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Tekken – The Animation

Il videogame

Tekken è un videogioco prodotto da NAMCO (una delle principali aziende operanti nel settore su scala mondiale) che inizialmente è stato distribuito nelle sale giochi e poi diffuso anche per Sony PlayStation. Si tratta di un “picchiaduro”, ovvero un videogame che permette di selezionare un personaggio caratterizzato da un proprio stile di lotta, con cui combattere corpo a corpo contro tutti gli altri personaggi disponibili, un incontro dopo l’altro fino al duello finale, naturalmente con la possibilità di coinvolgere amici in queste appassionanti sfide (che talvolta, oltre ai momenti di divertimento, non mancano di regalare qualche attimo di vero e proprio astio nei confronti del rivale).

Dal lontano 1994 – data del primo rilascio – ad oggi sono state proposte al pubblico molte versioni del videogame, ciascuna contraddistinta da una veste grafica via via migliorata e da un numero di personaggi che cambiava in continuazione a seconda degli sviluppi della storia.

I combattenti presenti in Tekken sono infatti i partecipanti all’omonimo torneo organizzato dalla Mishima Conglomerate (una mega multinazionale con ramificazioni ovunque, particolarmente potente, influente a livello planetario), al quale prendono parte i migliori combattenti del globo, ciascuno desideroso di conquistare il titolo di “The King of Iron Fist Tournament”, assieme a un cospicuo premio in denaro.

Inutile dire che il videogioco ha conquistato un successo strepitoso divenendo una pietra miliare della storia dei picchiaduro, al pari di Street Fighter II e Mortal Kombat, contribuendo soprattutto all’affermarsi dei giochi con grafica tridimensionale (come Virtua Fighter e Soul Calibur) rispetto a quelli 2D che rappresentavano lo standard fino alla metà degli anni Novanta.

L’anime

Sull’onda del successo ottenuto dal videogioco e, anzi, per amplificarlo maggiormente, nel 1998 è stata realizzata una trasposizione animata: Tekken – The Animation. L’opera, della durata di 60 minuti circa per la regia di KUNIHISA SUGISHIMA, è distribuita in Italia dal 2002 da DYNIT in una versione costituita da due parti di mezz’ora ciascuna.

La storia ricalca quella del secondo episodio del videogame e si concentra soprattutto su alcuni dei personaggi del gioco, sebbene praticamente compaiano tutti.

L’inizio riporta in flashback un ricordo d’infanzia della bella poliziotta Jun Kazama, che da bambina si era trovata casualmente ad assistere a un duro confronto tra Heihachi Mishima, capo della Mishima e leggenda vivente nel campo delle arti marziali, e Kazuya, suo figlio. Dopo un discorso sull’improduttività di sentimenti quali affetto e compassione rispetto all’ambizione di divenire il più forte combattente sulla faccia della Terra, Heihachi pone drasticamente alla prova la tempra del figlioletto scaraventandolo giù da un dirupo.

Sopravvissuto alla caduta, grazie anche all’influsso negativo di un demone che contribuisce ad amplificare l’odio che il giovane cova nell’animo, Kazuya dichiara vendetta al padre e decide di crescere con l’unico obiettivo di ucciderlo.

La storia è ambientata circa 16 anni dopo quell’episodio. È indetta una nuova edizione del Tekken, presso una lussureggiante isola tropicale di proprietà della Mishima; Heihachi fa pervenire un invito a ciascuno dei migliori lottatori del mondo. Tra questi figurano suo figlio Kazuya, la stessa Jun Kazama, Lei Wu Long, agente di polizia di Hong Kong, e Jack-2, un prototipo di cyborg per utilizzo bellico che si fa accompagnare da una bambina.

Oltre a questi protagonisti, fanno la loro comparsa anche altri personaggi del videogame, ma per lo più relegati ad un ruolo minore: la pellerossa Michelle, le due sorelle killer Nina e Anna Williams, il dottor Boskonovitch, King, Yoshimitsu, Paul Phoenix e Lee Chaolan. Quest’ultimo, anch’egli figlio di Heihachi, è in realtà il coordinatore del progetto ALEX (di cui il Tekken rappresenta una sorta di copertura), un esperimento per la creazione di dinosauri geneticamente modificati con cui precipitare il mondo nel caos.

È proprio per indagare su questo piano criminale che Lei e Jun decidono di prendere parte al torneo; più il primo che la seconda, a dir la verità, dal momento che Jun, innamorata di Kazuya e determinata a salvarlo dall’odio e dal rancore che lo dilaniano, si troverà costantemente impegnata a intromettersi nello scontro tra padre e figlio, il vero centro di gravità delle vicende.

Considerazioni

Seppur io abbia apprezzato i videogiochi della serie e, di conseguenza, già conoscessi personaggi e alcuni aspetti della storia, la visione di Tekken – The Animation non mi ha certamente entusiasmato. È nulla più che una carrellata, superficiale e veloce, di situazioni e personaggi che non regalano particolari emozioni, del tutto mancante di coinvolgimento e di tensione. Chi nemmeno conosce il videogame si trova, di fatto, ad assistere a una successione poco comprensibile di eventi e combattimenti che si dimenticano in fretta. A livello visivo, poi, tutto si assesta su livelli ordinari, in linea con le produzioni di quegli anni.

Probabilmente, la scelta di condensare la narrazione in soli 60 minuti ha giocato a sfavore della qualità: senza dubbio, sviluppare trama e approfondimento di personaggi in un numero maggiore di episodi avrebbe contribuito al confezionamento di qualcosa di più significativo e coinvolgente. Ad esempio come è stato fatto per le serie animate di Virtua Fighter e Street Fighter II Victory, in cui tutto si svolge nell’arco di circa una trentina di puntate.

In conclusione, Tekken – The Animation non rappresenta certamente nulla di imperdibile nel vasto mondo dell’animazione giapponese. Se però avete amato il videogame, ecco, in quel caso potreste valutare se investire un’ora del vostro tempo per visionare l’anime o se dedicarla invece a qualche altra partita con la PlayStation, magari in compagnia dei vostri amici.

Fossi in voi, comunque, propenderei per la seconda soluzione.