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Scontro Finale

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Con Scontro Finale, libro intenso e avventuroso nello stile del miglior TERRY GOODKIND, giunge alla sua fine risolutiva la lunga e fortunatissima saga de “La Spada della Verità”, recentemente trasposta sul piccolo schermo da SAM RAIMI. È una storia avvincente, ricca di invenzioni originali, dove le pagine scorrono rapide e le immagini si fissano con forza nella mente del lettore.

Con il primo romanzo dell’ultima trilogia (La Catena di Fuoco, 2005), Goodkind aveva trasformato molti dei suoi personaggi, riuscendo nella davvero difficile impresa di mantenerne intatta l’indole modificando al contempo quei pur fondamentali tratti della personalità che, rimossa l’intera esistenza di colei che maggiormente li aveva influenzati, dovevano necessariamente presentarsi “diversi”.

Ne La Catena di Fuoco, infatti, Kahlan è stata cancellata dai ricordi di tutti, come non fosse mai esistita; è divenuta davvero una sorta di Fantasma (da cui il titolo del secondo libro della trilogia). Di conseguenza, i principali alleati di Richard Rahl, sui quali Kahlan molto aveva influito con la sua tenacia e il suo profondo amore per la vita, mutano sensibilmente: Ann, la ex Priora delle Sorelle della Luce, ridiventa una fredda mente calcolatrice che brama controllare – pur nel perseguimento di un nobile fine – la vita e le scelte di tutti, mentre Zedd perde purtroppo gran parte dei tratti più squisitamente umani.

Al protagonista Richard vengono così meno le risorse sulle quali aveva sempre potuto contare. Mentre, intorno, la Magia muore.

In Scontro Finale si narra ancora il tentativo ostinato – che pare senza speranza – di Richard di recuperare l’amore della sua vita e al contempo difendere dalla forza inarrestabile e sconfinata dell’Ordine Imperiale le migliaia di persone di cui si sente responsabile.

È un’impresa che dev’essere tentata su più piani contemporaneamente: Richard deve impedire che l’Ordine conquisti il Palazzo del Popolo; deve evitare che Jagang s’impossessi – attraverso la decifrazione dei Libri delle Ombre Importanti – del potere dell’Orden, unico capace di rompere l’incantesimo della Catena di Fuoco; deve salvare Kahlan dalla prigionia; deve riacquistare il suo Dono e imparare a utilizzarlo al massimo delle potenzialità. E soprattutto deve riuscire a sconfiggere qualcosa di più potente di qualsiasi magia o esercito: l’ideologia distorta e ammorbante che giustifica anche il più turpe gesto dell’Ordine Imperiale.

Richard e Nicci (colei che ha lasciato le fila dell’Ordine ed è rinata a nuova vita proprio grazie al cercatore della Verità, del quale è ora la più potente e fedele alleata) sono infatti ben consapevoli che uccidere il Tiranno dei Sogni non basterebbe a fermare l’esercito oscuro che si è accampato fuori dalle apparentemente inespugnabili mura del Palazzo del Popolo. Bramoso di uccidere, devastare, stuprare, ogni uomo del Vecchio Mondo non si fermerebbe nemmeno davanti alla morte del proprio condottiero: troverebbe ugualmente fermo sostegno e inarrestabile guida in quell’ideologia aberrante che, inaridendo o annientando intere civiltà, è stata in grado di soggiogare milioni di uomini.

Pur consapevole della sterilità di molti suoi sforzi, Richard non si darà però mai per vinto. Lui, del resto, anche senza la Spada della Verità, è detentore di entrambe le anime della Magia: sa ballare la Danza della Morte ed essere conseguentemente il più letale degli spadaccini; ma soprattutto è il Cercatore, nato per difendere e far trionfare sull’oscurità annichilente della menzogna i veri valori morali.

Scontro Finale infatti non è solo un romanzo fantasy. Nel progetto dell’autore, l’intera saga è evidentemente una sorta di manifesto ideologico, la trasposizione romanzata del vibrante e inconciliabile scontro tra due visioni della vita completamente contrapposte: da una parte il razionalismo positivista, strenuo difensore del valore intrinseco della vita; dall’altra l’irrazionalismo fideistico antistorico e pessimista, che odia perché invidia, che distrugge perché incapace di creare.

Così l’avventura diviene ammaestramento morale, compiuto mito filosofico della riscoperta e conquista, da parte dell’individuo, delle proprie radici etiche, contro la deriva corruttibile e contaminante della massa; la quale massa, cieca, volubile e stolta, è facile tanto al relativismo etico quanto alla disarmante e contraddittoria stolidità della falsa fede.

Mentre i personaggi lottano per non dimenticare sé stessi, per rimanere integri nei loro valori morali e lentamente riconquistare quanto hanno perso, Richard si eleva come incrollabile baluardo, saldo nelle sue superiori certezze, ultima speranza di una vera giustizia.

La struttura ideologica portante del romanzo (Goodkind è largamente influenzato dall’Oggettivismo di AYN RAND) non è tuttavia mai tale da soffocare il ritmo incalzante di una narrazione che si mantiene come sempre piacevolmente scorrevole.

Ancora una volta il lettore incontrerà le grandi battaglie, i capovolgimenti di prospettiva, le strabilianti magie, gli imprevisti, gli angoscianti orrori. E, come sempre, si perderà nei meandri oscuri della Magia così come creata e modellata da Goodkind, in un difficile equilibrio di infinite complicazioni e di risoluzioni luminose e trancianti.

Vi saranno molti incontri, in una storia che si chiude simbolicamente quasi a cerchio con il ritorno sulla scena di molti personaggi che sembravano dimenticati od oramai privi di importanza; e vi saranno alcune perdite.

Il finale è per molti versi sorprendente.

Per chi ha letto i precedenti volumi della Saga, ovviamente imperdibile!