parole inglesi costume (“costume”) e play (“interpretare/recitare”) che rendono bene l’idea.

Un passo all’interno di questo colorato mondo lo compiamo intervistando Laura, in rappresentanza del gruppo RyuCosplay che ha partecipato alla rassegna Lucca Comics & Games di quest’anno impersonando i protagonisti della fortunata serie “I Pirati dei Caraibi”.

Benvenuta, Laura. So che è un po’ scontata come domanda ma direi di partire da qui, ovvero… parlami un po’ di voi: chi siete, quanti siete, di dove siete?

Io sono Laura e sono di Parma. Sono studentessa e ho 18 anni, però la maggior parte dei cosplayer si aggira sulla fascia dei 20-35 anni – per quanto ho avuto modo di vedere – e molti lavorano. In realtà dire esattamente quanti siamo è un po’ difficile: quello che si è riunito per la prima volta a Lucca non è un gruppo fisso, anche se dopo quell’evento abbiamo continuato a fare cosplay insieme. Veniamo un po’ da tutta Italia: nel gruppo annoveriamo gente da Parma, Torino, Roma, Milano… Le fiere del fumetto rappresentano per noi un’occasione perfetta per ritrovarci tutti insieme!

Come e quando siete entrati nel mondo del cosplay?

È stato tutto merito di Alessia, mia amica e leader del gruppo dei Pirati che abbiamo portato alla fiera di Lucca: lei faceva cosplay già da qualche anno, io mi sono incuriosita e ho voluto saperne di più. Così ho cominciato con qualche costume e ho preso a partecipare alle fiere del fumetto. Da allora non ho più smesso!

Come è nata l’idea di fondare un gruppo di appassionati di cosplay? Un “incidente di percorso” oppure una scelta ben ponderata?

Come ho accennato poco fa, diventare cosplayer accade quasi sempre per caso. O almeno così è stato per me. All’inizio ci si avvicina a questo mondo per curiosità, poi si frequentano le fiere dedicate al fumetto e all’animazione, si prova a partecipare in cosplay insieme a qualche amico… e da un giorno all’altro si finisce col far parte di gruppi, anche molto numerosi!

Nel nostro caso, la compagnia originaria alla quale noi dei “Pirati dei Caraibi” ci siamo aggregati “quel giorno” a Lucca è quello delle Leaguers, del quale Alessia è leader. È abbastanza frequente che più gruppi si fondano per poter partecipare alle fiere con un numero maggiore e più organizzato di cosplayers.

Quali sono i rapporti del vostro con gli altri gruppi di cosplayer? Collaborate amichevolmente? Cospirate segretamente per eliminare la concorrenza? In pubblico fate finta di non tollerarvi mentre invece siete amici per la pelle?

Normalmente si tende a cooperare, si ammira il lavoro degli altri cosplayer e all’occorrenza ci si aggrega per portare avanti qualche progetto comune. Questo accade di solito, diciamo. Purtroppo talvolta ci si imbatte in comportamenti poco costruttivi, dettati da gelosie e antipatie che sfociano in invidia per il lavoro altrui; anche nel mondo dei cosplayers, come accade ovunque, ci sono aspetti positivi e altri meno!

Avete ricevuto riconoscimenti o inviti di qualche sorta a seguito delle vostre partecipazioni a fiere?

No, niente del genere per ora. Parlo per me, che mi ritengo ancora una novellina nel mondo del cosplay; so che ad alcuni qualche volta è capitato di venire chiamati per occasioni particolari, ad esempio per figurare in costume alla presentazione dei libri di Harry Potter o a manifestazioni del genere.

Vestirsi da eroi dei manga, degli anime o dei film ha per voi un significato particolare?

Tutte le volte che scelgo un personaggio per un cosplay lo faccio certamente perché il personaggio in questione ha per me un significato particolare. Può piacermi il suo stile e divertirmi l’idea d’interpretarlo per un giorno, oppure può trattarsi di un personaggio che proprio amo e ammiro.

Qual è stato il personaggio che più di tutti ti è piaciuto interpretare? Quale invece quello meno riuscito o di cui mai e poi mai indosseresti i panni?

Il cosplay che preferisco è quello di Jack Sparrow, per affinità e amore per il personaggio oltre che per tutti i siparietti divertenti che mi permette di creare all’interno del gruppo. Uno di quelli che ho amato di meno è stato invece Bellatrix Lestrange (della saga di Harry Potter): nonostante l’iniziale interesse, non sono riuscita a calarmi nel personaggio e di conseguenza buona parte del gusto di indossarne il cosplay è sfumata. Per principio, non interpreterei mai un personaggio che non mi comunicasse nulla o che non mi piacesse esteticamente, dev’esserci sempre qualcosa in lui che mi attragga, qualcosa che i permetta di divertirmi imitandolo.

Come decidete i temi con cui partecipare alle fiere?

Dipende sempre dall’estro del momento. Di solito prima si sceglie quale cosplay interpretare e successivamente si valuta a quale fiera poterlo presentare. Altre volte, invece, può capitare che qualcuno lanci l’idea di un’interpretazione di gruppo e, se la proposta piace, ci si comincia a organizzare per decidere “chi interpreterà chi” e dove e quando esibirci.

Avete qualche aneddoto che ricordate in modo speciale? Magari qualche situazione imbarazzante o equivoca.

Be’, per esempio, quando qualcuna si azzarda a vestire i panni succinti di qualche classica eroina manga particolarmente discinta, è inevitabile attirare i commenti o le attenzioni indesiderate del solito spiritoso di turno!

E qualcuna di divertente?

Stare a elencare tutti gli aneddoti divertenti che ho vissuto come cosplayer sarebbe troppo lungo: a una fiera cosplay di solito le giornate sono tutte molto spassose! C’è stata per esempio la volta in cui, trovandomi in costume da Jack Sparrow, due bambini mi chiesero l’autografo. Oppure quando, mentre ero vestita da Peter Pan, una signora mi scambiò per uno gnomo! Altre volte è capitato di andare perfino al cinema in cosplay, e le facce degli ignari passanti incrociati per la strada erano impagabili!

Cosa ne pensano “gli altri” di questa vostra passione?

Dipende. Molti ci ritengono dei “depressi rimbambiti senza una vita sociale”; altri capiscono che una cosa semplice come travestirsi può essere molto divertente. Infatti il cosplay pretende solo di essere un bel gioco, piuttosto elaborato magari, ma nulla più. E vissuto in compagnia di tante persone con le quali poter poi stringere legami di vera amicizia.

Quanto tempo dedicate alla realizzazione degli abiti che indossate e alla preparazione per calarvi nei personaggi di cui vestite i panni?

Anche in questo caso dipende dal personaggio e dalla complessità dell’abito da preparare: molti cosplayer sanno cucire e fabbricarsi da soli accessori come armi e gioielli, altri si fanno aiutare da sarti o parenti. Io comincio a prepararmi con molto anticipo, cercando i materiali per un costume ben prima di sapere quando lo indosserò. In quanto all’interpretazione, anche questa varia da persona a persona: c’è chi non se ne preoccupa troppo, chi si sente subito affine al proprio personaggio e quindi lo imita senza fatica, e perfino chi si diverte a mettere in pratica il metodo Stanislavskij pur di calarsi perfettamente nella parte!

Cara Laura, ti ringraziamo per la simpatica chiacchierata. Un’ultima domanda: puoi dare un consiglio a chi vorrebbe iniziare con questo hobby?

Innanzi tutto, aspiranti cosplayer, per farvi un’idea vi suggerisco di visitare una fiera del fumetto: ce ne sono in tutte le grandi città: Lucca, Milano, Torino… Se decidete poi di lanciarvi e presentare il vostro primo cosplay, coinvolgete qualche amico o comunque partecipate in gruppo: oltre a essere più divertente, aiuta a rompere il ghiaccio. Durante le fiere, infine, non esitate a chiedere dritte agli altri cosplayer: vedrete che troverete molta disponibilità e avrete modo di instaurare molte amicizie. Fateci sapere com’è andata!